***

 

L’APPELLO CONSEGNATO

AL PADRE GIUSEPPE SANTARELLI

 

 

Ancona, 13 novembre 2005

 

Al Rev.do Padre GIUSEPPE SANTARELLI

Direttore della “Congregazione Universale della Santa Casa”

BASILICA PONTIFICIA - LORETO (Ancona)

 

Caro Padre Giuseppe Santarelli,

            Le consegno del materiale informativo riguardo alla nota “questione lauretana”.

            Lei sa che più volte, a voce e per iscritto, Le ho richiesto un aiuto e una collaborazione per “ripristinare” “la verità” a riguardo della “veridicità storica” delle “miracolose traslazioni" della Santa Casa di Nazareth a Loreto.

            Con sincero spirito filiale sono qui a richiederLe ancora tale collaborazione, a motivo di tutte le ragioni che troverà esposte nei numerosi scritti che Le allego e che sono tutti pubblicati in Internet nel Sito www.lavocecattolica.it e anche in altri Siti Internet, come in varie pubblicazioni, in articoli di Riviste Nazionali e conosciuti anche per servizi televisivi.

            Lei conosce bene “la verità” a riguardo della “questione lauretana”, come anche a riguardo della mia “obbligante” necessità di coscienza di procedere alla “confutazione sistematica” dei Suoi scritti, per non peccare – da parte mia – di omissione o di falsità, secondo come ho anche scritto nella lettera a Mons. Danzi, consegnatagli nell’Udienza concessami l’8 novembre scorso.

            Per l’amore alla Vergine Immacolata e l’amore anche alla Sua anima, per la quale Gesù sulla Croce e Maria sotto di essa, hanno offerto tutto di loro stessi, voglia collaborare anche Lei nel “ripristinare” “la verità”, sia delle “miracolose traslazioni” come dell’“autenticità” della reliquia della “Santa Casa”, e non prestarsi più a “confondere” e “far smarrire” le menti dei milioni di pellegrini e della Chiesa intera con le Sue “ipotesi” “non vere”.

            Nel lasciarLe gli scritti allegati alla presente Lettera, Le lascio anche un ricordo della mia mamma, pubblicato in Internet, e che – come ricorderà – in una delle ultime occasioni in cui potei portarla a Loreto con la carrozzina, chiamai proprio Lei per benedirla, perché la benedizione da Lei impartita alla mia mamma, ritornasse a Lei come “merito” e “riparazione”: ella ha tanto sofferto, (…),  ma tutto ha offerto al Signore per la salvezza di tutti noi.

            Restando certo di una Sua positiva risposta a questo mio umile “appello” Le assicuro che non ho mai cessato di pregare per Lei e resto certo anche del Suo contraccambio, presso la “vera” “Santa Casa” di Maria, “veramente” trasportata dagli “angeli del Cielo”, per volere di Dio e di Maria: quella “Santa Casa”, in cui Lei ogni giorno ha l’inestimabile grazia di potersi recare a pregare.

            Con sincero e deferente ossequio, La saluto nella carità di Cristo.

 

 

 

“Sia il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno”

(Mt.5,37)

LETTERA APERTA

AL DIRETTORE DELLA “CONGREGAZIONE UNIVERSALE DELLA SANTA CASA”

 

“… affinché per l’incuria degli uomini, che di solito offusca anche le cose più insigni,

non sia cancellato il ricordo di un fatto così meraviglioso…”

(Beato Giovanni Battista Spagnoli, sulla “miracolosa traslazione”)

 

 

Ancona, 17 novembre 2005

Al Rev.do Sac.

Padre GIUSEPPE SANTARELLI

Direttore della “Congregazione Universale della Santa Casa”

LORETO (Ancona)

 

Caro Padre Giuseppe Santarelli,

            la scorsa domenica Le ho portato, nella Sede della “Congregazione Universale della Santa Casa, una Lettera, insieme a vario materiale documentativo, a Lei noto.

            All’appello che Le ho rivolto nella lettera di domenica scorsa (sopra riportata), e che fa seguito a quello di altri “appelli” fattigli da me personalmente già da tanti anni, vorrei oggi aggiungere la seguente riflessione, che riguarda “il compito” di Direttore che Lei ricopre su una istituzione che fu voluta dalla Chiesa per valorizzare, difendere ed esaltare “la tradizione lauretana” e l’insegnamento del Magistero della Chiesa al riguardo.

