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QUESTA LETTERA INFORMATIVA E’ POSTA SOTTO LA PROTEZIONE DI SAN CIRIACO E DEL BEATO GABRIELE FERRETTI, Patroni di Ancona

e del grande Pontefice il Beato Pio IX (Giovanni Maria Mastai Ferretti), discendente del Beato Gabriele Ferretti

Non lo sai forse? Non lo hai udito?

Dio eterno è il Signore, creatore di tutta la terra.

Egli non si affatica né si stanca, la sua intelligenza è inscrutabile.

(Is.40,28)

UN PROGETTO DIVINO DI SALVEZZA CHE ATTRAVERSA I SECOLI

GERUSALEMME-ROMA-NAZARETH-TERSATTO-LORETO-ANCONA-MEDIUGORIE

IL TRIONFO DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

Europa, all'inizio di un nuovo millennio, apri ancora le tue porte a Cristo!".

(Giovanni Paolo II, discorso al Parlamento Italiano, 14 novembre 2002)

MARIA DI NAZARETH,

SPERANZA DEL MONDO

TESTIMONE VIVENTE DI GESU’ INCARNATO, MORTO E RISORTO

MEDITAZIONI DA PROPORRE

PER IL IV CONVEGNO ECCLESIALE DI VERONA (16-20 ottobre 2006)

Comprendano tutti, e in primo luogo gli italiani…

Comprendano tutti, e in primo luogo gli Italiani, quale particolare dono sia quello concesso da Dio che, con tanta provvidenza, ha sottratto (prodigiosamente) la Casa ad un indegno potere e con significativo atto d’amore l’ha offerta ad essi. Infatti in quella beatissima dimora venne sancito l’inizio della salvezza umana, con il grande e prodigioso mistero di Dio fatto uomo, che riconcilia l’umanìtà perduta con il Padre e rinnova tutte le cose (LEONE XIII: Lettera Enciclica “Felix Lauretana Cives” del 23 gennaio 1894).

 

IL PIU’ BEL LIBRO CHE DIO CI HA DATO

GESU’ CHE SOFFRE E MUORE IN CROCE PER NOI

IN PREPARAZIONE AL GRANDE EVENTO DEL PELLEGRINAGGIO-INCONTRO “AGORA’ DEI GIOVANI ITALIANI”

CHE AVRA’ LUOGO A LORETO ALL’INIZIO DI SETTEMBRE 2007, CON LA PRESENZA DEL PAPA

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te;

tu sei benedetta fra le donne, e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.

Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

LETTERA INFORMATIVA n°72

LA VOCE

www.lavocecattolica.it

Il vento soffia dove vuole e ne senti LA VOCE, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito

(Gv. 3,8)

La Civiltà dell'Amore prevarrà nell'affanno delle implacabili lotte sociali,

e darà al mondo la sognata trasfigurazione dell'umanità finalmente cristiana

(Paolo VI, 25 dicembre 1975)

 

ANCONA

ANCON DORICA CIVITAS FIDEI

Giovedì, 12 ottobre 2006

Domenica, 12 ottobre 2012 dal “concepimento” di Gesù Cristo, Figlio di Dio, in Maria Vergine

Una proposta di un "Calendario Universale" a partire dall’anno “reale” del Concepimento di Gesù Cristo, Figlio di Dio, in Maria Vergine

25 MARZO 2006: 2012° ANNIVERSARIO DELL’INCARNAZIONE DEL FIGLIO DI DIO

GESU’ DI NAZARETH E’ DIO, IL FIGLIO DI DIO INCARNATO

Concepito per opera dello Spirito Santo nel grembo di Maria Vergine, nella Santa Casa di Nazareth intorno al 25 marzo dell'anno 748 di Roma (6 a.C)

Nato ebreo a Betlemme, intorno al 25 dicembre dell’anno 748 di Roma (6 a.C.), al tempo del re Erode e dell’imperatore Cesare Augusto.

Morto crocifisso a Gerusalemme il venerdì 7 aprile dell’anno 30, sotto il procuratore Ponzio Pilato, essendo imperatore Tiberio.

RISORTO GLORIOSO DAI MORTI IL 9 APRILE DELL’ANNO 30

 

Carissimo amico e carissima amica, questa LETTERA INFORMATIVA denominata "LA VOCE CATTOLICA”", i cui testi sono pubblicati in modo permanente all’indirizzo Internet diretto www.lavocecattolica.it/giornale.informatico.htm  è un umile mezzo di informazione - simile a un Giornale Informatico - pensato per illustrare tematiche religiose, spirituali e sociali, anche di quelle che talvolta si preferisce non divulgare o mettere a tacere. La diffusione di articoli o notizie è una scelta dettata dall'obbedienza alla Volontà di Gesù, il Figlio di Dio e Figlio di Maria, e Salvatore del Mondo. Gesù infatti disse: "Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura" (Mc.16,15). Questo modesto contributo sulla Rete Internet è animato perciò dalla convinzione che ognuno di noi ha il dovere di impegnarsi per far risplendere la Luce del Bene e della Verità in una società offuscata dalle tenebre del male. Gesù insegnava: “Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” (Gv.8,31-32). San Giuseppe Moscati scriveva: “Ama la verità; mostrati qual sei, e senza infingimenti e senza paure e senza riguardi. E se la verità ti costa la persecuzione, e tu accettala; e se il tormento, e tu sopportalo. E se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita, e tu sii forte nel sacrificio”. Poiché sta scritto: “Lotta sino alla morte per la verità e il Signore Dio combatterà per te” (Sir.4,28).

A cura del Prof. GIORGIO NICOLINI - Via Maggini, 230 – 60127 ANCONA – Italia

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TOTUS TUUS EGO SUM

 

SALMO 6

Signore, non punirmi nel tuo sdegno, non castigarmi nel tuo furore. Pietà di me, Signore: vengo meno; risanami, Signore: tremano le mie ossa. L'anima mia è tutta sconvolta, ma tu, Signore, fino a quando...? Volgiti, Signore, a liberarmi, salvami per la tua misericordia. Nessuno tra i morti ti ricorda. Chi negli inferi canta le tue lodi? Sono stremato dai lungi lamenti, ogni notte inondo di pianto il mio giaciglio, irroro di lacrime il mio letto. I miei occhi si consumano nel dolore, invecchio fra tanti miei oppressori. Via da me voi tutti che fate il male, il Signore ascolta la voce del mio pianto. Il Signore ascolta la mia supplica, il Signore accoglie la mia preghiera. Arrossiscano e tremino i miei nemici, confusi, indietreggino all'istante.

 

“Come acqua fresca per una gola riarsa è una buona notizia da un paese lontano”

(Prov.25,25)

SE SARETE  QUELLO CHE DOVETE ESSERE METTERETE FUOCO IN TUTTO IL MONDO!...

Giovanni Paolo II, Roma: XV Giornata Mondiale dei Giovani (15-20 agosto 2000)

 

DALLA SANTA CASA DI NAZARETH A LORETO

LA NUOVA EVANGELIZZAZIONE

E IL VERBO SI FECE CARNE

NEL GREMBO DI MARIA

NELLA SANTA CASA DI NAZARETH A LORETO

TUTTI LA’ SONO NATI

“Il di Maria fu, in qualche modo, anche un detto a noi. Concependo il capo, ella “concepiva”, cioè, alla lettera “accoglieva insieme con lui”, almeno oggettivamente, anche noi, che siamo le sue membra. In questa luce la Santa Casa nazaretana ci appare come la Casa comune nella quale, misteriosamente, anche noi siamo stati concepiti. Di essa si può dire ciò che un salmo dice di Sion: “Tutti là sono nati” (Sal.87,2)(Giovanni Paolo II,  per il VII Centenario della Miracolosa Traslazione).

 

«Quanto è terribile questo luogo! Questa è proprio la casa di Dio, questa è la porta del cielo».

(Gen.28,17)

LA SANTA CASA DI NAZARETH A LORETO

BALUARDO DELL’EUROPA CRISTIANA NEL TEMPO DELL’APOSTASIA

HO FISSATO UN LIMITE…

FIN QUI GIUNGERAI E NON OLTRE E QUI S’INFRANGERA’ L’ORGOGLIO DELLE TUE ONDE.

(Gb.38,10)

Comprendano tutti, e in primo luogo gli italiani…

Europa, all'inizio di un nuovo millennio, apri ancora le tue porte a Cristo!".

(Giovanni Paolo II, discorso al Parlamento Italiano, 14 novembre 2002)

 

LETTURA BIBLICA

 (Dalla Lettera di Giuda 1,3-13.20-23)

Carissimi, avevo un gran desiderio di scrivervi riguardo alla nostra salvezza, ma sono stato costretto a farlo per esortarvi a combattere per la fede, che fu trasmessa ai credenti una volta per tutte. Si sono infiltrati infatti tra voi alcuni individui - i quali sono già stati segnati da tempo per questa condanna - empi che trovano pretesto alla loro dissolutezza nella grazia del nostro Dio, rinnegando il nostro unico padrone e signore Gesù Cristo. Ora io voglio ricordare a voi, che già conoscete tutte queste cose, che il Signore dopo aver salvato il popolo dalla terra d'Egitto, fece perire in seguito quelli che non vollero credere, e che gli angeli che non conservarono la loro dignità ma lasciarono la propria dimora, egli li tiene in catene eterne, nelle tenebre, per il giudizio del gran giorno. Così Sòdoma e Gomorra e le città vicine, che si sono abbandonate all'impudicizia allo stesso modo e sono andate dietro a vizi contro natura, stanno come esempio subendo le pene di un fuoco eterno. Ugualmente, anche costoro, come sotto la spinta dei loro sogni, contaminano il proprio corpo, disprezzano il Signore e insultano gli esseri gloriosi. L'arcangelo Michele quando, in contesa con il diavolo, disputava per il corpo di Mosè, non osò accusarlo con parole offensive, ma disse: Ti condanni il Signore! Costoro invece bestemmiano tutto ciò che ignorano; tutto ciò che essi conoscono per mezzo dei sensi, come animali senza ragione, questo serve a loro rovina. Guai a loro! Perché si sono incamminati per la strada di Caino e, per sete di lucro, si sono impegolati nei traviamenti di Balaàm e sono periti nella ribellione di Kore. Sono la sozzura dei vostri banchetti sedendo insieme a mensa senza ritegno, pascendo se stessi; come nuvole senza pioggia portate via dai venti, o alberi di fine stagione senza frutto, due volte morti, sradicati; come onde selvagge del mare, che schiumano le loro brutture; come astri erranti, ai quali è riservata la caligine della tenebra in eterno… (…) Ma voi, carissimi, costruite il vostro edificio spirituale sopra la vostra santissima fede, pregate mediante lo Spirito Santo, conservatevi nell'amore di Dio, attendendo la misericordia del Signore nostro Gesù Cristo per la vita eterna. Convincete quelli che sono vacillanti, altri salvateli strappandoli dal fuoco, di altri infine abbiate compassione con timore, guardandovi perfino dalla veste contaminata dalla loro carne.

