UN GRANDE SEGNO APPARVE NEL CIELO

FATIMA E Il miracolo del sole

Del 13 OTTOBRE 1917

 

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te;

tu sei benedetta fra le donne, e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.

Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

 

LETTERA INFORMATIVA

LA VOCE

www.lavocecattolica.it

Il vento soffia dove vuole e ne senti LA VOCE, ma non sai di dove viene e dove va:
così è di chiunque è nato dallo Spirito
(Gv.3,8)                                                                                                           

 

Ancona

Giovedì, 13 ottobre 2005

Domenica, 12 ottobre 2012

Una proposta di un "Calendario Universale" a partire dal Concepimento "reale" di Gesù Cristo, Figlio di Dio, in Maria Vergine

 

Carissimo amico e carissima amica, questo Giornale Informativo "LA VOCE" www.lavocecattolica.it/lettere%20informative.htm  è un umile mezzo d'informazione e quindi è un semplice strumento di comunicazione sociale, pensato per illustrare tematiche religiose, spirituali e sociali, anche di quelle che talvolta si preferisce non divulgare o mettere a tacere. La diffusione di articoli o notizie è una scelta dettata dall'obbedienza alla Volontà di Gesù, il Figlio di Dio e Figlio di Maria, e Salvatore del Mondo. Gesù disse: "Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura" (Mc.16,15) e "Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date" (Mt.10,8). Questo modesto contributo sulla Rete Internet è animato perciò dalla convinzione che ognuno di noi ha il dovere di impegnarsi per far risplendere la Luce del Bene in una società offuscata dalle tenebre del male. Così anche Gesù insegnava: “Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”. (Gv.8,31-32).

 

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TOTUS TUUS EGO SUM

 

LETTURA BIBLICA DEL GIORNO

DAL VANGELO SECONDO LUCA (11,47-54)

In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi date testimonianza e approvazione alle opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite loro i sepolcri.
Per questo la sapienza di Dio ha detto: Manderò a loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno; perché sia chiesto conto a questa generazione del sangue di tutti i profeti, versato fin dall'inizio del mondo, dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccaria, che fu ucciso tra l'altare e il santuario. Sì, vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione. Guai a voi, dottori della legge, che avete tolto la chiave della scienza. Voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare l'avete impedito». Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo ostilmente e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.

 

UN GRANDE SEGNO APPARVE NEL CIELO:

una donna vestita di sole

 

Apocalisse 12,1-18

Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni. Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeliAllora il drago si infuriò contro la donna e se ne andò a far guerra contro il resto della sua discendenza, contro quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù.

 

Nell’interpretazione dei Padri della Chiesa il primo giorno della Creazione riguardava la creazione degli angeli e la loro “separazione” dopo la ribellione di Lucifero (“luce” = angeli buoni, “tenebre” = angeli cattivi).

In principio Dio creò il cielo e la terra. Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. Dio disse: "Sia la luce!". E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno (Gen.1,1-5).

 

 

Il Papa Paolo VI ha “interpretato”

le apparizioni mariane di Fatima e “il miracolo del sole”

come l’avveramento “storico” del cap. 12 dell’Apocalisse

I TEMPI DELL’APOCALISSE

Esortazione Apostolica “SIGNUM MAGNUM” di Paolo VI,

del 13 maggio 1967, in occasione del 50° anniversario delle apparizioni di Fatima

 

Il portento grande che l'Apostolo san Giovanni vide nel cielo: una donna vestita di sole (1), non senza fondamento la sacra liturgia (2) interpreta come riferentesi alla beatissima Vergine Maria, Madre di tutti gli uomini per la grazia di Cristo Redentore. (…). Prendendo occasione dalle cerimonie religiose che si svolgono in questi giorni a Fatima, in Portogallo, in onore della Vergine Madre di Dio, dov'ella è venerata da numerose folle di fedeli per il suo cuore materno e compassionevole (6). (…..). Un messaggio, poi, di somma utilità sembra oggi giungere ai fedeli da colei che è l'Immacolata, la tutta santa, la cooperatrice del Figlio nell'opera di restaurazione della vita soprannaturale nelle anime (45). Contemplando, infatti, devotamente Maria, essi traggono da lei incitamento alla preghiera fiduciosa, sprone alla pratica della penitenza, stimolo al timor santo di Dio. Ed è parimente in questa elevazione mariana che essi odono più di sovente risuonare le parole con le quali Gesù Cristo, annunziando l'avvento del regno dei cieli, diceva: Fate penitenza e credete al Vangelo (46); ed il suo severo ammonimento: Se non farete penitenza, perirete tutti allo stesso modo (47). Spinti, perciò, dall'amore e dal proposito di placare Dio per le offese recate alla sua santità e alla sua giustizia, ed insieme animati dalla fiducia nella sua infinita misericordia, dobbiamo sopportare le sofferenze dello spirito e del corpo, affinché espiamo i peccati nostri e del prossimo e così evitiamo la duplice pena: del danno e del senso, cioè la perdita di Dio, sommo Bene, e il fuoco eterno (48).

