L’immacolata

E “LA VENUTA” miracolosa

DELLA sua SANTA CASA DI NAZARETH A LORETO

NELLA CORRISPONDENZA CON “LA VOCE” LA LETTERA INVIATA DALL’ARCIVESCOVO DI LORETO AL PROF. GIORGIO NICOLINI

ALLA VIGILIA DELLA FESTA

DELLA TRASLAZIONE “MIRACOLOSA”

DELLA SANTA CASA DI NAZARETH A LORETO

del prossimo 10 dicembre 2005

 

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te;

tu sei benedetta fra le donne, e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.

Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

 

LETTERA INFORMATIVA

LA VOCE

www.lavocecattolica.it

Il vento soffia dove vuole e ne senti LA VOCE, ma non sai di dove viene e dove va:
così è di chiunque è nato dallo Spirito
(Gv.3,8)

“La Civiltà dell'Amore prevarrà nell'affanno delle implacabili lotte sociali, e darà al mondo la sognata trasfigurazione dell'umanità finalmente cristiana”

                                                                                 (Paolo VI, 25 dicembre 1975)

 

 

Ancona

Giovedì, 8 dicembre 2005

Domenica, 8 dicembre 2012

Una proposta di un "Calendario Universale" a partire dal Concepimento "reale" di Gesù Cristo, Figlio di Dio, in Maria Vergine

 

Carissimo amico e carissima amica, questa LETTERA INFORMATIVA denominata "LA VOCE”" www.lavocecattolica.it/lettere.informative.htm  è un umile mezzo di informazione - attraverso la Posta Elettronica - pensato per illustrare tematiche religiose, spirituali e sociali, anche di quelle che talvolta si preferisce non divulgare o mettere a tacere. La diffusione di articoli o notizie è una scelta dettata dall'obbedienza alla Volontà di Gesù, il Figlio di Dio e Figlio di Maria, e Salvatore del Mondo. Gesù infatti disse: "Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura" (Mc.16,15) e "Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date" (Mt.10,8). Questo modesto contributo sulla Rete Internet è animato perciò dalla convinzione che ognuno di noi ha il dovere di impegnarsi per far risplendere la Luce del Bene e della Verità in una società offuscata dalle tenebre del male. San Giuseppe Moscati scriveva: Ama la verità; mostrati qual sei, e senza infingimenti e senza paure e senza riguardi. E se la verità ti costa la persecuzione, e tu accettala; e se il tormento, e tu sopportalo. E se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita, e tu sii forte nel sacrificio” [Biglietto scritto da San Giuseppe Moscati, il 17 ottobre 1922]. Così anche Gesù insegnava: “Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”. (Gv.8,31-32).

 

A cura del Prof. GIORGIO NICOLINI - Via Maggini, 230 – 60127 ANCONA – Italia - Tel./Fax 071.83552b - Cell. 339.6424332

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TOTUS TUUS EGO SUM

 

LETTURA BIBLICA DEL GIORNO

DAL VANGELO SECONDO LUCA (1,26-38)

In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto».

 

La difesa della NOSTRA fede cristiana

 

LA “VENUTA” “MIRACOLOSA” a Loreto DELLA SANTA CASA DI NAZARETH

ove MARIA fu “concepita” “IMMACOLATA” nel grembo di Sant’Anna

SECONDO L’INSEGNAMENTO DEL GRANDE PONTEFICE BEATO PIO IX

Bolla “Inter omnia” del 26 agosto 1852

LA GRANDEZZA INCOMPARABILE DEL SANTUARIO DI LORETO

 