 

MEDITAZIONI DA PROPORRE PER IL IV CONVEGNO ECCLESIALE DI VERONA

 

LA PAROLA DEL SOMMO PONTEFICE BENEDETTO XVI

VICARIO DI CRISTO E “DOLCE CRISTO” IN TERRA

 

UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro - Mercoledì, 11 ottobre 2006

 Simone il Cananeo e Giuda Taddeo

Cari fratelli e sorelle,

            oggi prendiamo in considerazione due dei dodici Apostoli: Simone il Cananeo e Giuda Taddeo (da non confondere con Giuda Iscariota). Li consideriamo insieme, non solo perché nelle liste dei Dodici sono sempre riportati l'uno accanto all'altro (cfr Mt 10,4; Mc 3,18; Lc 6,15; At 1,13), ma anche perché le notizie che li riguardano non sono molte, a parte il fatto che il Canone neotestamentario conserva una lettera attribuita a Giuda Taddeo.

            Simone riceve un epiteto che varia nelle quattro liste: mentre Matteo e Marco lo qualificano “cananeo”, Luca invece lo definisce “zelota”. In realtà, le due qualifiche si equivalgono, poiché significano la stessa cosa: nella lingua ebraica, infatti, il verbo qanà’ significa “essere geloso, appassionato” e può essere detto sia di Dio, in quanto è geloso del popolo da lui scelto (cfr Es 20,5), sia di uomini che ardono di zelo nel servire il Dio unico con piena dedizione, come Elia (cfr 1 Re 19,10). E’ ben possibile, dunque, che questo Simone, se non appartenne propriamente al movimento nazionalista degli Zeloti, fosse almeno caratterizzato da un ardente zelo per l’identità giudaica, quindi per Dio, per il suo popolo e per la Legge divina. Se le cose stanno così, Simone si pone agli antipodi di Matteo, che al contrario, in quanto pubblicano, proveniva da un’attività considerata del tutto impura. Segno evidente che Gesù chiama i suoi discepoli e collaboratori dagli strati sociali e religiosi più diversi, senza alcuna preclusione. A Lui interessano le persone, non le categorie sociali o le etichette! E la cosa bella è che nel gruppo dei suoi seguaci, tutti, benché diversi, coesistevano insieme, superando le immaginabili difficoltà: era Gesù stesso, infatti, il motivo di coesione, nel quale tutti si ritrovavano uniti. Questo costituisce chiaramente una lezione per noi, spesso inclini a sottolineare le differenze e magari le contrapposizioni, dimenticando che in Gesù Cristo ci è data la forza per comporre le nostre conflittualità. Teniamo anche presente che il gruppo dei Dodici è la prefigurazione della Chiesa, nella quale devono avere spazio tutti i carismi, i popoli, le razze, tutte le qualità umane, che trovano la loro composizione e la loro unità nella comunione con Gesù.

            Per quanto riguarda poi Giuda Taddeo, egli è così denominato dalla tradizione, unendo insieme due nomi diversi: infatti, mentre Matteo e Marco lo chiamano semplicemente “Taddeo” (Mt 10,3; Mc 3,18), Luca lo chiama “Giuda di Giacomo” (Lc 6,16; At 1,13). Il soprannome Taddeo è di derivazione incerta e viene spiegato o come proveniente dall’aramaico taddà’, che vuol dire “petto” e quindi significherebbe “magnanimo”, oppure come abbreviazione di un nome greco come “Teodòro, Teòdoto”. Di lui si tramandano poche cose. Solo Giovanni segnala una sua richiesta fatta a Gesù durante l'Ultima Cena. Dice Taddeo al Signore: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?»”. E’ una questione di grande attualità, che anche noi poniamo al Signore: perché il Risorto non si è manifestato in tutta la sua gloria ai suoi avversari per mostrare che il vincitore è Dio? Perché si è manifestato solo ai suoi Discepoli? La risposta di Gesù è misteriosa e profonda. Il Signore dice: “Se uno mi ama osserverà la mia parola, e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui” (Gv 14,22-23). Questo vuol dire che il Risorto dev’essere visto, percepito anche con il cuore, in modo che Dio possa prendere dimora in noi. Il Signore non appare come una cosa. Egli vuole entrare nella nostra vita e perciò la sua manifestazione è una manifestazione che implica e presuppone il cuore aperto. Solo così vediamo il Risorto.

            A  Giuda Taddeo è stata attribuita la paternità di una delle Lettere del Nuovo Testamento che vengono dette “cattoliche” in quanto indirizzate non ad una determinata Chiesa locale, ma ad una cerchia molto ampia di destinatari. Essa infatti è diretta “agli eletti che vivono nell'amore di Dio Padre e sono stati preservati per Gesù Cristo” (v.1). Preoccupazione centrale di questo scritto è di mettere in guardia i cristiani da tutti coloro che prendono pretesto dalla grazia di Dio per scusare la propria dissolutezza e per traviare altri fratelli con insegnamenti inaccettabili, introducendo divisioni all'interno della Chiesa “sotto la spinta dei loro sogni” (v.8), così definisce Giuda queste loro dottrine e idee speciali. Egli li paragona addirittura agli angeli decaduti, e con termini forti dice che “si sono incamminati per la strada di Caino” (v.11). Inoltre li bolla senza reticenze “come nuvole senza pioggia portate via dai venti o alberi di fine stagione senza frutti, due volte morti, sradicati; come onde selvagge del mare, che schiumano le loro brutture; come astri erranti, ai quali è riservata la caligine della tenebra in eterno” (vv.12-13).

            Oggi noi non siamo forse più abituati a usare un linguaggio così polemico, che tuttavia ci dice una cosa importante. In mezzo a tutte le tentazioni che ci sono, con tutte le correnti della vita moderna, dobbiamo conservare l’identità della nostra fede. Certo, la via dell'indulgenza e del dialogo, che il Concilio Vaticano II ha felicemente intrapreso, va sicuramente proseguita con ferma costanza. Ma questa via del dialogo, così necessaria, non deve far dimenticare il dovere di ripensare e di evidenziare sempre con altrettanta forza le linee maestre e irrinunciabili della nostra identità cristiana. D'altra parte, occorre avere ben presente che questa nostra identità richiede forza, chiarezza e coraggio davanti alle contraddizioni del mondo in cui viviamo. Perciò il testo epistolare continua così: “Ma voi, carissimi – parla a tutti noi -, costruite il vostro edificio spirituale sopra la vostra santissima fede, pregate mediante lo Spirito Santo, conservatevi nell'amore di Dio, attendendo la misericordia del Signore nostro Gesù Cristo per la vita eterna; convincete quelli che sono vacillanti...” (vv.20-22). La Lettera si conclude con queste bellissime parole: “A colui che può preservarvi da ogni caduta e farvi comparire davanti alla sua gloria senza difetti e nella letizia, all'unico Dio, nostro salvatore, per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore: gloria, maestà, forza e potenza prima di ogni tempo, ora e sempre. Amen” (vv.24-25).

            Si vede bene che l'autore di queste righe vive in pienezza la propria fede, alla quale appartengono realtà grandi come l'integrità morale e la gioia, la fiducia e infine la lode, essendo il tutto motivato soltanto dalla bontà del nostro unico Dio e dalla misericordia del nostro Signore Gesù Cristo. Perciò, tanto Simone il Cananeo quanto Giuda Taddeo ci aiutino a riscoprire sempre di nuovo e a vivere instancabilmente la bellezza della fede cristiana, sapendone dare testimonianza forte e insieme serena.

 

MEDITAZIONI DA PROPORRE PER IL IV CONVEGNO ECCLESIALE DI VERONA

Comprendano tutti, e in primo luogo gli italiani…

 

IL TEMPO E’ COMPIUTO E IL REGNO DI DIO E’ VICINO; CONVERTITEVI E CREDETE AL VANGELO

(Mc.1,15)

E' giunto infatti il momento in cui inizia il giudizio dalla casa di Dio; e se inizia da noi, quale sarà la fine di coloro che rifiutano di credere al vangelo di Dio? E se il giusto a stento si salverà, che ne sarà dell'empio e del peccatore? Perciò anche quelli che soffrono secondo il volere di Dio, si mettano nelle mani del loro Creatore fedele e continuino a fare il bene (1^Pt.5,17-19)

 

Nuova Iork, Le Torri Gemelle, 11 settembre 2001

In quello stesso tempo si presentarono alcuni a riferirgli circa quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva mescolato con quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù rispose: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quei diciotto, sopra i quali rovinò la torre di Sìloe e li uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo» (Lc.13,1-5).

 

Ammonimenti di Giovanni Paolo II

 

11 settembre 2002: 1° anniversario dell’attentato alle Torri Gemelle

Vorrei ripetere a tutti la parola della Bibbia:

«Il Signore… viene a giudicare la terra. Giudicherà il mondo con giustizia e con verità tutte le genti» (Sal 95,13).

Solo dalla verità e dalla giustizia possono scaturire la libertà e la pace.

Su questi valori è possibile costruire una vita degna dell’uomo. Fuori di essi c’è solamente rovina e distruzione.

 

Solennità dell’Immacolata, sabato 8 dicembre 2001

Nubi oscure si addensano all’orizzonte del mondo. L’umanità, che ha salutato con speranza l’aurora del terzo millennio, sente ora incombere su di sé la minaccia di nuovi, sconvolgenti conflitti. E’ a rischio la pace nel mondo.

 

Discorso al Parlamento Italiano, 14 novembre 2002

Europa, all'inizio di un nuovo millennio, apri ancora le tue porte a Cristo!". Il nuovo secolo da poco iniziato porta con sé un crescente bisogno di concordia, di solidarietà e di pace tra le Nazioni: è questa infatti l'esigenza ineludibile di un mondo sempre più interdipendente e tenuto insieme da una rete globale di scambi e di comunicazioni, in cui tuttavia spaventose disuguaglianze continuano a sussistere. Purtroppo le speranze di pace sono brutalmente contraddette dall'inasprirsi di cronici conflitti, a cominciare da quello che insanguina la Terra Santa. A ciò s'aggiunge il terrorismo internazionale con la nuova e terribile dimensione che ha assunto, chiamando in causa in maniera totalmente distorta anche le grandi religioni.

 

MEDITAZIONI DA PROPORRE PER IL IV CONVEGNO ECCLESIALE DI VERONA

Comprendano tutti, e in primo luogo gli italiani…

 

LA PROLIFERAZIONE NUCLEARE

dai giornali del Lunedì, 9 ottobre 2006

Korea - Violazione Internazionale: Scoppia l'atomica coreana. mentre ancora non è risolta la questione dell'arricchimento dell'uranio in Iran.  Pyongyang va avanti per la sua strada.