Dato in Roma, presso San Pietro, il giorno 13 del mese di maggio, dell’anno 1967

nel 50° anniversario delle apparizioni di Fatima

 

GIOVANNI PAOLO II

(dal libro “VARCARE LA SOGLIA DELLA SPERANZA”, pp.242-243)

 

Mentre entravo nei problemi della Chiesa Universale, con l’elezione a Papa, portavo con me una simile convinzione: che, cioè, anche in questa dimensione universale, la vittoria, se verrà, sarà riportata da Maria. Cristo vincerà per mezzo di lei, perché Egli vuole che le vittorie della Chiesa nel mondo contemporaneo e in quello futuro siano unite a lei. Avevo, dunque, tale convinzione, anche se allora sapevo ancora poco di Fatima. Presentivo, però, che c’era una certa continuità, a partire da La Salette, attraverso Lourdes, fino a Fatima. Ed ecco, giunse il 13 maggio 1981. Quando venni colpito dal proiettile dell’attentatore in Piazza San Pietro, non badai da principio che quello era proprio l’anniversario del giorno in cui Maria era apparsa ai tre fanciulli a Fatima, in Portogallo, rivolgendo loro quelle parole che, con la fine del secolo, sembrano avvicinarsi al loro compimento. Con tale evento Cristo non ha forse detto, ancora una volta, il Suo “NON ABBIATE PAURA!”?...

 

MESSAGGIO DI MARIA A MEDJUGORJE

25 AGOSTO 1991

 

Cari figli, anche oggi vi invito alla preghiera, adesso come mai prima, quando il mio piano ha cominciato a realizzarsi. Satana è forte e desidera bloccare i progetti della pace e della gioia e farvi pensare che mio Figlio non sia forte nelle sue decisioni. Perciò vi invito, cari figli, a pregare e digiunare ancora più fortemente. Vi invito alla rinuncia durante nove giorni, affinché con il vostro aiuto sia realizzato tutto quello che voglio realizzare attraverso i segreti che ho iniziato a Fatima. Vi invito, cari figli, a comprendere l’importanza della mia venuta e la serietà della situazione. Desidero salvare tutte le anime e presentarle a Dio. Perciò preghiamo affinché tutto quello che ho cominciato sia realizzato completamente. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

 

LE APPARIZIONI DI MARIA

A FATIMA

 

Prima Apparizione

            Il 13 Maggio 1917 i bambini avevano portato le pecore alla Cova d'Iria, stavano giocando quando nel cielo senza nuvole apparve un bagliore come un lampo. Pensando che fosse in arrivo un temporale riunirono il gregge, ma ci fu un secondo chiarore e lì sopra un piccolo leccio videro "una Signora vestita di bianco più splendente del sole, che emanava una luce chiara ed intensa." La bella Signora disse: "Non abbiate paura, non voglio farvi del male." Lucia domandò: "Da dove venite?" "Vengo dal Cielo" rispose la Signora. Lucia: "Che cosa desiderate?" "Sono venuta a chiedervi che veniate qui, sei mesi di seguito. Poi vi dirò chi sono e che cosa voglio." Lucia: "Venite dal Cielo...e io andrò in Cielo?" "Si andrai". "E Giacinta?" "Anche" "E Francesco?" "Anche lui , ma dovrà recitare molti rosari". Infine la Madonna chiese: "Volete offrirvi a Dio, disposti ad accettare tutte le sofferenze che Egli vi manderà, in atto di riparazione per i peccati con cui è offeso e di supplica per la conversione dei peccatori?" "Sì, lo vogliamo." "Dovrete soffrire molto, ma la grazia di Dio sarà il vostro conforto." Quindi aprì le mani con un gesto amoroso di madre che offre il suo cuore. Da esso partiva una luce intensa che raggiungeva i bambini. La visione si dileguò dicendo: "Recitate il rosario tutti i giorni per ottenere la pace per il mondo e la fine della guerra." E scomparve.