“Fra tutti i Santuari consacrati alla Madre di Dio, l’Immacolata Vergine, uno si trova al primo posto e brilla di incomparabile fulgore: la veneranda ed augustissima Casa di Loreto. Consacrata dai divini misteri, illustrata dai miracoli senza numero, onorata dal concorso e dall’affluenza dei popoli, stende ampiamente per la Chiesa Universale la gloria del suo nome, e forma ben giustamente l’oggetto di culto per tutte le nazioni e per tutte le razze umane. (…) A Loreto, infatti, si venera quella Casa di Nazareth, tanto cara al Cuore di Dio, e che, fabbricata nella Galilea, fu più tardi divelta dalle fondamenta e, per la potenza divina, fu trasportata oltre i mari, prima in Dalmazia e poi in Italia. Proprio in quella Casa la Santissima Vergine, per eterna divina disposizione rimasta perfettamente esente dalla colpa originale, è stata concepita, è nata, è cresciuta, e il celeste messaggero l’ha salutata piena di grazia e benedetta fra le donne. Proprio in quella Casa ella, ripiena di Dio e sotto l’opera feconda dello Spirito Santo, senza nulla perdere della sua inviolabile verginità, è diventata la Madre del Figlio Unigenito di Dio (Beato Pio IX, Bolla “Inter omnia” del 26 agosto 1852).

 

UNA DOMANDA FREQUENTE:   PERCHE’ A TERSATTO?... PERCHE’ AD ANCONA?... PERCHE’ A LORETO?...

 

LA DIVINA E PROVVIDENZIALE “PREPARAZIONE” NEI SECOLI

DEL PROFETIZZATO “TRIONFO” DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

 

LEONE XIII

(Lettera “Felix Lauretana Cives”, 23 gennaio 1894)

“…Dio volle a tal punto esaltare l’invocato nome di Maria

da dare compimento, in questo luogo (Loreto),

a quella famosa profezia: «Tutte le generazioni mi chiameranno beata»”…

 

Nazareth-Tersatto-Ancona-LORETO: la Casa Nazaretana del “Concepimento Immacolato di Maria” viene dagli “angeli” miracolosamente trasportata “in vari luoghi” “prescelti” e infine collocata stabilmente a Loreto.

LOURDES: Maria rivela a Santa Bernadetta e conferma il suo “privilegio”: “Io sono l’Immacolata Concezione”, che avvenne nella Santa Casa di Nazareth.

FATIMA: Maria rivela ai tre santi pastorelli che Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al suo Cuore “Immacolato” per pervenire al compimento del suo predetto “trionfo” futuro.

UNA DOMANDA FREQUENTE:   PERCHE’ A TERSATTO?... PERCHE’ AD ANCONA?... PERCHE’ A LORETO?...

Tersatto/LORETO-Ancona-MEDIUGORIE: Maria sta portando a compimento il futuro “trionfo” del suo Cuore Immacolato, “concepito” “Immacolato” nella Santa Casa di Nazareth (che ha “sostato” a Tersatto, Ancona e Loreto, luoghi da cui oggi “si deve” “necessariamente” passare o partire per andare a Mediugorie… perché?...).

 

… UN’ALTRA DOMANDA …

Perché  proprio il Beato PIO IX

(Giovanni Maria Mastai Ferretti, discendente della nobile famiglia dei Conti Ferretti di Ancona)

HA PROCLAMATO IL DOGMA DELL’IMMACOLATA?...

essendo egli (nato a Senigallia) di origine “anconitana”

ed avendo avuto come “ascendente di famiglia” e speciale “intercessore” e “protettore” presso Dio,  per lui e per la Chiesa,

il nobile Conte Gabriele Ferretti, l’anconitano e divenuto poi grande francescano  e Beato GABRIELE FERRETTI,

- Compatrono di Ancona, denominato L’ANGELO DI ANCONA -

cui appariva frequentemente proprio L’IMMACOLATA nel bosco di Capodimonte soprastante la città di Ancona?...

Nella verità del dogma “comunione dei santi”, chi può aver guidato il Beato Pio IX – dal Paradiso – anche nella proclamazione del dogma dell’Immacolata,

se non il suo grande ascendente il Beato Gabriele Ferretti, cui “appariva” sempre l’IMMACOLATA?...

in vista di eventi futuri da Tersatto/Loreto-Ancona-Mediugorie?... e per il “trionfo finale” del Cuore Immacolato di Maria?...

E’ una ipotesi di studio…

cfr. Sito Internet: www.lavocecattolica.it/gabrieleferretti.htm

 

Perché TERSATTO, LORETO, ANCONA, MEDIUGORIE

sono”proprio” tutte località “colleganti”  l’Occidente  e l’Oriente Europeo?...