 

IL FUTURO DEL MONDO DIPENDE DALLA CONVERSIONE DEL MONDO

«Il futuro del mondo dipende dalla conversione del mondo» ha detto la Madonna a Fatima. In verità, siamo tutti responsabili. «Ogni peccato è un atto di guerra», diceva lo statista spagnolo Donoso Cortes. «Il peccato turba l’ordine naturale. Quando l’uomo si ribella a Dio, la natura si ribella all’uomo e lotta per Dio» (Sap.5,20). E’ questa la causa delle calamità naturali. Tolstoj diceva: «E’ assurdo che una guerra sia prodotta da alcuni uomini; sarebbe lo stesso che dire che una montagna viene spaccata da due colpi di piccone. La guerra è prodotta dai peccati dei popoli». L’umanità è una grande famiglia di cui Dio è Padre. Nessuno vive solo per sé, ma influisce su tutti. Quando la sproporzione fra i buoni e i cattivi oltrepassa ogni limite, Dio abbandona i governanti ai loro insani pensieri. Si scatenano feroci le lotte e sopravviene la desolazione. Al contrario l’offerta a Dio della fatica e sofferenza quotidiana, la paziente accettazione delle prove della vita, lo sforzo per osservare i Comandamenti di Dio, per perdonare le offese, producono inestimabili frutti di pace, di amore per tutte le famiglie e per l’intera Umanità.

 

IL FUTURO DEL MONDO DIPENDE DALLA CONVERSIONE DEL MONDO

Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio! Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova! Non disprezzare! Accogli la nostra umile fiducia e il nostro affidamento! Oh, quanto ci fa male tutto ciò che nella Chiesa e in ciascuno di noi si oppone alla santità e alla consacrazione! Quanto ci fa male che l’invito alla penitenza, alla conversione, alla preghiera, non abbia riscontrato quell’accoglienza, come doveva! Quanto ci fa male che molti partecipino così freddamente all’opera della Redenzione di Cristo! Che così insufficientemente si completi nella nostra carne “quello che manca ai patimenti di Cristo” (Col.1,24). Siano quindi benedette tutte le anime, che obbediscono alla chiamata dell’Eterno Amore! Siano benedetti coloro che, giorno dopo giorno, con inesausta generosità accolgono il tuo invito, o Madre, a fare quello che dice il tuo Gesù (cfr. Gv.2,5) e danno alla Chiesa e al mondo una serena testimonianza di vita ispirata al Vangelo. (Giovanni Paolo II, dall’Atto di Affidamento e Consacrazione alla Vergine, a Fatima, il 13 maggio 1982)

 

IN PREPARAZIONE AL GRANDE EVENTO DEL PELLEGRINAGGIO-INCONTRO “AGORA’ DEI GIOVANI ITALIANI”

CHE AVRA’ LUOGO A LORETO ALL’INIZIO DI SETTEMBRE 2007 CON LA PRESENZA DEL PAPA

 

ECCO ORA IL MOMENTO FAVOREVOLE, ECCO ORA IL GIORNO DELLA SALVEZZA

E poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice infatti: Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso. Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza! (2^Cor.6,1-2)

Gesù si recò a Nazareth, dove era stato allevato; ed entrò, secondo il suo solito, di sabato nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; apertolo trovò il passo dove era scritto: Lo Spirito del Signore è sopra di me;  per questo mi ha consacrato con l'unzione,  e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio,  per proclamare ai prigionieri la liberazione  e ai ciechi la vista;  per rimettere in libertà gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore. (Lc.4,16-19)

LA SALVEZZA PASSA PER LA SANTA CASA DI NAZARETH A LORETO

MA LA CHIESA ANCORA NON LO VUOLE COMPRENDERE

INDIRE UN ANNO DI GRAZIA LAURETANO

MA LE AUTORITA’ ECCLESIASTICHE NON LO HANNO COMPRESO

Venerdì, 8 settembre 2006 – Sabato, 8 settembre 2007

 

MEDITAZIONI DA PROPORRE PER IL IV CONVEGNO ECCLESIALE DI VERONA

Comprendano tutti, e in primo luogo gli italiani…

 

AL SANTO PADRE BENEDETTO XVI

UN UMILE CONSIGLIO PER DARE MAGGIORE RISONANZA

AL RIPRISTINO DELLA VERITA’ DELLE TRASLAZIONI MIRACOLOSE

UN PELLEGRINAGGIO PAPALE SUI LUOGHI DELLE “MIRACOLOSE TRASLAZIONI” STORICAMENTE DOCUMENTATE (8-10 dicembre 2006)

1)       A TERSATTO ove rimase per circa 3 anni e mezzo (10.5.1291-10.12.1294)

2)     Ad ANCONA (loc. POSATORA), ove rimase per nove mesi (nel 1295).

3)      Nella Selva della signora LORETA (Loc. BANDERUOLA), ove rimase per circa 8 mesi (dalla fine del 1295).

4)     Sul campo dei due fratelli di nome Antici, ove rimase per circa 4 mesi, dal 10 agosto 1296(presso il Palazzo Apostolico Lauretano).

5)      Sulla pubblica strada, cioè nel SANTUARIO LAURETANO ove ancor ora si trova, forse dal 2 dicembre 1296.

 

LEONE XIII

(Lettera Enciclica “Felix Lauretana Cives” del 23 gennaio 1894)

Comprendano tutti, e in primo luogo gli Italiani, quale particolare dono sia quello concesso da Dio che, con tanta provvidenza, ha sottratto la Casa ad un indegno potere e con significativo atto d’amore l’ha offerta ad essi. Infatti in quella beatissima dimora venne sancito l’inizio della salvezza umana, con il grande e prodigioso mistero di Dio fatto uomo, che riconcilia l’umanìtà perduta con il Padre e rinnova tutte le cose.

 

LA PROLIFERAZIONE NUCLEARE:

CHI CI SALVERA’ DALLE FOLLIE DEGLI UOMINI?...

IL PERCHE’ L’IMMACOLATA APPARE A MEDIUGORIE DA 25 ANNI

I MESSAGGI DELLA REGINA DELLA PACE A MEDIUGORIE

25 GENNAIO 1991

Cari figli! Oggi, come mai prima d’ora, vi invito alla preghiera. Che la vostra preghiera sia preghiera per la pace. Satana è forte e intende distruggere non solo la vita umana, ma anche la natura e il pianeta su cui vivete. Perciò, cari figli, pregate per poter essere protetti attraverso la preghiera con la benedizione della pace di Dio. Dio mi ha mandato tra voi per aiutarvi. Se volete il mio aiuto, prendete la corona del rosario! Il rosario da solo può fare miracoli nel mondo e nella vostra vita! Io vi benedico e rimango con voi finché Dio lo vuole. Grazie perché voi non tradirete la mia presenza qui. Grazie perché la vostra risposta serve al bene e alla pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

25 AGOSTO 1991

Cari figli, anche oggi vi invito alla preghiera, adesso come mai prima, quando il mio piano ha cominciato a realizzarsi. Satana è forte e desidera bloccare i progetti della pace e della gioia e farvi pensare che mio Figlio non sia forte nelle sue decisioni. Perciò vi invito, cari figli, a pregare e digiunare ancora più fortemente. Vi invito alla rinuncia durante nove giorni, affinché con il vostro aiuto sia realizzato tutto quello che voglio realizzare attraverso i segreti che ho iniziato a Fatima. Vi invito, cari figli, a comprendere l’importanza della mia venuta e la serietà della situazione. Desidero salvare tutte le anime e presentarle a Dio. Perciò preghiamo affinché tutto quello che ho cominciato sia realizzato completamente. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

Nazareth-loreto-lourdes-fatima-mediugorie

Nella Santa Casa di Nazareth Maria è stata concepita “Immacolata” nel grembo di Sant’Anna e Dio, per preservare dalla distruzione quella Casa benedetta, l’ha fatta trasportare miracolosamente in “vari luoghi”, da Nazareth a Tersatto e sino a Loreto. A Lourdes Maria ha “confermato” di essere l’Immacolata Concezione, avvenuta nella Santa Casa di Nazareth a Loreto. A Fatima Maria ha chiesto la consacrazione al suo Cuore “Immacolato” ed ha preannunciato il futuro trionfo del suo Cuore Immacolato. A Mediugorie Maria sta ora portando a compimento il trionfo del suo Cuore Immacolato, con di fronte a sé, collegati dall’altra parte del Mare Adriatico, Ancona-Loreto con la Santa Casa di Nazareth ove proprio il suo essere spirituale (la sua anima, il suo cuore) fu concepito “Immacolato”.

UN PROGETTO DIVINO DI SALVEZZA CHE ATTRAVERSA I SECOLI

GERUSALEMME-ROMA-NAZARETH-TERSATTO-LORETO-ANCONA-MEDIUGORIE

IL TRIONFO DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

UN GRANDE SEGNO APPARVE NEL CIELO:

una donna vestita di sole

Apocalisse 12,1-18

Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni. Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli… Allora il drago si infuriò contro la donna e se ne andò a far guerra contro il resto della sua discendenza, contro quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù.

 

Nell’interpretazione dei Padri della Chiesa il primo giorno della Creazione riguardava la creazione degli angeli e la loro “separazione” dopo la ribellione di Lucifero (“luce” = angeli buoni, “tenebre” = angeli cattivi). In principio Dio creò il cielo e la terra. Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. Dio disse: "Sia la luce!". E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno (Gen.1,1-5).

 

 

Il Papa Paolo VI ha “interpretato” le apparizioni mariane di Fatima e “il miracolo del sole”

come l’avveramento “storico” del cap. 12 dell’Apocalisse

I TEMPI DELL’APOCALISSE

Esortazione Apostolica “SIGNUM MAGNUM” di Paolo VI,

del 13 maggio 1967, in occasione del 50° anniversario delle apparizioni di Fatima

 

Il portento grande che l'Apostolo san Giovanni vide nel cielo: una donna vestita di sole, non senza fondamento la sacra liturgia interpreta come riferentesi alla beatissima Vergine Maria, Madre di tutti gli uomini per la grazia di Cristo Redentore. (…). Prendendo occasione dalle cerimonie religiose che si svolgono in questi giorni a Fatima, in Portogallo, in onore della Vergine Madre di Dio, dov'ella è venerata da numerose folle di fedeli per il suo cuore materno e compassionevole (...). Un messaggio, poi, di somma utilità sembra oggi giungere ai fedeli da colei che è l'Immacolata, la tutta santa, la cooperatrice del Figlio nell'opera di restaurazione della vita soprannaturale nelle anime. Contemplando, infatti, devotamente Maria, essi traggono da lei incitamento alla preghiera fiduciosa, sprone alla pratica della penitenza, stimolo al timor santo di Dio. Ed è parimente in questa elevazione mariana che essi odono più di sovente risuonare le parole con le quali Gesù Cristo, annunziando l'avvento del regno dei cieli, diceva: Fate penitenza e credete al Vangelo; ed il suo severo ammonimento: Se non farete penitenza, perirete tutti allo stesso modo. Spinti, perciò, dall'amore e dal proposito di placare Dio per le offese recate alla sua santità e alla sua giustizia, ed insieme animati dalla fiducia nella sua infinita misericordia, dobbiamo sopportare le sofferenze dello spirito e del corpo, affinché espiamo i peccati nostri e del prossimo e così evitiamo la duplice pena: del danno e del senso, cioè la perdita di Dio, sommo Bene, e il fuoco eterno.