 

Seconda apparizione

            Il 13 Giugno 1917, accompagnati da una cinquantina di persone i bambini stavano recitando il rosario, quando ci fu di nuovo il lampo, e subito dopo la Signora sull'elce come a Maggio. "Cosa vuole da me?" domandò Lucia. "Voglio che veniate qui il 13 del prossimo mese; che diciate il Rosario tutti i giorni e che impariate a leggere. In seguito vi dirò che cosa altro voglio". "Vorrei chiederle di portarci in cielo", disse Lucia. "Sì, Giacinta e Francesco li porterò tra poco, tu però devi rimanere quaggiù più a lungo. Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere ed amare. Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato; a chi la praticherà prometto la salvezza; queste anime saranno predilette da Dio, e come fiori saranno collocati da Me dinanzi al Suo trono". Domandò Lucia: "Resterò qui sola?", "Non ti scoraggiare: io non ti abbandonerò mai. Il mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio e la via che ti condurrà a Dio". Quindi aprì le mani e emanò quella luce sui bambini, Giacinta e Francesco sembravano stare nella luce che si alzava verso il cielo, Lucia in quella che si diffondeva sulla terra. Davanti al palmo della mano destra della Signora c'era un cuore circondato di spine che lo trafiggevano. Capirono che era il Cuore Immacolato di Maria oltraggiato dai peccati degli uomini, e Lei quindi chiedeva riparazione.

 

Terza apparizione

            Il 13 Luglio 1917 recitavano il rosario con la folla, videro il solito riflesso di luce e poi la Signora sull'elce. Lucia chiese: "Cosa vuole da me?" Rispose: "Che veniate qui il 13 del prossimo mese, che continuiate a recitare il Rosario tutti i giorni alla Madonna del Rosario per ottenere la pace nel mondo e la fine della guerra, perché soltanto Lei vi potrà soccorrere". "Vorrei chiederle di dirci chi è e di fare un miracolo perché credano tutti che Lei ci appare". "Continuate a venire qui. A Ottobre dirò chi sono, quel che voglio e farò un miracolo che tutti possano vedere per credere. Sacrificatevi per i peccatori, e dite spesso, specialmente facendo qualche sacrificio: O Gesù, è per vostro amore, per la conversione dei peccatori e in riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria". A queste parole aprì di nuovo le mani e il riflesso di luce sembrò penetrare la terra, i bambini ebbero la visione dell'inferno, spaventati alzarono gli occhi alla Signora che disse: "Avete visto l'inferno, dove cadono le anime dei poveri peccatori. Per salvarle Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato, se faranno quel che vi dirò molte anime si salveranno e ci sarà la pace". Poi aggiunse: " Se i miei desideri saranno ascoltati la Russia si convertirà e vi sarà pace, se no la Russia espanderà i suoi errori nel mondo, porterà a delle nuove guerre e alla persecuzione della Chiesa, i buoni saranno martirizzati e il Santo Padre soffrirà molto; alcune nazioni scompariranno. Ma alla fine il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre mi consacrerà la Russia e essa si convertirà e il mondo godrà un periodo di pace. In Portogallo la fede sarà preservata". "Volete imparare una preghiera?" "Sì vogliamo!". "Quando recitate il Rosario, dite alla fine di ogni decina: O Gesù, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime specialmente le più bisognose della tua misericordia”.

 

Quarta apparizione

            In Agosto i bambini furono impediti dalle autorità civili anti-ecclesiastiche di andare all'incontro del 13 in cui si era radunata una folla immensa. I bambini per due giorni furono rinchiusi e minacciati di torture per farli smentire ma essi non cedettero. Erano pronti ad offrire la loro vita per non tradire le promesse fatte alla Madonna. Così furono rilasciati. Il 19 Agosto mentre pascolavano il gregge in un luogo chiamato Valinhos videro la Signora sopra un elce. "Cosa volete da me?" disse Lucia. "Voglio che continuiate ad andare alla Cova da Iria il 13, che continuiate a dire il Rosario tutti i giorni. Nell'ultimo mese farò il miracolo affinché tutti credano". Poi con un aspetto più triste disse: "Pregate, pregate molto e fate sacrifici per i peccatori. Badate che molte anime vanno all'inferno perché non vi è nessuno che preghi per loro”.