            Nella Lettura Biblica odierna è riportato l’episodio di Mattatia, che credo non impropriamente possa in qualche modo essere accostato anche alle vicende degli ultimi decenni - accadute all’interno della Chiesa Cattolica - a riguardo della “questione lauretana” e alla sua “tradizione” tramandata dai nostri “padri”: “In quei giorni, vennero nella città di Modin i messaggeri del re, incaricati di costringere all'apostasia… Molti Israeliti andarono da loro… Ma Mattatia rispose a gran voce: «Anche se tutti i popoli nei domini del re lo ascolteranno e ognuno si staccherà dal culto dei suoi padri e vorranno tutti aderire alle sue richieste, io, i miei figli e i miei fratelli cammineremo nell'alleanza dei nostri padri; ci guardi il Signore dall'abbandonare la legge e le tradizioni; non ascolteremo gli ordini del re per deviare dalla nostra religione a destra o a sinistra».

            Proprio nell’ultimo numero di questo Novembre 2005 de “Il Messaggio della Santa Casa” viene commemorata la figura di colui che fu il “con fondatore” (accanto al “fondatore” Mons. Tommaso Gallucci, Vescovo di Loreto e Recanati) e fu anche il primo e il più grande Direttore della “Congregazione Universale della Santa Casa”, il venerato Padre Pietro Maria da Màlaga (anni 1883-1904). Di lui, della sua figura e della sua opera, nello stesso ultimo numero de “Il Messaggio della Santa Casa”, viene riportato un articolo altamente elogiativo fatto da un “santo” e “martire” che lo conobbe e gli fu vicino: il Beato Dionisio Vicente, che fu penitenziere a Loreto dal 1905 al 1912, e venne ucciso in odio alla fede, in Spagna, nel 1936.

            Nel concludere l’elogio del Padre Pietro Maria da Màlaga, il Beato Dionisio Vicente, così rievocava la partenza da Loreto e “il distacco” da lui, nel 1912, per ritornare in Spagna: “Oh, padre Pietro!, io ti chiedo: supplica Dio che arda sempre nel mio cuore quell’amore per Maria, che per l’ultima volta mi hai raccomandato, quando mi hai rivolto queste parole poco prima di tornare in Spagna e che esprimono tutta la tua vita: “Ama, ama la Vergine Santissima!”.

            Se il Beato Dionisio ha identificato in queste ultime parole di ardente “amore per la Vergine Santissima” “tutta la vita” del venerato Padre Pietro Maria da Màlaga (primo Direttore e “confondatore” della “Congregazione Universale della Santa Casa”), vuol dire che egli “amava, amava la Vergine Santissima”, “la Vergine Lauretana”!... E come egli l’amò? Si potrebbe dire allo stesso modo di come Mattatia amava il Signore: “… io, i miei figli, i miei fratelli cammineremo nell’allenza dei nostri padri; ci guardi il Signore dall’abbandonare la legge e le tradizioni (…) per deviare a destra e a sinistra”.

            Egli fu fedelissimo al ruolo a cui fu “chiamato” dall’obbedienza dei Superiori restando “fedele” alle “tradizioni dei padri”, propagando con ardentissimo e infaticabile zelo in tutto il mondo le glorie della Santa Casa di Loreto e della sua “miracolosa traslazione”, nonché promuovendo il rinnovamento e il decoro della Basilica Lauretana. Di lui il Beato Dionisio scrisse, nell’articolo citato sopra: Tu sei stato un nuovo Neemia, padre Pietro, per il Tempio Lauretano, il quale al tuo arrivo hai incontrato logorato dagli uomini… (“Il Messaggio della Santa Casa”, novembre 2005, p.264).

            In quel tempo tutti - a Loreto e nella Chiesa intera - onoravano e difendevano “uniti” “l’autenticità” della Santa Casa e “la verità” della sua “miracolosa traslazione” a Loreto; ma si vide necessaria la costituzione di una nuova “Congregazione” che promuovesse con maggiore zelo, in tutto il mondo, la propagazione della devozione alla Immacolata Vergine Lauretana e alla sua Santa Casa, con l’approvazione e l’incoraggiamento del Papa Leone XIII, che sulla Santa Casa di Loreto - di cui era devotissimo - scrisse una delle sue più belle Lettere Encicliche: la “Felix Lauretana Cives” (23 gennaio 1894). Lo stesso Sommo Pontefice Leone XIII arricchì poi di privilegi ed indulgenze la stessa “Congregazione”.