Dato in Roma, presso San Pietro, il giorno 13 del mese di maggio, dell’anno 1967

nel 50° anniversario delle apparizioni di Fatima

 

GIOVANNI PAOLO II

(dal libro “VARCARE LA SOGLIA DELLA SPERANZA”, pp.242-243)

Mentre entravo nei problemi della Chiesa Universale, con l’elezione a Papa, portavo con me una simile convinzione: che, cioè, anche in questa dimensione universale, la vittoria, se verrà, sarà riportata da Maria. Cristo vincerà per mezzo di lei, perché Egli vuole che le vittorie della Chiesa nel mondo contemporaneo e in quello futuro siano unite a lei. Avevo, dunque, tale convinzione, anche se allora sapevo ancora poco di Fatima. Presentivo, però, che c’era una certa continuità, a partire da La Salette, attraverso Lourdes, fino a Fatima. Ed ecco, giunse il 13 maggio 1981. Quando venni colpito dal proiettile dell’attentatore in Piazza San Pietro, non badai da principio che quello era proprio l’anniversario del giorno in cui Maria era apparsa ai tre fanciulli a Fatima, in Portogallo, rivolgendo loro quelle parole che, con la fine del secolo, sembrano avvicinarsi al loro compimento. Con tale evento Cristo non ha forse detto, ancora una volta, il Suo “NON ABBIATE PAURA!”?...  

 

MEDITAZIONI DA PROPORRE PER IL IV CONVEGNO ECCLESIALE DI VERONA

Comprendano tutti, e in primo luogo gli italiani…

 

 

LIBERACI DAL MALIGNO

            «Il più grande successo di Satana è riuscire a far credere che non esiste»: parola di don Gabriele Amorth, uno degli esorcisti più famosi e, a quanto pare, di successo. A Satana, recentemente, ha dedicato una puntata la trasmissione di Rai3 "Enigma", andata in onda lo scorso venerdì. In campo, le posizioni di don Corrado Balducci (insigne demonologo), Marco Tosatti (vaticanista de "La Stampa"), Cecilia Gatto Trocchi (antropologa) e infine del filosofo Sergio Moravia.

Leone XIII e Pio XII

            Il primo filmato trasmesso ci mostra le immagini di Leone XIII, Pio XII, Paolo VI e Giovanni Paolo II, quattro Papi che hanno ribadito, in maniera significativa, la tradizionale dottrina cattolica sul "principe delle tenebre". Vediamo le sequenze d'epoca di Leone XIII, il Pontefice che compose, sul finire del XIX secolo, un "esorcismo contro Satana e gli angeli ribelli". Il Papa della "Rerum Novarum" chiedeva a tutti i sacerdoti e a tutti i cristiani di recitare assiduamente la preghiera a san Michele Arcangelo affinché intercedesse presso il Padre, chiedendo di «tenere schiacciato Satana sotto i nostri piedi...e incatenato ricacciarlo negli abissi». Leone XIII intendeva così difendere i cristiani e la stessa Europa dal pericolo di ideologie e filosofie in cui si scorgeva l'impronta del Maligno. Quelle ideologie e filosofie che sarebbero poi state all'origine delle tragedie che hanno insanguinato il ‘900.

            Ed è proprio negli anni dell'apparente trionfo del nazismo e del comunismo che leva forte la sua voce Pio XII, che individua nel nazismo e nella figura del suo capo, Adolf Hitler, il segno dell'azione pervasiva di Satana, al punto di tentare di esorcizzare il Fuhrer "a distanza", attraverso lo strumento dei radiomessaggi.

Il Concilio Vaticano II e Paolo VI

            Tra Pio XII e Paolo VI passano cinque anni, ma sono gli anni in cui la Chiesa vive la vicenda del Concilio Vaticano II. La guerra era finita, il pontificato di Giovanni XXIII sembrava aver aperto spiragli di una pacificazione a livello mondiale tra le superpotenze (si pensi alla vicenda dei missili su Cuba). Roncalli aveva scritto la "Pacem in terris", l'enciclica che pareva voler suggellare dottrinalmente la politica del disgelo e della pace. Anche i documenti del Vaticano II andranno in tale direzione, nella linea di una "riconciliazione" con quella modernità che pure aveva prodotto nazismo e comunismo, i totalitarismi nei quali i predecessori del "Papa buono" avevano visto netta l'opera del Maligno.

            E così ci vorrà quasi un decennio perché la dottrina tradizionale sul Demonio torni, seppur inaspettatamente, nell'insegnamento ordinario dei Pontefici. E' infatti nel novembre del 1972 che Paolo VI dedica specificamente al tema del Maligno un'udienza generale, dopo aver già fatto scalpore, alcuni mesi prima, dichiarando che «da qualche fessura è entrato il fumo di Satana nel Tempio di Dio... Nella Chiesa regna questo stato d'incertezza; si credeva che dopo il Concilio sarebbe venuta una giornata di sole per la storia della Chiesa. E' venuta invece una giornata di nuvole, di tempesta, di buio». Finiva così l'ottimismo degli anni di Giovanni XXIII e del Vaticano II, e lo stesso Paolo VI sembrava, con questa dichiarazione, ripensare criticamente quello che allora veniva chiamato lo "spirito del Concilio", cui egli aveva dedicato il suo primo discorso da Papa, nel 1963.

            Nell'udienza del 15 novembre 1972, dunque, Montini individua nella “difesa da quel male, che chiamiamo Demonio” uno dei maggiori bisogni della Chiesa d'allora e di sempre. Il Pontefice parla poi di «un intervento in noi e nel nostro mondo d'un agente oscuro e nemico, il Demonio. Il male non è più soltanto una deficienza, ma un'efficienza, un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore». E prosegue: «Esce dal quadro dell'insegnamento biblico ed ecclesiastico chi si rifiuta di riconoscerla esistente; oppure chi ne fa un principio a sé stante, non avente essa pure, come ogni creatura, origine da Dio». La dottrina cattolica tradizionale, infatti, aveva negato con vigore, nella lotta contro il Manicheismo, che il Male fosse un principio ontologico eterno, ingenerato e imperituro al pari del principio del Bene, di Dio. Lucifero, l'angelo ribelle, è egli stesso creatura, non è cioè in sé sussistente al di fuori della creazione operata da Dio. Il potere di Satana, dunque, seppur reale non è un potere illimitato. Non tocca, cioè, la radice dell'esistenza: questa continua ad essere fondata nel Bene di cui parla il libro della Genesi, quando Dio, creando il cielo e la terra e l'uomo, vide che "era cosa buona".

            Ma - prosegue Paolo VI - se è un errore porre il Male come principio assoluto, allo stesso modo sono infondate quelle teorie che fanno di Satana «una pseudo-realtà, una personificazione concettuale e fantastica delle cause ignote dei nostri malanni». Tale posizione, ad esempio, ha ribadito il filosofo Sergio Moravia durante "Enigma" dello scorso venerdì: il Demonio come frutto dell'immaginazione umana, sempre alla ricerca di una spiegazione del fenomeno del male; il Demonio come rappresentazione simbolica delle angosce e dei turbamenti che l'uomo porta dentro di sé.

            Invece “il principe delle tenebre” esiste realmente, è creatura viva e spirituale al pari delle altre creature angeliche. Il libro di Enoch - seppur non riconosciuto nel Canone biblico - racconta della rivolta degli angeli che hanno seguito Lucifero nella sua ribellione a Dio. Anche nel Vangelo, quando Gesù guarisce gli indemoniati, spesso i demòni si definiscono come una "legione". Se dunque Satana realmente esiste, altrettanto realmente opera, e possiamo individuare (ancora parole di Paolo VI) «la sua sinistra azione là dove la negazione di Dio si fa radicale, sottile ed assurda, dove la menzogna si afferma ipocrita e potente, contro la verità evidente... dove il nome di Cristo è impugnato con odio cosciente e ribelle... dove la disperazione si afferma come l'ultima parola».

Il Maligno dimenticato

            Alle parole di Montini, che si augurava che la dottrina sul Maligno tornasse ad essere studiata e approfondita con dovizia, non sembrano però essere poi seguiti i fatti. Lo sostiene con vigore il già citato padre Gabriele Amorth. Le sue affermazioni di esperto e di addetto ai lavori (non sono le affermazioni di un anti-moderno di maniera) devono quanto meno far riflettere chi si ostina, anche dentro la Chiesa, a ritenere quello sul Demonio un discorso demodé, da medioevo o giù di lì. Tra l'altro, anche Corrado Balducci, a "Enigma", raccontava di certe sue conferenze con preti e vescovi quantomeno scettici sull'attualità della dottrina tradizionale su Satana e sul suo potere sull'uomo.

            Amorth sostiene che il nuovo "Rituale degli esorcismi" (emanato nel 2001) «rischia di impedirci di operare contro il Demonio. Le affermazioni contenute nel nuovo Rituale sono gravissime e dannosissime, frutto di ignoranza e inesperienza. Le nostre osservazioni sono state copiose, articolo per articolo, ma l'accoglienza è stata pessima, efficacia nulla». Prosegue il sacerdote: «Ci volevano consegnare un'arma spuntata. Sono state cancellate le preghiere efficaci, preghiere che avevano dodici secoli di storia, e ne sono state create di nuove, inefficaci».

            A quanto pare, è stato poi grazie ai cardinali Ratzinger e Medina (rispettivamente prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede e della Congregazione per il Culto divino) che si è affiancata, al nuovo "Rituale", una "Notificazione" in cui - spiega Amorth - «si afferma che gli esorcisti non sono obbligati ad usare questo rituale, ma se vogliono possono ancora utilizzare il vecchio facendone richiesta al vescovo. I vescovi devono chiedere l'autorizzazione alla Congregazione che però, come scrive Medina, la concede volentieri».

            Questo episodio è solo uno tra i tanti che testimoniano di come una certa teologia abbia di fatto svuotato il linguaggio cattolico tradizionale e i cardini su cui esso si reggeva. La "svolta linguistica" seguita al secondo Concilio Vaticano ha finito, assumendo le categorie dell'umanesimo moderno, col rendere confusi e incerti i confini del bene e del male, "psicologizzando" quest'ultimo al punto da far evaporare la richiesta incessante di perdono a Dio attorno a cui, ad esempio, ruotava la Messa "romana" di san Pio V. Non è un caso - come si vede - che l'oblio su Satana abbia coinciso con gli anni della tanto discussa riforma liturgica post-conciliare (operata dallo stesso Paolo VI).