 

Quinta apparizione

            Il 13 Settembre circa 30.000 persone li accompagnarono alla Cova da Iria e lì recitarono il Rosario, poco dopo apparve la Signora sull'elce. "Voglio che veniate qui il 13 Ottobre e che continuiate a recitare il Rosario per ottenere la fine della guerra. In Ottobre verrà anche il Signore, la Madonna Addolorata, la Madonna del Carmine, San Giuseppe con Gesù bambino, per benedire il mondo. Dio è contento dei vostri sacrifici, ma non vuole che dormiate con la corda ai fianchi: usatela solo durante il giorno”.

 

Sesta apparizione

            Il 13 Ottobre 1917 i bambini erano circondati da una folla di 70.000 persone sotto una pioggia torrenziale. Lucia chiese di nuovo alla Signora: "Cosa volete da me?" , rispose: "Sono la Madonna del Rosario, desidero che qui si costruisca una cappella in mio onore, che si continui a recitare il Rosario tutti i giorni. La guerra finirà." Poi Lucia disse: "Vorrei chiederle molte grazie, le esaudirete?". "Alcune sì, altre no. E' necessario che chiedano perdono per i loro peccati, che non offendano più Dio nostro Signore che è già troppo offeso". "Volete altro da me?". "Non voglio più niente". Quindi aprì di nuovo le mani e lanciò un raggio di luce in direzione del sole, così Lucia gridò che guardassero il sole. A questo punto accadde il segno promesso, Lucia gridò di guardare il sole, la pioggia cessa improvvisamente ed appare un insolito sole lucente ma non abbagliante. Il sole comincia a girare su se stesso proiettando in ogni direzione fasci di luce di ogni colore che accendono e colorano le nubi, il cielo, gli alberi, la folla. Si ferma per alcuni momenti poi riprende, si ferma ancora e poi ricomincia come prima. Ad un tratto sembra che si stacchi dal cielo per precipitare sulla folla che assisteva terrorizzata, cadeva in ginocchio, invocava misericordia. Intanto i bambini videro accanto al sole la Madonna vestita di bianco col manto azzurro, San Giuseppe col Bambino che benedicevano il mondo. Poi dopo questa visione videro il Signore che benediceva il mondo, con accanto la Madonna Addolorata. Svanita questa visione videro la Madonna del Carmelo. Terminato il miracolo la gente si accorse di avere gli abiti completamente asciutti.

 

 

miracolo del sole

 

IL MIRACOLO DEL SOLE

Una visione grandiosa e tremenda conferma il fatto dell’apparizione della Vergine ai tre pastorelli

e la serietà del messaggio loro affidato

 

Le folle di pellegrini         

            La Madonna, per il 13 Ottobre, aveva promesso ai veggenti di Fatima un grande miracolo, affinché tutti credessero: man mano che si avvicinava il giorno fatidico, l’attesa diventava sempre più impaziente e mobilitava folle mai viste precedentemente.

            Riferisce il giornale portoghese “Dia” in un reportage del 19 Ottobre 1917: "Si erano spopolati paesi, villaggi e città vicine. Fin dalla vigilia sulle strade gruppi di pellegrini si avviavano a Fatima…"

            E il giornale “O Seculo”, per la penna di Averlino de Almeida, dà questa descrizione: "Sulla strada s’incontrano i primi gruppi di pellegrini che vanno verso il luogo santo, distante ben più di venti chilometri. Uomini e donne sono quasi tutti scalzi. Al sorger dell’alba, nuovi gruppi si avviano intrepidi e attraversano l’abitato, il cui silenzio viene rotto dall’armonia dei loro canti. Il sole nasce, ma la volta del cielo minaccia la pioggia. Le nubi nere si ammucchiano proprio verso Fatima, ma nulla può arrestare coloro che, da tutte le strade e con tutti i mezzi di locomozione, confluiscono al paese. A mezzogiorno del 13 Ottobre 1917 la vallata era un mare di gente: era piovuto durante tutta la notte e continuava a piovere, ma l’attesa era grande…, anche se qualcuno era venuto per deridere e assistere allo spettacolo del grande fiasco”.