            Il periodico del tempo , “Eco della Santa Casa di Loreto”, nel numero del 6 ottobre 1883, dava questo breve annuncio della Provvidenziale Opera: “Alla maggior gloria di Dio, ad onore di Maria Immacolata Madre di Dio, a salute delle anime, Sua Ecc.za Ill.ma Mons. Vescovo di Loreto, con suo venerato decreto del 27 maggio 1883, ha istituito ed eretto nella Basilica Lauretana una Congregazione Universale che s’intitola della Santa Casa Loretana. I vantaggi spirituali ed i favori speciali onde è stata arricchita, dalla Santità di nostro Signore Papa Leone XIII, la Congregazione Universale della Santa Casa Loretana, la rendono sommamente interessante per chiunque desidera assicurarsi la protezione della Madre di Dio, che, come Madre di misericordia, offre a tutti il suo materno amore, il suo efficace patrocinio”. Questo avviso tanto semplice divenne foriero di un insieme di meravigliose realizzazioni a gloria della Vergine Lauretana e della sua Santa Casa, di cui il Padre Pietro Maria da Màlaga divenne il principale realizzatore.

            Lo stesso Ministro Generale dei Cappuccini dell’epoca, il Padre Bernardo d’Andermatt, con una lettera del 1° novembre 1884 annunziava all’Ordine che nel Santuario di Loreto era stata fondata la “Congregazione Universale della Santa Casa” e che il Fondatore di essa, Sua Ecc.za Mons. Tommaso Gallucci, ne aveva affidato il lavoro e lo sviluppo all’Ordine dei Cappuccini. Nella lettera il Padre Bernardo ricordava il grande miracolo della Traslazione della Santa Casa da Nazareth a Loreto e la grande devozione che i Cappuccini hanno sempre avuto verso l’ALMA DOMUS LAURETANA.

            Perché ricordare – seppur solo per accenni – tutte queste cose?... Perché vorrei chiedere a Lei “rispettosamente”, Padre Giuseppe Santarelli - attuale Direttore della “Congregazione” -, se ci si ritrova nella “lettera” e nello “spirito” dei Suoi predecessori, cioè di coloro che hanno fondato e diretto la “Congregazione Universale della Santa Casa”, e ai quali Lei è debitore ed è succeduto negli ultimi decenni, in cui è avvenuto l’infausto “abbandono” delle “tradizioni dei padri” (cfr. 1^Macc.2,15-29) a riguardo sia della “autenticità” della “Santa Casa” come della “verità” della sua “Traslazione Miracolosa”

            In questi ultimi 25 anni, infatti, dalla “Congregazione Universale della Santa Casa” sono usciti libri e articoli a profusione propagante (da parte Sua e da parte di altri autori) la “nuova ipotesi” riguardo ad una presunta “scoperta” di “documenti” che attesterebbero un “trasporto umano” di “semplici pietre” “prese” dalla Santa Casa di Nazareth e che negano quindi l’una e l’altra “verità”: cioè, la “Traslazione Miracolosa” e la presenza a Loreto della “Santa Casa” come essa era a Nazareth (cioè, le “tre pareti integre”). Questa “ipotesi” (sempre dichiarata tale) è però oggi proposta dalla Basilica Lauretana ormai come una “verità indiscussa” e non si parla ormai più della “Traslazione Miracolosa”, che viene invece relegata al ruolo di “leggenda popolare”.

            Eppure la “Congregazione Universale della Santa Casa” era stata “voluta” e “fondata” dalla Chiesa – come sopra esposto – per “difendere” e “diffondere” in maniera sempre più “probativa” la “verità” della “storia” delle “miracolose traslazioni” e dell’“autenticità della Santa Casa” che il Santuario custodisce da oltre sette secoli!... Oggi invece avviene tutto il contrario, contro lo stesso fine istituzionale della “Congregazione”!... Perché?... Perché, Padre Santarelli?...