Ritorno alla Tradizione?

            Ma si danno anche segnali di un'inversione di tendenza. Per trent'anni, raccontano Balducci e Amorth, la figura dell'esorcista è stata considerata il retaggio di un passato ormai lontano della storia della Chiesa. Oggi invece accade, ad esempio, che a Genova il cardinale Tarcisio Bertone nomini un gruppo di esorcisti; e accade che, nella preghiera del "Padre Nostro", venga suggerita la formula "liberaci dal Maligno" in luogo dell'attuale dicitura "liberaci dal male".

            Forse sotto tutto questo sta l'impulso di Giovanni Paolo II, uno che con Satana ha "avuto a che fare" in maniera talvolta clamorosa, come nel caso dell'attentato, dei segreti di Fatima, dei numerosi episodi di esorcismo da lui operati durante il suo Pontificato. Ma il lavoro da fare, dopo decenni di silenzio sul "Tentatore" e di teologi progressisti che addirittura chiedevano l'abolizione degli esorcisti, rimane tanto. Sia dal punto di vista teologico sia sul piano catechetico e pastorale.

            Parlare cattolicamente del Demonio non vuol dire, come molti oggi sostengono (anche dentro la Chiesa), generare paure inutili e morbosi sensi di colpa; significa, piuttosto, aprire il cuore all'accoglienza di Colui che, attraverso il Suo sacrificio in croce, ha sconfitto il “principe delle tenebre” per rendere noi uomini veramente liberi. «La fede non rimane intatta, non è autenticamente cattolica - dice ancora Amorth - se non si crede nell'esistenza di Satana». E «chi non crede nel Demonio non crede nel Vangelo» (Giovanni Paolo II).

"Non prevalebunt"

            Gesù Cristo ha promesso a san Pietro che "le porte degli inferi non prevarranno". Ciò non deresponsabilizza l'uomo, ma lo impegna, nella lotta personale contro il Maligno, a porre la sua vita nelle mani e nella potenza del Redentore. «Non prevalebunt: nonostante le defezioni. E nonostante i tradimenti, che non devono meravigliare, la Chiesa continua nel suo cammino. E' tenuta in piedi dallo Spirito Santo e quindi tutte le lotte di Satana possono avere solo risultati parziali. Certo - conclude Amorth - il Demonio può vincere delle battaglie, anche importanti. Ma mai la guerra». Parola di esorcista.

di Gianteo Bordero

bordero@ragionpolitica.it

 

MEDITAZIONI DA PROPORRE PER IL IV CONVEGNO ECCLESIALE DI VERONA

Comprendano tutti, e in primo luogo gli italiani…

 

IN DIFESA DELLA NOSTRA FEDE cristiana

PERCHE’ NON POSSIAMO NON DIRCI “LAURETANI”…

POTREMMO ANCOR OGGI ESSERE “CRISTIANI” SE NON CI FOSSE STATA LA SANTA CASA DI NAZARETH A LORETO?...

Potremo nel futuro rimanere “cristiani” se non ci sarà più la Santa Casa di Nazareth a Loreto?...

 

Natanaele: “DA NAZARETH PUO’ MAI VENIRE QUALCOSA DI BUONO?...” (Gv.1,46)

Natanaele è poi divenuto l’Apostolo San Bartolomeo. Egli ricevette da Gesù il più bel elogio:

“Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità(Gv.1,47)

Chissà quante volte San Bartolomeo (Natanaele) avrà meditato nella sua vita all’errore inconsapevole di quella obiezione scettica rivolta a Filippo: “Da Nazareth può mai venire qualcosa di buono?”…

Invece, da Nazareth è “venuto” “tutto il bene” per l’Umanità:

* da Nazareth è “venuta” all’esistenza la Vergine Maria, “concepita” Immacolata nella Santa Casa di Nazareth;

* da Nazareth è “venuta” alla luce la Vergine Maria, essendo ella nata nella stessa Santa Casa in cui fu concepita Immacolata;

* da Nazareth è “venuto” all’esistenza Gesù Cristo, il Figlio di Dio, Salvatore degli uomini, incarnatosi per opera dello Spirito Santo nel seno verginale di Maria nella Santa Casa di Nazareth;

* la Santa Casa di Nazareth è “venuta”, infine, a Loreto, dopo varie “traslazioni miracolose” operate dagli angeli del Cielo, dopo essere stata “divelta dalle fondamenta” a Nazareth (secondo l’espressione usata dal Beato Pio IX), e così poter continuare dall’Europa e dall’Italia - quale “reliquia miracolosa” e luogo dell’Incarnazione - l’opera di salvezza di Maria e di Gesù per la Chiesa e per l’Umanità.

DA NAZARETH PERCIO’ E’ “VENUTA” LA SALVEZZA

E TUTTO CIO’ CHE DI BUONO DIO VOLEVA DONARE ALL’UMANITA’

Si potrebbe dire anche oggi, per chi sente parlare della Santa Casa di Loreto con scetticismo: “VIENI E VEDI” (Gv.1,46), e riascoltare fra quelle “Sante Pareti” le parole dell’angelo a Maria: “RALLEGRATI…”.

dal Sito Internet: www.lavocecattolica.it/santacasa.htm

 

L’ABBANDONO DELLA “VERITA’” DELLA SANTA CASA E DELLE MIRACOLOSE TRASLAZIONI

LE GRAVI CONSEGUENZE DELL’APOSTASIA LAURETANA

L’OFFUSCAMENTO E L’OCCULTAMENTO DELLA VERITA’ DELL’INCARNAZIONE

NELLA CULTURA E NELLA SOCIETA’ OCCIDENTALE SEMPRE PIU’ MULTIETNICA E MULTIRELIGIOSA

non sono in gioco solo le “Sante Pietre”

ma anche il fondamento stesso della nostra Religione Cattolica

 

“Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole” (2^Tim.4,3-5):

 

RECITIAMO QUESTA NUOVA “VIA CRUCIS” IN RIPARAZIONE DELLA DISSACRAZIONE AVVENUTA DELLA STORIA E DEL CULTO DELLA SANTA CASA DI NAZARETH A LORETO E PER IL RIPRISTINO DELLA VERITA’ DELL’AUTENTICITA’ DELLA PRESENZA A LORETO DELLA “SANTA CASA” E DELL’AUTENTICITA’ DELLE SUE “MIRACOLOSE TRASLAZIONI”.

 

IL PIU’ BEL LIBRO CHE DIO CI HA DATO

GESU’ CHE SOFFRE E MUORE IN CROCE PER NOI

LA VIA CRUCIS DEL BEATO PIETRO VIGNE

Libero adattamento composto dal Prof. Giorgio Nicolini sui testi del Beato Pietro Vigne

Meditazioni per ogni giorno del mese, nelle quali si troveranno molteplici motivi assai convincenti per amare Dio, bellissimi esempi di tutte le virtù, ragioni convincenti che ci spingono ad impegnarci in esse, mezzi per acquistarle e infine molti modi, facili ed utili, di metterle in pratica.

 

STAZIONE VI

IL TRADIMENTO DI GIUDA

 

PREGHIERA

            O Gesù, che per convertire Giuda il traditore, gli parlasti con tanta dolcezza, abbracciandolo, liberami da quello che fu causa della sua rovina, l’attaccamento ai beni di questo mondo e dal più grave suo delitto: la Comunione indegna.

 

MEDITAZIONE

            Quando Gesù, per un effetto della sua onnipotenza, moltiplicò cinque pani d’orzo e due pesci per nutrire una folla di cinquemila persone con questa miracolosa moltiplicazione, era questa la figura della moltiplicazione ancora più prodigiosa del suo Corpo che voleva darci in cibo; tutto il popolo venne, per effetto di questo grande miracolo, per proclamarlo Re e rendergli in tal senso tutti gli onori che gli si dovevano; ma il nostro Divin Salvatore, rifiutando tali onori, se ne fuggì per andare a nascondersi sul monte e attendere unicamente alla preghiera (cfr. Gv.6,15).

            Al contrario, quando vengono per caricarlo di mali, di tormenti e di disprezzo, egli si reca nel luogo conosciuto dai suoi nemici; non solo, ma quando li vede venire va loro incontro spontaneamente. Vedete dunque quale lezione ci dà il nostro divin Maestro! Infatti nulla vi è di più dannoso che gli onori, nulla di più utile che i maltrattamenti, quando li si riceva come un calice che Dio ci manda per purificarci dai nostri mali.

            Gli onori che ci vengono resi sono spesso causa di caduta nell’errore di credere che le nostre buone qualità, i nostri talenti, ci appartengano, senza considerare che il solo autore ne è Dio: in tal modo gli si ruba la gloria dell’opera sua. Noi ci gonfiamo di superbia e così ci incamminiamo sulla via della perdizione. Al contrario, i mali e il disprezzo ci mostrano la nostra debolezza, ci conducono all’umiltà, obbligandoci a fare ricorso a Dio, a mettere in lui ogni nostra fiducia; essi ci fanno disgustare del mondo che ci affligge così crudelmente ed infine ci forniscono quella preziosa moneta che serve a pagare le colpe passate, ad acquistare per il presente i favori di Dio e ad ottenere, in futuro, i beni eterni. Bisogna dunque evitare gli onori e ricercare il disprezzo.

 

INVOCAZIONI

            Io ti considero, o amabilissimo Gesù, ricolmo di tenerezza per i peccatori: lo hai ben dimostrato nell’abbracciare l’infame Giuda, sollecitandolo con le parole, con premure e sante ispirazioni a riconoscere in te il suo vero amico.

      Oh Signore, e non fai tu altrettanto nei miei riguardi? Tanti sono i doni naturali, le grazie spirituali che ho ricevuto e che ricevo incessantemente da te: quest’anima, questo corpo con tutte le sue membra, l’educazione, il nutrimento, la salute e tutti i pericoli che per la tua grazia ho evitato, tanti buoni pensieri, desideri e bisogno di convertirmi e di praticare la devozione, le istruzioni di tanti libri, le parole dei pastori che predicano, le esortazioni dei confessori, non sono forse altrettante voci che mi gridano: amico, figliuolo mio, per qual fine sei venuto al mondo se non per amarmi e servirmi, osservando i miei Comandamenti? Dammi dunque il tuo cuore! (cfr. Pr.23,26).

            Non posso continuare, mio Dio, ad essere ostinato come Giuda di fronte alla tua benevolenza e ai tuoi benefici. Addolcisci, di grazia, il mio cuore che è tanto indurito, oppure cambiamelo, te ne prego, perché tu hai così promesso a coloro che te lo chiederanno: “Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne” (Ez.36, 26). (…).