                Ascoltiamo la narrazione di alcuni testimoni oculari.

            "Noi guardavamo senza difficoltà il sole – ci racconta il padre di Giacinta - e non accecava. Pareva che si spegnesse e si accendesse un po’ in un modo, un po’ in un altro. Gettava raggi di luce da un lato e dall’altro e colorava ogni cosa di differenti colori: gli alberi e il popolo, la terra e l’aria. Ma la cosa più stupefacente è che il sole non faceva male alla vista. Tutto era quieto e tranquillo. Tutti tenevano gli occhi rivolti verso il cielo, quando ad un certo punto il sole si fermò e poi cominciò a danzare e a saltare: si fermò un’altra volta e un’altra volta cominciò a danzare, fino al punto che sembrò staccarsi dal cielo e venire sopra di noi. Fu un momento terribile!…".

            Maria da Capelinha ha dichiarato: “Il sole assumeva diversi colori: giallo, azzurro, bianco; e tremava, tremava tanto che pareva una ruota di fuoco che venisse a cadere sul popolo! Tutti gridavano: “Ahi, Gesù, qui moriamo tutti! Gesù, qui moriamo tutti!”.

            Altri urlavano: “O Madonna, aiuto!” e recitavano l’atto di contrizione. Ci fu persino una signora che fece la confessione generale, e ad alta voce diceva: “Io ho fatto questo e quest’altro peccato…”.

            Infine, il sole si fermò e tutti diedero un gran sospiro di sollievo. Erano ancora vivi ed era quello il miracolo che i tre fanciulli avevano annunziato: settantamila persone là radunate, credenti e non credenti, testimoniavano il fatto singolare".

 

L’incredulo che se la rideva

            Interessantissima è pure la descrizione rilasciata da Padre Ignazio Lourenco:

            Avevo allora appena nove anni e frequentavo la Scuola elementare del mio paese, che dista da Fatima 18 o 19 chilometri. Si era verso mezzogiorno, quando fummo sorpresi dalle grida ed esclamazioni di uomini e donne che passavano per la strada, davanti alla Scuola. La maestra fu la prima a correre sulla strada, senza poter impedire che noi ragazzi le corressimo dietro. Nella strada il popolo piangeva e gridava, indicando il sole: era il miracolo, il grande miracolo che si vedeva distintamente dall’alto del monte, ove è posto il mio paese. Mi sento incapace di descriverlo come anch’io lo vidi e sentii allora […].

            Vicino a me stava un incredulo che aveva passato la mattinata a ridersi dei creduloni che facevano tutto quel viaggio a Fatima “per vedere una ragazza”. Lo guardai: era come paralizzato, assorto, spaventato, con gli occhi fissi al sole. Poi lo vidi tremare da capo a piedi e, levando le mani al cielo, cadere in ginocchio nel fango, gridando: “Nostra Signora! Nostra Signora!” […].

            Passati dieci minuti di fenomeni straordinari e terribili, il sole tornò al suo posto, nello stesso modo con cui era disceso, pallido e quasi senza splendore… Quando la gente si persuase che il pericolo era scampato, fu un’esplosione di gioia. Tutti proruppero in un coro di ringraziamento: “Miracolo, miracolo! Sia benedetta la Madonna!”.

            Terminato il fenomeno solare, avvenne un fatto naturalmente inspiegabile: tutta quella gente, inzuppata d’acqua com’era, si ritrovò completamente asciutta.

            La Vergine Santa aveva moltiplicato i suoi prodigi per confermare la verità delle affermazioni dei piccoli veggenti e, in definitiva, la verità del Vangelo di Gesù. Perché la preoccupazione di Maria è una sola: farci capire che quel che ha detto Gesù è tutto vero, anzi: è la Verità!