            Nel Suo principale libro “LA SANTA CASA DI LORETO  (edizione del 2003), che ha dato origine alla “falsa ipotesi” del trasporto umano della Santa Casa, Lei svolge una vasta e sistematica trattazione volta a voler dimostrare, davvero “a tutti i costi”, tale Sua “nuova ipotesi” del “trasporto umano”, con l’intento esplicito, da Lei scritto alla fine del libro (cfr. pag.485), “Qui si è cercato di dimostrare che il materiale del nucleo originario della Santa Casa, in tutto o in parte, può considerarsi nazaretano e che il trasporto miracoloso può essere ritenuto un’amplificazione letteraria successiva”.

            Tuttavia, gli “ignari” ed “inesperti” lettori del Suo libro non possono verificare in alcun modo che una molteplicità di documentazioni ed argomentazioni da Lei riportate ed esposte nel Suo libro - a “dimostrazione” delle Sue “ipotesi” - sono talvolta del tutto “prive di fondamento” (cfr. le pagine 235-297) e non raramente sono “alterate” e “manipolate”, e perciò “falsificate”, cambiandone il senso originario e l’intenzione autentica degli autori delle “documentazioni” da Lei riportate, che invece, nella realtà del documento “autentico”, sconfessano totalmente le Sue “false” “ipotesi”.

            Ciò lo documenterò in modo particolareggiato nel mio Sito Internet www.lavocecattolica.it, ove ho aperto una sezione interamente dedicata alle “MIRACOLOSE TRASLAZIONI DELLA SANTA CASA DI NAZARETH” e che, gradualmente, arricchirò di testi e documenti che “comprovano” “la verità” di ciò che è stato sempre insegnato dalla “vera” “tradizione”, approvata dalle Supreme Autorità della Chiesa per secoli e secoli, e avallata da “prove” storiche, archeologiche e scientifiche ormai incontestabili.

            In proposito, persino ad alcuni Papi, come Paolo II e Leone X (cfr. le pagine 366-369), Lei “stravolge” le parole dei testi delle loro “Bolle Papali”, facendo dire ad essi ciò che pensa Lei e non ciò che essi, insigniti della Suprema Autorità Apostolica, hanno “realmente” “affermato” e “scritto”, confermando da parte loro – quali “Vicari di Cristo” – sia “l’autenticità” della “Santa Casa” come anche delle “Miracolose Traslazioni” di essa, mentre Lei fa credere il contrario.

            Anche ai più importanti e antichi autori attestanti “la Tradizione Storica” - come il Beato Giovanni Battista Spagnoli, il Teramano, il Ricci, ed altri ancora - Lei fa loro dire il contrario di quanto essi hanno “realmente” scritto. Essi parlano “solo” e “soltanto” delle “traslazioni miracolose”, per “il ministero angelico” (gli “angeli” del Cielo!...), mentre Lei - con contorte argomentazioni e “stravolgendo” il senso delle loro parole e dei loro scritti - fa credere ai lettori che essi abbiano parlato di una “traslazione” della Santa Casa avvenuta “per mare”, mediante “la nave”, e non per “il ministero angelico” (cfr. le pp.369-400). Così ugualmente fa nel citare innumerevoli “icone” (cfr. le pagine 401-472).

            Poiché così è (e lo dimostrerò punto per punto!), il Suo libro come può allora essere definito un libro “storico”?... In realtà, il Suo libro “LA SANTA CASA DI LORETO”, è invece un libro che opera una autentica “falsificazione storica”!... E con questa “falsificazione storica” Lei - al di là sicuramente delle Sue “buone” intenzioni iniziali - ha ottenuto il solo risultato di “confondere” e “far smarrire” all’intera Chiesa “la verità” della “Traslazione Miracolosa” della Santa Casa e “l’autenticità” stessa della “reliquia nazaretana”. Siamo ormai giunti al punto che – negli anni recenti – in tale “smarrimento” siano potuti “incappare” (pur in totale buona fede) persino “eminenti” e “sante” personalità ecclesiastiche… e che nulla ormai “sembra” che si voglia fare - da parte delle Autorità Ecclesiastiche - per “ripristinare la verità”!...

            Tuttavia Lei stesso, nel Suo libro sopra citato, scrive anche, riguardo all’ipotesi del “trasporto umano”: “Questo discorso, ovviamente, è svolto soltanto su un piano ipotetico, non essendoci documenti espliciti in materia…” (cfr. pag.297). Infatti è proprio così… Eppure il Suo libro è “pieno” di documenti “manipolati” e “stravolti”, che vengono citati come se costituissero “l’esplicita” “ dimostrazione” della “verità” delle Sue “false ipotesi”!...