            Tu sei stato tradito e catturato durante la notte, mio Dio. Un tempo che conveniva perfettamente all’oscuro crimine degli infami Giudei e del disgraziato Giuda! Ma chi potrebbe tradire te, Signore, conoscendo la tua bontà, il tuo amore se una luce celeste gli rivelasse le tue perfezioni?

            Illuminami, dunque, o divin Sole dell’anima mia, perché io possa seguire te ed amarti per tutto il resto della mia vita.

PROPOSITI

            Tu facesti cadere a terra coloro che venivano ad arrestarti, pronunciando una sola parola: chi cercate? Con una sola parola hai tratto dal nulla, dal caos tutto l’universo; con una sola parola ridurrai al nulla tutto quel che è stato creato. (…)

            I Giudei caddero indietro nel momento stesso in cui si avvicinavano a te per insultarti ed arrestarti come un criminale. Anch’io cado, o Signore, in questo modo quando mi allontano da te con il peccato: mi precipito vergognosamente in un luogo che non conosco.

            Ah! Nessuno certamente vorrebbe offenderti, se conoscesse, se vedesse il luogo spaventoso in cui lo precipita il peccato! (cfr. Sof.1,17). (…)

      Il perfido, lo sventurato Giuda, il giorno stesso della sua Comunione, tradì ed offese crudelmente il suo caro Maestro. Posso pensare anch’io, senza cadere nella più terribile confusione, che il giorno stesso in cui ricevo i tuoi più grandi favori, il giorno in cui ti dai completamente a me, per effetto del tuo amore infinito, io divenga, quel giorno stesso un altro Giuda?

      Come si potrebbe il giorno della Comunione tradire Iddio? Il giorno dell’unione con lui, separarsene? Il giorno del mio onore disonorare colui che mi ha tanto onorato? Il giorno delle sue grazie, respingerlo, dopo i santi amplessi della Comunione, e consegnarti per questo mezzo ai tuoi nemici? E se avessi frequentato quello stesso giorno delle cattive compagnie nelle quali ti ho offeso o sono stato causa che altri lo facessero, impegnandoli ad amarmi d’un amore pericoloso o colpevole?

            O cieli, potevate voi vedere la mia colpa senza chiedere vendetta contro di me? E voi, anime pie, potevate vedere la mia perfidia, la mia mancanza di devozione il giorno stesso che avevo avuto il favore di ricevere il mio Salvatore, senza provare terrore per il mio scandalo?

            Perdono, amabilissimo Gesù, voglio cambiare vita con l’aiuto della tua grazia. Voglio trascorrere i giorni santi della Comunione in raccoglimento, nella lettura di qualche libro santo, fuggendo le compagnie, non solo pericolose, ma anche quelle capaci di dissiparmi e distogliere il mio spirito dalla tua santa presenza, o cercano di attrarre il mio cuore ad amare ciò che non è eterno e se non mi sarà possibile evitare di frequentare le creature, voglio mantenermi in una così grande modestia e vigilare sulle mie parole, in modo che si conosca chiaramente che io ti appartengo e rendo onore a colui al quale il mio corpo è servito da tabernacolo. Amen!

 

Gesù a Santa Faustina Kowalska


“Desidero che i miei Sacerdoti annunzino questa mia grande misericordia per le anime peccatrici. Il peccatore non tema di avvicinarsi a Me. Anche se l’anima fosse come un cadavere in piena putrefazione, se umanamente non ci fosse più rimedio, non è così davanti a Dio. Le fiamme della misericordia mi consumano, desidero effonderla sulle anime degli uomini. Io sono tutto amore e misericordia. Un’anima che ha fiducia in Me è felice, perché Io stesso mi prendo cura di lei. Nessun peccatore, fosse pure un abisso di abiezione, mai esaurirà la mia misericordia, poiché più vi si attinge più aumenta. Figlia mia, non cessare di annunziare la mia misericordia, facendo questo darai refrigerio al mio Cuore consumato da fiamme di compassione per i peccatori. Quanto dolorosamente mi ferisce la mancanza di fiducia nella mia bontà! Per punire ho tutta l’eternità, adesso invece prolungo il tempo della misericordia per loro. Anche se i suoi peccati fossero neri come la notte, rivolgendosi alla mia misericordia, il peccatore mi glorifica e onora la mia Passione. Nell’ora della sua morte Io lo difenderò come la stessa mia gloria. Quando un’anima esalta la mia bontà, Satana trema davanti ad essa e fugge fin nel profondo dell’inferno. Il mio cuore soffre perché anche le anime consacrate ignorano la mia Misericordia e mi trattano con diffidenza. Quanto mi feriscono! Se non credete alle Mie parole, credete almeno alle Mie piaghe!”

 

MEDITAZIONI DA PROPORRE PER IL IV CONVEGNO ECCLESIALE DI VERONA

Comprendano tutti, e in primo luogo gli italiani…

 

UNA VOCE PER MILLE CHIAMATE

www.lavocecattolica.it/unavoce.htm

 

+ CORRISPONDENZE CON “LA VOCE” *

 

Mi scuso con quanti mi scrivono e a cui non posso rispondere in tempi brevi a causa dell’impossibilità di gestire una corrispondenza talvolta troppo elevata. Per richieste di risposte urgenti si prega di utilizzare il telefono, per poter rispondere e parlare direttamente “a voce” (Tel. 071.83552 o Cell. 339.6424332). Ringrazio quanti mi hanno già scritto, a cui cercherò di rispondere appena possibile.        Prof. Giorgio Nicolini   -   giorgio.nicolini@poste.it

 

AVVERTENZA

COMUNICAZIONE IMPORTANTE!!!...

Un attacco informatico, tra i tanti che ricevo, mediante virus, ha distrutto in modo irrecuperabile gran parte di tutta la Posta Elettronica, contenente oltre un migliaio di messaggi. Mi è ora impossibile pubblicare tanti messaggi ricevuti o che attendevano una risposta. Prego vivamente quanti mi hanno scritto in tutto il corrente anno 2006, e che non avevano ancora ricevuto una risposta, di re-inviarmi i loro messaggi, specie se sono stati conservati nell’Archivio privato, al fine di poterli ricevere di nuovo e rispondere - o in privato o su questa Lettera Informatica – alle tante richieste fattemi o interventi proposti. Mi scuso con quanti mi hanno scritto e che sono rimasti senza una risposta, a motivo di questi gravi inconvenienti procurati da questi anonimi attacchi informatici, che costituiscono una vera delinquenza. In particolare invito quanti hanno fatto richiesta del mio libro LA VERIDICITA’ STORICA DELLA MIRACOLOSA TRASLAZIONE DELLA SANTA CASA DI NAZARETH A LORETO e della videocassetta IL RISPETTO DELLA VITA UMANA NASCENTE a ripetere le loro richieste, avendo perduto sia i testi delle loro richieste come tutti gli indirizzi privati fornitimi per le spedizioni. Ringrazio quanti potranno re-inviarmi i loro messaggi.

Prof. Giorgio Nicolini.

 

RIGUARDO ALLA “QUESTIONE LAURETANA”

“Se il tuo fratello commette una colpa, và e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ti ascolterà, prendi con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà neppure costoro, dillo all'assemblea…” (Mt,18,15-17).

 “… affinché per l’incuria degli uomini, che di solito offusca anche le cose più insigni,

non sia cancellato il ricordo di un fatto così meraviglioso…”

(del Beato Giovanni Spagnoli, detto il Mantovano, sulla “miracolosa traslazione”)

NULLA E’ IMPOSSIBILE A DIO

Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, [a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio ». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei. (Lc.1,26-38)

 

 L’APOSTASIA LAURETANA

 

La corrispondenza con il Vescovo di Loreto è leggibile all'indirizzo Internet: www.lavocecattolica.it/corrispondenze.vescovo.loreto.htm

 

Il 28 marzo 2006 l’Agenzia Internazionale ZENIT ha pubblicato una intervista al Prof. Giorgio Nicolini

con gli ultimi aggiornamenti

sugli studi riguardo alla “verità” delle  “miracolose traslazioni” della Santa Casa di Nazareth

Leggibile all’indirizzo Internet

www.lavocecattolica.it/intervista.zenit.htm

 

 

LA PROTEZIONE DEL PAPA DALL’ENORME QUANTITA’ DI POSTA

E la telefonata del prof. nicolini a mons. georg,

segretario del santo padre

 

L’articolo, con una intervista a Mons. Georg,

 Segretario del Santo Padre Benedetto XVI

 

Il suo compito principale - ha spiegato - è di proteggere il papa “dall’enorme quantità di posta, documenti, lettere, affinché egli possa fare ciò che realmente lo interessa con la dovuta tranquillità”. Ecco il racconto di alcuni particolari di una giornata tipo all’appartamento pontificio alla “Terza Loggia” in Vaticano: “La giornata del papa inizia con la Messa alle sette di mattina, poi c’è la preghiera del breviario, segue un periodo di contemplazione, il silenzio davanti al Signore. Dopo facciamo colazione insieme, quindi comincio il lavoro del giorno preparando la corrispondenza. Poi ho uno scambio di opinioni con il Santo Padre, di seguito lo accompagno alla ‘Seconda Loggia’ per le udienze private di mezzogiorno. Quindi pranziamo insieme, dopo il pasto facciamo una piccola passeggiata prima del riposo. Durante il pomeriggio mi occupo nuovamente della corrispondenza, porto al Santo Padre ciò che è più importante e ha bisogno della sua firma". Quanto al rapporto quotidiano con il Pontefice, don Georg spiega: “Cerco di dimostrarmi degno della sua fiducia: dopo un anno e tre mesi è cresciuta la capacità di lavorare insieme”. Il sacerdote spiega che, pur essendosi abituato alla “febbre della ribalta” che circonda inevitabilmente il Papa, rispondendo alla domanda, “le capita ancora di emozionarsi quando si trova davanti al Santo Padre?”: “Naturalmente a volte succede. Però è anche vero che il fatto di incontrarsi e di stare insieme quotidianamente facilita una certa ‘familiarità’, che riduce l’emozione. Ma naturalmente so chi è il Santo Padre e quindi so anche comportarmi in modo confacente. Ci sono però sempre situazioni in cui il cuore batte un po’ più forte del solito”.