 

Mons. Angelo Comastri

(Tratto dalla rivista “Madre di Dio”, ed. San Paolo, novembre 2003 )

 

 

+ CORRISPONDENZE CON “LA VOCE” *

 

Mi scuso con quanti mi scrivono e a cui non posso rispondere in tempi brevi a causa dell’impossibilità di gestire una corrispondenza talvolta troppo elevata. Per risposte urgenti si prega di utilizzare il telefono, per poter rispondere e parlare direttamente “a voce” (Tel. 071.2801766 o Cell. 338.2892353). Si prega anche quanti mi scrivono di precisare subito se desiderano che le loro corrispondenze siano pubblicate e in quale forma (cioè, se firmate con nome e cognome, oppure solo in forma anonima) oppure se desiderano che non siano pubblicate. In assenza di indicazioni  le pubblicherò, a mia discrezione e secondo l’utilità, in forma anonima e con la dicitura “Messaggio firmato”. Ringrazio quanti mi hanno già scritto, a cui cercherò di rispondere appena possibile.                 Prof. Giorgio Nicolini

 

 

LA difficile INTEGRAZIONE TRA CRISTIANI E MUSULMANI

 

 

----- Original Message -----

From: N.P.

To: giorgio.nicolini@poste.it

Sent: Sunday, October 09, 2005 9:56 PM

Subject: Ecumenismo e San Francesco

 

            Vi ringrazio molto di aver presentato il nostro Santo Patrono come modello di stile cristiano anche a proposito dei timori della signora di Ancona sulla presenza multietnica nella nostra società italiana.

            Quando sento parlare degli altri come nostri nemici mi fa molto male, perché credo che un'occasione come questa sia una piccola cosa rispetto alla fede di San Francesco in Terra Santa. Invece di aver paura di perdere terreno e temere per la nostra patria un'invasione musulmana dovremmo giocare bene le nostre opportunità per essere missionari, a casa nostra… Siamo in ottobre, il Mese Missionario e dovremmo chiederci:

1) se il nostro comportamento è così ammirevole da dover essere imitato (noi in teoria cerchiamo di vivere alla sequela di Cristo, ma lo facciamo sempre veramente???);

2) se riconosciamo l'altro come nostro prossimo e lo amiamo tanto quanto lui ci ama; è facile giudicare gli altri quanto difficile lavorare su noi stessi per migliorarci. Proviamo a salutare i nostri ospiti e non a sfidarli per strada: hanno la loro cultura e sono lontani dal loro paese; sono spesso donne tristi ed isolate che tentano di rimanere fra loro perché non si sentono accettate... Lavoro in un nido ed ho conosciuto molte madri che hanno voglia di condividere le loro esperienze... La mia testimonianza può dimostrare loro come parla, vive, ama una donna cristiana come me.

            Usciamo allora dal nostro guscio e non abbiamo paura degli stranieri in casa nostra! Affidiamoci alla fede: il Signore sarà vicino a noi e ci proteggerà, come sempre. Amen.

            Cercando di vivere da buona cristiana.

(Messaggio firmato)

 

 

Ancona, 12 ottobre 2005

 

Cara N. P.,

            la situazione che Lei descrive, riguardo alla Sua esperienza, è quanto tutti ci auspicheremmo di poter incontrare. Purtroppo nella realtà non è quasi mai così. E’ tutto giusto, infatti, riguardo ai pensieri e agli intenti che esprime nel Suo messaggio, a riguardo cioè dell’opera di evangelizzazione dei musulmani giunti nelle nostre terre, perché anche ad essi deve giungere l’autentica Parola di Dio, insegnataci da Gesù, così come fece San Francesco con il Sultano.

            Devo però aggiungere le mie “perplessità” riguardo al Suo ottimismo circa la reale possibilità di una “evangelizzazione” dei musulmani nelle nostre terre. Certamente noi dobbiamo avere carità verso tutti, e dare la nostra testimonianza, così come fece San Francesco; ma abbiamo anche l’obbligo (come avveniva nei secoli passati) di “difendere” la nostra fede da una islamizzazione sempre più crescente e intollerante.

            Non ha mai letto, ad esempio, le battaglie dei musulmani contro i Crocifissi nei luoghi pubblici?... Io ne so qualcosa, visto che, con altri Cattolici, fui l’autore e il protagonista del processo ad Adel Smith, celebrato a Verona, terminato giusto qualche mese fa. Si può restare sempre inerti e in silenzio di fronte alle continue “offese” e “attacchi” alla religione cristiana, fatti a tutti i livelli?... Chi salverà la Civiltà Cristiana in Europa per le generazioni future?...