            Sta di fatto che attualmente le Sue “ipotesi” (“false”) sono divenute “la verità ufficiale” del Santuario Lauretano, pur “non essendoci documenti espliciti in materia”, come Lei stesso ha dichiarato nel Suo libro. Invece, delle autentiche “prove” storiche, archeologiche e scientifiche e delle “approvazioni” della Chiesa non se ne parla più in alcun modo: tutto viene “occultato” a Loreto!...

            Avviene, anzi, al contrario, che ogni apporto “nuovo” che viene offerto per dimostrare “la verità” della “Traslazione Miracolosa” e “l’autenticità” della reliquia della “Santa Casa” viene “rifiutato”.

            In proposito, Lei sa bene che Le avevo chiesto una collaborazione anche per il libro da me composto, che ho intitolato “LA VERIDICITA’ STORICA DELLA MIRACOLOSA TRASLAZIONE DELLA SANTA CASA DI NAZARETH A LORETO”, e che è stato pubblicato nel dicembre dello scorso anno. Le portai il testo l’8 settembre del 2004, perché lo correggesse, qualora vi fossero stati degli errori storici o documentativi e anche vi apponesse la Sua firma, per collaborare insieme nel “ripristino” della “verità”. Ma Lei non volle farlo, anche se “a voce” e mediante “lettera” mi confermò “la validità” di ciò che avevo scritto e che in parte è stato pubblicato anche in Internet, all’indirizzo www.lavocecattolica.it/la%20miracolosa%20traslazione.html.

            Quando poi venni da Lei a farLe “dono” del libro e a chiederLe di rendere disponibile il mio libro nelle Librerie del Santuario Lei si rifiutò. Neppure se ne è voluta fare “una recensione” nella Rivista “Il Messaggio della Santa Casa”. Perché?... Perché, Padre Santarelli?... Per quale motivo?... Nelle Librerie Cattoliche si vende anche il blasfemo “Codice da Vinci”, ma i libri che trattano “la dimostrazione” della “verità” delle “miracolose traslazioni” della Santa Casa di Nazareth, no!.. non li si deve far conoscere!...

            Avevo scritto il 1° novembre dello scorso anno a Mons. Comastri una lunga lettera, consegnata anche a Lei, in cui – tra l’altro – dicevo:

 “Per questo Le ho scritto sopra di poter avere da Lei un’Udienza personale, a motivo di “un vero problema di coscienza”, cioè al fine di poterLe “mostrare” e “dimostrare” quanto qui - e nel mio studio allegato - affermo “con gravità”, e che mi pone in un problema di coscienza non più dilazionabile, perché - debbo ancora qui aggiungere con sincero e profondo dolore e chiedendoLe umilmente “perdono” del mio ardire - se non cessa tale “arbitrio” dal Santuario Lauretano e venisse concesso ancora “l’imprimatur” a pubblicazioni con i contenuti “falsificati” sopra denunciati sarò, d’ora in avanti, “obbligato nella mia coscienza” - dopo l’avvenuta pubblicazione in Internet del mio scritto (per il quale tanti mi scrivono e mi chiedono ulteriori spiegazioni) - a dover “pubblicamente” “dimostrare” e “sconfessare” “punto per punto” “le falsificazioni” che vengono fatte passare “per vere” (in “buona fede” o “in mala fede”: giudicherà Dio!…) ormai da un ventennio (citando testi, e nomi e cognomi) e che sono state pubblicate da vari autori, ma soprattutto ad opera del Padre Giuseppe Santarelli, sia nel “Messaggio della Santa Casa” che in libri usciti dalla “Congregazione Universale della Santa Casa”. Ma se fossi costretto a ciò si metterebbe in cattiva luce il Santuario stesso e chi lo custodisce e si recherebbe anche maggiore scandalo presso “i fedeli”, che già in tanti, lungo gli anni, nel sentire talvolta le mie spiegazioni - ora pubblicamente leggibili in Internet -, talvolta mi hanno detto addolorati: ma dove sono i Superiori?perché danno “l’imprimatur”?… perché non lo impediscono?… Mi fu chiesto più volte negli scorsi anni anche di scrivere un libro di “confutazioni” al riguardo, ma io non ne ho mai avuto i mezzi finanziari per farlo né ho mai trovato appoggio in alcuno, né da parte di Case Editrici né da parte degli ambienti ecclesiali. Solo con l’avvento di INTERNET (che può raggiungere migliaia e milioni di persone in pochi istanti) mi è stato ora reso possibile in modo autonomo e a costi minimi (ma per le mie esigue possibilità sempre assai onerosi!) pubblicare tutto quanto ho già fatto e potrò continuare a fare in futuro. Negli anni passati mi sono solo potuto adoperare - con carità, umiltà e rispetto - presso lo stesso Padre Santarelli, a voce e per iscritto, perché “comprendesse” gli “errori” delle sue “documentazioni” e “argomentazioni” e cessasse dallo scrivere e pubblicare le sue “ipotesi” “false”, che “ha confuso” e “deviato” da tanti anni la Chiesa intera e la stessa opinione pubblica mondiale riguardo alla “questione lauretana”. Ma non sono stato da lui ascoltato”.