 

Commento del Prof. Giorgio Nicolini

 

Tale articolo ha destato in me e nell’Avv. Dal Pozzo il “sospetto” che la copiosa corrispondenza inviata al Santo Padre, sulla “questione lauretana” e su una richiesta urgente di una Udienza privata, non fosse regolarmente consegnata al Santo Padre, perché non ritenuta “importante” per il Santo Padre da Mons. Georg. Allora ho inviato altre documentazioni allo stesso Segretario del Santo Padre - conosciuto personalmente in Vaticano in un breve incontro del 23 febbraio 2005 insieme all’ex-Card. Ratzinger – facendogli la seguente rispettosa richiesta in frontespizio:

 

RIGUARDO ALLA PROTEZIONE DEL PAPA DALL’ENORME QUANTITA’ DI POSTA

DA PARTE DEL PROF. GIORGIO NICOLINI

AL SEGRETARIO DEL SANTO PADRE MONS. GEORG GANSWEIN

CON PREGHIERA DI CONSEGNARE AL SANTO PADRE

TUTTE LE DOCUMENTAZIONI INVIATE SULLA “QUESTIONE LAURETANA”

E DI NON DECIDERE AUTONOMAMENTE CIO’ CHE INTERESSA AL SANTO PADRE

MA DI LASCIARLO DECIDERE AL SANTO PADRE CIO’ CHE GLI INTERESSA

A RIGUARDO DELLA QUANTITA’ DI POSTA, LETTERE E DOCUMENTI

INVIATI DAL PROF. GIORGIO NICOLINI

 

            Dopo avere fatto “un giro di telefonate” a varie Congregazioni Vaticane per conoscere l’esito dei miei settimanali invii di voluminose documentazioni – via Facsimile e Postale - da consegnare al Santo Padre e constatato che non mi veniva confermato la consegna al Santo Padre di quanto inviato, il 30 settembre u.s., ho telefonato direttamente al Segretario Mons. Georg, con il quale ho potuto parlare in modo sintetico ma ampio sulla “questione lauretana”, per circa un quarto d’ora, informandolo anche dell’avvio presso il mio Vescovo della procedura canonica per “il delitto di falso” sulla “questione lauretana” e ricevendo da lui utili indicazioni al riguardo. Mons. Georg ha mostrato di conoscere parte del materiale documentativo che avevo inviato io e l’Avv. Dal Pozzo direttamente al Santo Padre, ma non ho avuto la certezza che da lui tale materiale documentativo sia stato anche consegnato al Santo Padre.

            La conversazione telefonica con Mons. Georg, molto franca e cordiale, si è interrotta d’improvviso da parte di Mons. Georg di fronte alla mia rinnovata richiesta di una Udienza Privata con il Santo Padre, al fine di potergli illustrare direttamente l’apostasia lauretana e anche l’utilizzo pretestuoso che viene fatto nella Basilica Pontifica Lauretana di un suo involontario errore storico in una omelia tenuta a Loreto l’8 settembre 1991.

            Dopo il lungo colloquio, Mons. Georg, alla mia richiesta finale di una Udienza Privata con il Santo Padre, ha interrotto improvvisamente e frettolosamente la comunicazione telefonica con le parole: “Non è possibile. Buona sera”, anche se poi era mattino.

            Faccio conoscere pertanto alla Chiesa l’impossibilità di poter comunicare direttamente con il Santo Padre, né so ancora se a lui è stata mai consegnata l’abbondante documentazione che invio continuamente, né so se il Santo Padre conosce anche la mia richiesta “ufficiale” di una Udienza Privata “urgente” con lui.

            Altre Autorità Ecclesiastiche ancora interpellate – anche su indicazione di Mons. Georg - hanno però di nuovo “eluso” le proprie “responsabilità”. Ma le Leggi Ecclesiastiche, nel Codice di Diritto Canonico, sono chiare e ineludibili e quindi “gravemente obbliganti” nella coscienza di chi può intervenire e omette di farlo, e che ne avrà ogni responsabilità davanti a Dio.

            Nella Chiesa si è chiesto “perdono” a tutti di tutto, anche di colpe non proprie. Ma ancora non si è mai chiesto perdono a Dio e alla Vergine Maria dei “rifiuti” agli interventi misericordiosi e miracolosi di Dio e della Madre di Dio nella storia della Chiesa per la salvezza della stessa Chiesa e dell’Umanità, ma che dagli stessi membri della Chiesa sono stati o “trascurati” o “abbandonati”, come è anche il caso delle “Miracolose traslazioni” della Santa Casa di Nazareth, sino a Loreto. QUANTE GRAZIE IMMENSE DI DIO E DELLA VERGINE MARIA CHE VENGONO IMPEDITE E OSTACOLANO L’AIUTO DIVINO OFFERTO PER LA SALVEZZA DELLE ANIME!!!... QUANTE GRAVI COLPE VERSO DIO E LA VERGINE MARIA!!!... QUANTO BENE STOLTAMENTE DISPERSO, COSCIENTEMENTE O INCOSCIENTEMENTE!!!...

            Lascio comunque ogni giudizio a Dio, e a chi legge.

Prof. GIORGIO NICOLINI

 

DALLA LETTERA DI SAN PAOLO AI ROMANI

(Rom.1,8-15)

Anzitutto rendo grazie al mio Dio per mezzo di Gesù Cristo riguardo a tutti voi, perché la fama della vostra fede si espande in tutto il mondo. Quel Dio, al quale rendo culto nel mio spirito annunziando il vangelo del Figlio suo, mi è testimone che io mi ricordo sempre di voi, chiedendo sempre nelle mie preghiere che per volontà di Dio mi si apra una strada per venire fino a voi. Ho infatti un vivo desiderio di vedervi per comunicarvi qualche dono spirituale perché ne siate fortificati, o meglio, per rinfrancarmi con voi e tra voi mediante la fede che abbiamo in comune, voi e io. Non voglio pertanto che ignoriate, fratelli, che più volte mi sono proposto di venire fino a voi - ma finora ne sono stato impedito - per raccogliere qualche frutto anche tra voi, come tra gli altri Gentili. Poiché sono in debito verso i Greci come verso i barbari, verso i dotti come verso gli ignoranti: sono quindi pronto, per quanto sta in me, a predicare il vangelo anche a voi di Roma.

 

 

 

LETTERA DELL’AVV. FRANCESCO DAL POZZO AL SANTO PADRE

INVIATA DOPO LA CONVERSAZIONE TELEFONICA CON MONS. GEORG

E AFFIDATA ALL’INTERCESSIONE DEI SANTI ARCANGELI MICHELE, GABRIELE E RAFFAELE

 

Firenze, 29 settembre 2006

Santi Arcangeli Michele, Gabriele, Raffaele

A Sua Santità

BENEDETTO XVI

Sommo Pontefice della Chiesa Cattolica

CITTA’ DEL VATICANO (Roma)

URGENTE-RISERVATA- PERSONALE

Santità amatissima,

            nel fondato dubbio circa il buon fine della copiosa corrispondenza in precedenza inviata all'attenzione della Santità Vostra da me e dal Prof. Giorgio Nicolini di Ancona, afferente la ormai “vexatissima quaestio” lauretana, sono a reiterare l’inoltro di altro ulteriore materiale informativo, in aggiunta a quelli già inviati nell’ultimo anno, al Suo personale indirizzo Vaticano e di Castel Gandolfo, e che potrà farsi consegnare, ove a ciò non sia stato ancora provveduto.

            Il Prof. Giorgio Nicolini mi incarica di farLe nuovamente presente l’importanza ed urgenza di un chiaro, inequivoco, definitivo intervento di Sua Santità, nella Basilica Pontificia Lauretana, per far ripristinare con la Sua Autorità “la verità” circa la presenza, a Loreto, della vera Santa Casa di Nazareth e circa “la verità” delle Miracolose traslazioni con cui l'Onnipotenza Divina l'ha trasportata sino a Loreto, mediante il ministero angelico: così come sempre è stato attestato, nei secoli, dalla tradizione, dagli ininterrotti pronunciamenti dei predecessori della Santità Vostra, e da innumerevoli e incontestabili prove storiche, archeologiche e insomma scientifiche; per non dire delle tante, indubitabili rivelazioni private di Santi, e da miracoli di ogni genere.

            Giova a tale proposito rammentare ai cattolici le solenni parole del Suo predecessore Leone XIII: Comprendano tutti, e in primo luogo gli Italiani, quale particolare dono sia quello concesso da Dio che, con tanta provvidenza, ha sottratto (prodigiosamente) la Casa ad un indegno potere e con significativo atto d’amore l’ha offerta ad essi. Infatti in quella beatissima dimora venne sancito l’inizio della salvezza umana, con il grande e prodigioso mistero di Dio fatto uomo, che riconcilia l’umanìtà perduta con il Padre e rinnova tutte le cose” (Lettera Enc. “Felix Lauretana Cives” del 23 gennaio 1894).

            Il Prof. Nicolini pertanto mi incarica di tornare ad esprimerLe, con questa lettera, la grande, urgente, oggettiva necessità di una solenne, pubblica rettifica di quanto dalla Santità Vostra in proposito è stato affermato nell’omelia pronunciata a Loreto in data 8 settembre 1991, in occasione del gemellaggio di quel venerato Santuario con quello di Altotting.

            Come già esposto nei precedenti scritti trasmessi alla Sua Augusta attenzione, e che appunto non sappiamo se siano stati mai a Lei consegnati, nella Basilica Pontifica Lauretana proprio quella Sua omelia del 1991 viene usata da tempo per artatamente avvalorare la fuorviante, falsa tesi di un trasporto umano di sole sante pietre della Santa Casa di Nazareth, distruggendo così di fatto - in una vera apostasia - il secolare traditur al riguardo, con tutto l’insegnamento storico nonché liturgico ad esso correlato, in particolare con la negazione della veridicità storica delle Miracolose traslazioni dell’intera Santa Casa di Nazareth, avvenute tra gli anni 1291-1296.

            Con la presente lettera ed i testi ad essa allegati, sviluppanti quelli già in precedenza trasmessi, sono a rinnovare, in via d’urgenza, per conto del Prof. Nicolini, la richiesta di una personale Udienza, che dìa al medesimo la possibilità di esporLe, di persona, quanto a Loreto, su Loreto e contro Loreto, ormai da tanti – troppi! – anni è andato maturando, in una vera apostasia.

            Mi è grata questa occasione per anche esprimerLe, in una con il Prof. Giorgio Nicolini, la nostra vicinanza nella preghiera in riferimento alle ultime, dolorose vicende di nuovi martiri nella Chiesa, nonostante ogni contraria perorazione, per quanto autorevole e meritevole di ascolto, oltre a quelle dei ben intenzionali fraintendimenti, e conseguenti pretestuose accuse, di cui la Santità vostra è stata fatta oggetto, e bersaglio, in conseguenza della splendida lezione tenuta a Regensburg.

            Filialmente Suo.