            Personalmente, anni fa, ho avuto occasione di accogliere un musulmano, ospitarlo, trovargli un sostentamento provvisorio, cercargli un lavoro. Si è poi sposato con una italiana, cattolica. Quest’ultima, dal giorno del matrimonio, non ha più avuto la libertà di potersi recare alla Santa Messa, neppure alla Domenica. Un mio amico, che gli aveva dato dei sostegni economici, cercò di trovare una soluzione per la moglie cattolica di quel musulmano invitando quest’ultimo ad “incontri” e “dialoghi” “interreligiosi” (“pacifici” e “rispettosi”) nei giorni domenicali, in modo da riuscire a rendere libera la moglie di potersi recare alla Santa Messa almeno alla Domenica. Questi ripetuti incontri e dialoghi, tuttavia, sortirono un solo effetto: il mio amico – molto religioso e teologicamente preparato - si è sentito alla fine invitare dal suddetto musulmano: “A te manca solo una cosa: diventare musulmano!... Lascia Cristo e credi in Allah!”… Quel mio amico ovviamente lasciò lui (il musulmano) e rimase con Cristo!...

            Le dico questo per mostrarLe come i musulmani non vengono da noi per essere convertiti alla fede cristiana, ma per convertire i cristiani alla fede musulmana. Forse non sa che dei capi musulmani dichiararono tempo fa: “Non abbiamo potuto conquistare l’Europa con la forza delle armi nei secoli passati, ma oggi conquisteremo l’Europa usando le vostre democrazie tolleranti”. Questo è “il vero progetto” dell’islamismo.

            E chi tra i cristiani si oppone?... I musulmani “poveri”, se si ha vera volontà di aiutarli, li si può aiutare con provvedimenti adeguati, attuati nei loro luoghi di origine (sostentamento, scolarizzazione, occasioni di lavoro, industrializzazione), senza costringerli a dover venire nei nostri Paesi. Con giusta oculatezza il Card. Biffi dichiarava che si doveva dare una preferenza - nella immigrazione - ai cittadini dei Paesi Cattolici (dell’Est Europa e dell’America Latina, anche più bisognosi degli stessi musulmani), perché si sarebbero più facilmente integrati con la nostra cultura cristiana e con le nostre legislazioni. I musulmani, invece, possono essere aiutati direttamente nelle loro terre, senza costringerli ad una immigrazione nelle nostre terre, perché “non possono” integrarsi con noi cristiani, in quanto hanno una religione, una cultura e una legislazione profondamente diverse da quella cristiana.

            Penso che avrà notato come lo stesso San Francesco (cfr. www.lavocecattolica.it/6ottobre2005.htm ), dopo i suoi santi tentativi di convertire il Sultano e i suoi sudditi, è scritto che “vedendo che non faceva progressi nella conversione di quella gente e che non poteva realizzare il suo sogno, preammonito da una rivelazione divina, ritornò nei paesi cristiani”. Noti il motivo del ritorno nei Paesi Cristiani: “preammonito da una rivelazione divina”, cioè Dio stesso, visti inutili i tentativi alla conversione di quei musulmani “ammonì” San Francesco di abbandonarli e di tornare nei Paesi Cristiani.

            Si vede, perciò, come sia necessario che ci siano i Paesi Cristiani, ove poter “tutelare” e poter vivere la nostra “vera” Fede Cristiana: innanzittutto per conservare la Fede stessa, e di conseguenza, perpetuandola, essere “luce” per gli altri uomini anche di altre fedi, anche di quella musulmana, perché  giungano alla conoscenza di Gesù Cristo, poiché dice la Scrittura: “IN NESSUN ALTRO C’E’ SALVEZZA; NON VI E’ INFATTI ALTRO NOME DATO AGLI UOMINI SOTTO IL CIELO NEL QUALE E’ STABILITO CHE POSSIAMO ESSERE SALVATI” (At.4,12).

            Proprio in AVVENIRE di oggi, 12 ottobre, viene riportato l’intervento di ieri e “il grido di allarme” del Cardinale di Sarajevo Vinko Pulijc al Sinodo dei Vescovi in corso a Roma: “Viviamo – ha detto – con una maggioranza musulmana che fa problemi per lo sviluppo del Paese e per il cammino dell’Europa. Tutto questo sotto gli occhi della Comunità Internazionale che favorisce l’arroganza dei musulmani per i propri interessi. La Bosnia Erzegovina è diventata un protettorato della comunità internazionale in cui i cattolici sono senza il diritto di tornare nelle proprie case, di parlare la propria lingua, di professare la propria religione” (in “Avvenire”, 12 ottobre 2005, pag.2).