            Così scrivevo a Mons. Comastri circa un anno fa…

            Ora, Le chiedo umilmente, Padre Santarelli: cosa dovrei fare io, a questo punto?... Tacere?... Bruciare il mio libro (poiché non lo si vuole vedere e far vedere nella Basilica Lauretana)?... Tante persone mi scrivono, felici di quanto ho pubblicato riguardo alla “veridicità storica” delle “miracolose traslazioni” della Santa Casa di Nazareth a Loreto e chiedendo spesso ulteriori chiarimenti… Posso io dire altre bugie, “approvando” o “nascondendo” le “falsificazioni documentali” e rendendomi perciò “corresponsabile” nel non dire la verità?...

            Nell’ultimo numero di novembre del “Messaggio della Santa Casa” viene riportato l’altissimo elogio dell’architetto Giuseppe Sacconi al venerato Padre Pietro Maria da Màlaga (cfr. p.264), Suo predecessore, e Lei riporta anche l’opera di questo architetto, grande benemerito del Santuario Lauretano, nel centenario della sua morte (cfr. pp.267-270). Di lui però Lei riporta soltanto le opere realizzate a Loreto, omettendo del tutto ciò che invece è stata la parte più importante del Suo servizio al Santuario: cioè, i suoi studi archeologici e architettonici e le risultanze che ne sono state tratte da lui.

            L’architetto Giuseppe Sacconi, infatti, confermando precedenti studi “secolari”, dichiarò, a conclusione dei suoi studi archeologici, di aver constatato che “la Santa Casa sta, parte appoggiata sopra l’estremità di un’antica strada e parte sospesa sopra il fosso attiguo”. Disse inoltre che, senza entrare in questioni storiche o religiose, bisognava ammettere che la Santa Casa non può essere stata fabbricata, come è, nel posto ove si trova (“Annali Santa Casa”, anno 1925,, n.1). Tali studi “archeologici” ed “architettonici” (e quindi “scientifici”) dell’architetto Sacconi sono affermazioni esattamente opposte a quanto afferma Lei, e a quanto affermano coloro che l’hanno seguita nelle Sue “false ipotesi”. Io a chi dovrei credere?... All’architetto Sacconi o a Lei?... Se la Santa Casa non può essere stata fabbricata, come è, nel posto ove si trova, perché Lei continua ad affermare nei Suoi “studi” proprio il contrario, andando perciò contro ciò che anche “scientificamente” è stato rilevato ed affermato - con “onestà” - da un insigne architetto quale il Sacconi?... Oltre che da tanti altri?...

            Un’altra domanda, infine, Le pongo, Padre Giuseppe: ma… Lei crede che la Santa Casa di Nazareth “possa” (dico, “possa”, cioè, “per ipotesi”) essere stata “davvero” trasportata “miracolosamente” a Loreto per “opera degli angeli del Cielo”, così come è stato sempre tramandato dalla “tradizione” ed insegnato dal Magistero Ordinario della Santa Chiesa e “comprovato” da innumerevoli studi archeologici, architettonici e scientifici?... Le chiedo questo perché nei Suoi testi non sono ancora riuscito a trovare una frase in cui Lei faccia professione di “credere” a questa “possibilità” del “miracolo soprannaturale”!... Forse mi è sfuggita: me la riporti Lei…