Avv. Prof. Francesco Dal Pozzo

Posta Elettronica: dalpozzo.francesco@tin.it

Via Vecchia Bolognese, 321 – 50010 FIRENZE

Tel e Facs.  055.400707

 

MEDITAZIONI DA PROPORRE PER IL IV CONVEGNO ECCLESIALE DI VERONA

Comprendano tutti, e in primo luogo gli italiani…

 

LORETO

BALUARDO DELL’EUROPA CRISTIANA

PER LA “NUOVA EVANGELIZZAZIONE” nel tempo dell’“apostasia silenziosa”

Verso la Civiltà dell’Amore profetizzata da Paolo VI

“La Civiltà dell'Amore prevarrà nell'affanno delle implacabili lotte sociali, e darà al mondo la sognata trasfigurazione dell'umanità finalmente cristiana”

                                                                       (Paolo VI, discorso del 25 dicembre 1975)

                               

PREGHIERA PER LA SALVEZZA DELL’ITALIA E DELL’EUROPA

 

            Cuore Misericordioso di Gesù, per l’intercessione della Vergine Immacolata Lauretana, invocata come “Aiuto dei Cristiani”, ti rivolgiamo il grido della nostra speranza e della nostra implorazione più amorosa: salva la Tua Italia, salva la Tua Roma, salva la nostra Patria, salva la Tua Europa, in quest’ora di confusione, di errore, di orrore, di sbandamento e di decadimento.

            Tu sai tutto: conosci le rovine morali e spirituali, conosci il disordine civile e religioso, la disgregazione sociale, conosci il dramma e la tragedia delle Nazioni e dei Popoli di questo Continente, che fu Tuo, che è Tuo. Fa’ che non crolli questo baluardo della Tua Fede. Riaccendi, rianima, risuscita, consolida, o Cuore di Salvezza e di Redenzione, la coscienza più fedele, tutte le energie più buone, le forze più sane, le volontà più sante, contro tutte le forze del male.

            Schiaccia il Serpente, annienta il Maligno. Non cedergli le anime dei buoni e dei giusti, non permettergli la perdita dei cuori redenti dal Tuo Amore Appassionato, la sconfitta delle forze del bene. Non cedergli le conquiste della Tua Carità e del Tuo Sangue, dei Tuoi Apostoli, dei Tuoi Martiri, dei Tuoi Santi, della Tua Chiesa. Non lasciargli il trionfo in questa Terra di benedizione, in questo Continente sacro al Tuo Cuore e al Tuo Amore.

            Te ne supplichiamo, per la Bontà Materna della Mamma Celeste, Immacolata Sposa dello Spirito Santo, cui nulla rifiuti, e che hai posto Guida, Regina e Condottiera della Tua Chiesa e della Tua Società d’Amore.

            Amen.

 

Omelia di Benedetto XVI del 2 ottobre 2005 nella Basilica di San Pietro

La minaccia di giudizio riguarda anche noi, la Chiesa in Europa, l'Europa e l'Occidente in generale. Con questo Vangelo il Signore grida anche nelle nostre orecchie le parole che nell'Apocalisse rivolse alla Chiesa di Efeso: "Se non ti ravvederai, verrò da te e rimuoverò il tuo candelabro dal suo posto" (Ap.2,5). Anche a noi può essere tolta la luce, e facciamo bene se lasciamo risuonare questo monito in tutta la sua serietà nella nostra anima, gridando allo stesso tempo al Signore: "Aiutaci a convertirci!". Dona a tutti noi la grazia di un vero rinnovamento! Non permettere che la tua luce in mezzo a noi si spenga! Rafforza tu la nostra fede, la nostra speranza e il nostro amore, perché possiamo portare frutti buoni!”.

IL FUTURO DEL MONDO DIPENDE DALLA CONVERSIONE DEL MONDO

«Il futuro del mondo dipende dalla conversione del mondo» ha detto la Madonna a Fatima. In verità, siamo tutti responsabili. «Ogni peccato è un atto di guerra», diceva lo statista spagnolo Donoso Cortes. «Il peccato turba l’ordine naturale. Quando l’uomo si ribella a Dio, la natura si ribella all’uomo e lotta per Dio» (Sap.5,20). E’ questa la causa delle calamità naturali. Tolstoj diceva: «E’ assurdo che una guerra sia prodotta da alcuni uomini; sarebbe lo stesso che dire che una montagna viene spaccata da due colpi di piccone. La guerra è prodotta dai peccati dei popoli». L’umanità è una grande famiglia di cui Dio è Padre. Nessuno vive solo per sé, ma influisce su tutti. Quando la sproporzione fra i buoni e i cattivi oltrepassa ogni limite, Dio abbandona i governanti ai loro insani pensieri. Si scatenano feroci le lotte e sopravviene la desolazione. Al contrario l’offerta a Dio della fatica e sofferenza quotidiana, la paziente accettazione delle prove della vita, lo sforzo per osservare i Comandamenti di Dio, per perdonare le offese, producono inestimabili frutti di pace, di amore per tutte le famiglie e per l’intera Umanità.

 

PROFEZIE

San Luigi Orione fin dal 1921 profetizzava: "Il tempo viene ed è suo. Io sento appressarsi una grande giornata, la giornata di Dio!... Cristo viene ed è vicino: Cristo si avanza. Il secolo XIX è stato il secolo delle unità politiche, delle unità nazionali, ma io vedo un'altra grande unità: la più grande unità morale si va formando, nessuno la fermerà. Io vedo l'umanità che si va unificando in Cristo: non ci sarà che un corpo, che uno spirito, che una Fede. Vedo dai quattro venti venire i popoli verso Roma. Vedo l'Oriente e l'Occidente riunirsi nella Verità e nella Carità che è Cristo, vivere la vita di Cristo e formare i giorni più belli della Chiesa. Il mondo ne ha bisogno e Gesù viene: sento Cristo che si avanza. Sarà una mirabile ricostruzione del mondo nuovo: non sono gli uomini che la preparano, ma la Mano di Dio".

 

(Una profezia di Paolo VI, all’Angelus del 5 dicembre 1976)

esortiamo PURE voi, figli carissimi,

a cercare quei “segni dei tempi”

che sembrano precedere un nuovo avvento di Cristo fra noi.

Maria, la portatrice di Cristo, ci può essere maestra,

anzi ella stessa l’atteso prodigio

 

Messaggio da Mediugorie del 25 settembre 2006, di Maria “Regina della Pace”

(“l’atteso prodigio” profetizzato da Paolo VI)

Cari figli, anche oggi sono con voi e vi invito tutti alla conversione totale. Decidetevi per Dio, figlioli, e troverete in Dio la pace che cerca il vostro cuore. Imitate la vita dei santi; che vi siano d’esempio, ed io vi stimolerò fino a quando l’Altissimo mi permette di essere con voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata".

 

ALLA FINE IL MIO CUORE IMMACOLATO TRIONFERA’

 

 

SANTA GIANNA BERETTA MOLLA

Come conservare la purezza?

Circondando il nostro corpo con la siepe del sacrificio.

La purezza è una “virtù-riassunto”, vale a dire un insieme di virtù...

La purezza diventa bellezza, quindi anche forza e libertà.

È libero colui che è capace di resistere, di lottare.

 

PER CONTRIBUIRE A RIPRISTINARE LE RADICI CRISTIANE IN EUROPA

LEGGI E FAI CONOSCERE I SITI INTERNET SOTTOINDICATI

www.lavocecattolica.it/movimento.vita.htm

www.lavocecattolica.it/santacasa.htm

IL TESTO DELLA PREGHIERA DI BENEDETTO XVI DA RECITARSI NEL SANTUARIO DI LORETO E NELLE CASE

E' LEGGIBILE COLLEGANDOSI ALL'INDIRIZZO INTERNET

www.lavocecattolica.it/preghiera.benedetto.XVI.htm

NON OPPORSI AD UN ERRORE  VUOL DIRE APPROVARLO

NON DIFENDERE LA VERITA’  VUOL DIRE SOPPRIMERLA

(Sentenza del Papa San FELICE III – anni 483-492)

non temo la cattiveria dei malvagi, temo piuttosto il silenzio dei giusti

(Martin Luther King)

 

SI AUTORIZZA E SI RACCOMANDA LA DIFFUSIONE DI QUESTI TESTI

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Diffondete la buona stampa tra le persone vostre amiche e conoscenti. La buona stampa entra anche nelle case dove non può entrare il sacerdote, è tollerata persino dai cattivi. Presentandosi non arrossisce, trascurata non si inquieta, letta, insegna la verità con calma, disprezzata, non si lamenta (San Giovanni Bosco)

 

Questi testi e quelli precedenti sono pubblicati in modo permanente e prelevabili agli indirizzi Internet

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ALLA FINE IL MIO CUORE IMMACOLATO TRIONFERA’

 

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LEGGI NELLA CORRISPONDENZA SOTTOSTANTE LA SEMPLICE PROCEDURA DA SEGUIRE

Gentilissimo Prof. Nicolini, ho appena letto con piacere l'allegato. Ma che fatica! E' proprio necessario formattare con tutti quei colori e sfondi il testo? Scusandomi per la franchezza, forse eccessiva, credo che una maggiore sobrietà dell'impaginazione faciliterebbe la lettura. Cordialmente saluto. Alessio.

LA RISPOSTA SULL’UTILIZZO DEI COLORI E COME TRASFORMARE TUTTI I TESTI IN BIANCO E NERO

Caro Alessio, l'utilizzo dei diversi colori nelle parole del testo hanno lo scopo di COSTRINGERE A FERMARE L'ATTENZIONE su quella parola o su quel concetto che voglio evidenziare maggiormente, anche se costa fatica a chi legge. Ma proprio quella fatica fa fissare meglio una parola od un concetto. Altrimenti chi legge scorre con superficialità e non si ferma su punti molto importanti. Ogni parola che scrivo infatti è stata "misurata" e quando la evidenzio di più e "colpisce" l'occhio (cioè, lo disturba), colpiscono in quel modo anche l'intelligenza e si fissano meglio. Certe parole vogliono anche essere "una pietra" per coloro cui sono dirette "in prima persona", e che non vogliono vedere né sentire. Si dice che in Internet le parole ingrandite hanno lo stesso significato di uno che alza il tono della voce per farsi sentire con più forza. Per questo le uso. Almeno questo è il mio intento. Tuttavia tengo in considerazione il tuo invito alla sobrietà.

Vorrei comunque ricordarti, in ogni caso, che il testo che invio è in formato "Word" perché uno lo possa liberamente trasformare.      Se tu, infatti, fai delle semplicissime variazioni in modo autonomo, puoi avere il testo nel modo che vuoi tu, totalmente in bianco e nero. Basta andare su "Modifica", fare "Seleziona tutto", poi cliccare sul pulsante destro del "mouse", facendo comparire varie voci tra cui "Carattere". Cliccando su "Carattere" e poi sui colori dei caratteri il "Nero", il testo ti diventerà in pochi attimi in bianco e nero. Così pure se vuoi togliere totalmente tutti gli sfondi, basta andare su "Formato" e togliere ogni sfondo, con un paio di manovre.

Hai ragione, basterebbe modificare il formato prima di iniziare a leggere… A volte non ci si pensa, a volte fa fatica. Grazie comunque per tutto quello che scrivi; fa piacere vedere che c'è chi si impegna oggigiorno, con i più svariati mezzi, per promuovere la fede in Dio. E fa piacere anche leggere cose che altrimenti non si conoscerebbero. Una preghiera. Alessio.