            Credo che una voce più chiara e autorevole di quella del Card. Pulijc non ce ne possa essere, per “capire” cosa vuol dire “convivere” – da cattolici - con i musulmani: “il grido d’allarme” del Card. Pulijc rivela ancora una volta che non c’è una “reale” possibilità di una “vera” “integrazione” e di libertà di religione nella convivenza con i musulmani. E ciò lo si deve dire restando nel sincero rispetto dei musulmani, senza discriminazione, dai quali però – come dimostra la storia - bisogna “guardarsi”, così come fece San Francesco, che se ne andò via dal Sultano e dai musulmani, perché “ammonito da Dio” per l’evidente “pericolo” a causa dell’impossibilità di poter “convivere” con loro, che non si volevano convertire alla vera Fede in Cristo.

            In questa visione “oggettiva”, restiamo uniti nella preghiera, anche per i “fratelli musulmani”, vivendo la nostra sincera testimonianza di “buoni” e “veri” cristiani.

Prof. GIORGIO NICOLINI

 

 

L’INTERVISTA del Card. BIFFI, Arcivescovo Emerito di Bologna,

rilasciata il 10 maggio 1997:

“Una casa non si può costruire dicendo che deve essere tutta aperta. Ci vogliono le mura, poi si fa l’apertura. Un’Europa così non ha prospettiva. O si sveglia l’anima cristiana o l’Europa sarà musulmana. Perché i musulmani da noi vengono con una intransigenza di principio e hanno di fronte soltanto il “vietato vietare”.

 

PROFEZIE

San Luigi Orione fin dal 1921 profetizzava: "Il tempo viene ed è suo. Io sento appressarsi una grande giornata, la giornata di Dio!... Cristo viene ed è vicino: Cristo si avanza. Il secolo XIX è stato il secolo delle unità politiche, delle unità nazionali, ma io vedo un'altra grande unità: la più grande unità morale si va formando, nessuno la fermerà. Io vedo l'umanità che si va unificando in Cristo: non ci sarà che un corpo, che uno spirito, che una Fede. Vedo dai quattro venti venire i popoli verso Roma. Vedo l'Oriente e l'Occidente riunirsi nella Verità e nella Carità che è Cristo, vivere la vita di Cristo e formare i giorni più belli della Chiesa. Il mondo ne ha bisogno e Gesù viene: sento Cristo che si avanza. Sarà una mirabile ricostruzione del mondo nuovo: non sono gli uomini che la preparano, ma la Mano di Dio".

 

(Una profezia di Paolo VI, all’Angelus del 5 dicembre 1976)

esortiamo tutti voi, figli carissimi,

a cercare quei segni dei tempi

che sembrano precedere un nuovo avvento di Cristo fra noi.

Maria, la portatrice di Cristo, ci può essere maestra,

anzi ella stessa l’atteso prodigio

 

Messaggio del 25 settembre 2005 da Medjugorje, di Maria, Regina della Pace

(“l’atteso prodigio” profetizzato da Paolo VI)

"Cari figli, con amore vi chiamo: convertitevi. Anche se siete lontani dal mio cuore, non dimenticate: Io sono vostra madre e sento dolore per ognuno di voi che è lontano dal mio cuore, ma Io non vi abbandono. Credo che potete lasciare la via del peccato e decidervi per la santità. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

 

ALLA FINE IL MIO CUORE IMMACOLATO TRIONFERA’

 

 

 

 

PER CONTRIBUIRE A RIPRISTINARE

LE RADICI CRISTIANE IN EUROPA

 

www.fuocovivo.org/MOVIMENTO/INDEXMOVIMENTO.htm

www.lavocecattolica.it/santa%20casa.htm

 

NON OPPORSI AD UN ERRORE  VUOL DIRE APPROVARLO

NON DIFENDERE LA VERITA’  VUOL DIRE SOPPRIMERLA

(Sentenza del Papa San FELICE III – anni 483-492)

 

 

 

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