            Io ricordo, al riguardo, che alcuni anni fa, in un colloquio con Lei, Le chiesi “conferma” della “autenticità” del “Rosarium” di Santa Caterina da Bologna, ove la santa - in quel testo redatto nel 1440 - riporta “per rivelazione soprannaturale del Signore” la vicenda storica delle “miracolose traslazioni” della Santa Casa di Nazareth sino a Loreto. In quel testo, infatti, Santa Caterina da Bologna mostra di colloquiare direttamente con Gesù, apparsogli “per grazia”, scrivendo ella: “In questo giorno (il 25 marzo 1440), tu, o Signore, hai rivelato a me, apparendomi per grazia”. Poi, dopo aver riportato “la rivelazione” che fra quelle Sacre Pareti di Loreto la Vergine Maria fu “concepita” Immacolata ed ivi “nacque”, descrive sinteticamente le varie successioni del “trasporto angelico” della Santa Casa di Nazareth, secondo come “rivelatogli” da Gesù durante l’apparizione (testualmente): “Alla fine questa dimora, consacrata prima dai tuoi apostoli che vi hanno celebrato i divini misteri con miracoli, per l’idolatria di quella gente fu trasportata in Dalmazia da uno stuolo di angeli. Quindi, per le stesse e per altre ragioni, portarono questa degnissima chiesa in vari luoghi. Finalmente, portata dai santi angeli, fu collocata stabilmente a Loreto e posta nella provincia d’Italia e nelle terre della Santa Chiesa” (“Rosarium”, I Mist. Gaud., vv.73 ss.- Da una traduzione del testo latino pubblicata in “Messaggio della Santa Casa”, 2001, n.7, p.211).

            Lei, in quell’incontro, mi confermò che il testo di Santa Caterina da Bologna era un documento “autentico”. “E allora?... - io Le replicai - cosa altro c’è da “ipotizzare” e da “ricercare”?... Se Gesù stesso in persona ha rivelato a Santa Caterina da Bologna “la verità” e “il modo” delle “miracolose traslazioni”, cosa altro c’è da aggiungere e da “provare”?... E’ proprio vero!...”. Lei si ammutolì e non replicò più nulla… e si chiuse la discussione…

            Concludendo questa mia “Lettera Aperta” vorrei che non interpretasse la “durezza” delle mie “espressioni” a Suo riguardo e le mie “gravi denunce” come se esse fossero il frutto di un animo “irrispettoso” nei Suoi riguardi, perché ben ricordo le parole di San Paolo: “Non essere aspro nel riprendere un anziano, ma esortalo come fosse tuo padre…” (1^Tim.5,1); come anche: “La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità (1^Cor.13,4-6). Anche il Sommo Pontefice Benedetto XVI ha scritto che non si può mai prescindere dalla “verità”, se si ha “vera” “carità”: “In Cristo, coincidono verità e carità. Nella misura in cui ci avviciniamo a Cristo, anche nella nostra vita, verità e carità si fondono. La carità senza verità sarebbe cieca (1^Cor.13,1)  (Omelia del Card. Ratzinger di Lunedì 18 aprile 2005, Basilica Vaticana, durante la Santa Messa «per l'elezione del Romano Pontefice»).

            Tutto ciò che ho scritto fino ad oggi, anche a Suo riguardo, è dettato dall’amore per la verità e, nel caso specifico della Santa Casa di Loreto, da quanto disse il Suo venerato predecessore Padre Pietro Maria da Màlaga al Beato Dionisio Vicente, come sopra riportato: “Ama, ama la Vergine Santissima!”.

            Perciò, voglio concludere con gli stessi sentimenti e con le stesse parole che Le ho scritte nella lettera che Le ho portato a Loreto domenica scorsa 13 novembre…

            Restando certo di una Sua positiva risposta a questo mio umile “appello” Le assicuro che non ho mai cessato di pregare per Lei e resto certo anche del Suo contraccambio, presso la “vera” “Santa Casa” di Maria, “veramente” trasportata dagli “angeli del Cielo”, per volere di Dio e di Maria: quella “Santa Casa”, in cui Lei ogni giorno ha l’inestimabile grazia di potersi recare a pregare.

            Con sincero e deferente ossequio, La saluto nella carità di Cristo”.

 

 

Prof. GIORGIO NICOLINI

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