 

“Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate… E disse loro: «Non capite ancora?»”

(Mc.8,18.21)

 

Beato PIO IX

Il 25 gennaio 1872 il Sommo Pontefice Beato Pio IX così diceva ai fedeli di tutte le nazioni riuniti intorno a lui: “La società è stata chiusa come in un labirinto da cui non potrà uscire senza la mano di Dio”. Nel giugno 1871 diceva ai giovani romani del Circolo San Pietro: “Poiché niente possiamo aspettarci dagli uomini, poniamo sempre la nostra speranza in Dio, il cui Cuore si prepara, mi sembra, a compiere, nel momento da lui scelto, un gran prodigio che riempirà il mondo di stupore”.

 

Messaggio da Mediugorie del 25 agosto 1991

“Cari figli, anche oggi vi invito alla preghiera, adesso come mai prima, quando il mio piano ha cominciato a realizzarsi. Satana è forte e desidera bloccare i progetti della pace e della gioia e farvi pensare che mio Figlio non sia forte nelle sue decisioni. Perciò vi invito, cari figli, a pregare e digiunare ancora più fortemente. Vi invito alla rinuncia durante nove giorni, affinché con il vostro aiuto sia realizzato tutto quello che voglio realizzare attraverso i segreti che ho iniziato a Fatima. Vi invito, cari figli, a comprendere l’importanza della mia venuta e la serietà della situazione. Desidero salvare tutte le anime e presentarle a Dio. Perciò preghiamo affinché tutto quello che ho cominciato sia realizzato completamente. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

 

 

 

LA “RIVELAZIONE SOPRANNATURALE”

DI SANTA CATERINA DA BOLOGNA

Nel “Rosarium” di Santa Caterina da Bologna (1413-1463), un testo redatto dalla Santa nel 1440 (circa trenta anni prima della narrazione stampata della “Translatio miraculosa” riportata dal Beato Giovanni Spagnoli, detto il Mantovano, e da Pier Giorgio di Tolomei, detto il Teramano), viene riportato “per rivelazione soprannaturale del Signore” la vicenda storica della “miracolosa traslazione” della Santa Casa di Nazareth.

Santa Caterina da Bologna in quel testo mostra di colloquiare direttamente con Gesù, apparsogli “per grazia”; ella infatti scrive: “In questo giorno (il 25 marzo 1440), tu, o Signore, hai rivelato a me, apparendomi per grazia… ”. Poi, dopo aver riportato “la rivelazione soprannaturale” che fra quelle Sacre Pareti della Santa Casa di Loreto la Vergine Maria fu “concepita” Immacolata ed ivi anche “nacque”, descrive sinteticamente le varie successioni del “trasporto angelico” della Santa Casa di Nazareth, secondo come “rivelatogli” da Gesù durante l’apparizione.

(testualmente): “Alla fine questa dimora, consacrata prima dai tuoi apostoli che vi hanno celebrato i divini misteri con miracoli, per l’idolatria di quella gente fu trasportata in Dalmazia da uno stuolo di angeli. Quindi, per le stesse e per altre ragioni, portarono questa degnissima chiesa in vari luoghi. Finalmente, portata dai santi angeli, fu collocata stabilmente a Loreto e posta nella provincia d’Italia e nelle terre della Santa Chiesa” (“Rosarium”, I Mist. Gaud., vv.73 ss.- Da una traduzione del testo latino pubblicata in “Messaggio della Santa Casa”, 2001, n.7, p.211).

                Si può dubitare di “una testimonianza” così straordinaria?… Santa Caterina da Bologna è l'unica Santa che, avendo il corpo incorrotto, rimane “seduta” da ormai sei secoli - contro ogni legge naturale - per un atto di obbedienza compiuto “dopo la sua morte”. Ciò è da tutti constatabile recandosi a visitarla direttamente a Bologna, in Via Tagliapietre n°23, presso il Monastero “Corpus Domini”. Si può, perciò, dubitare di questa Santa, riguardo alla verità del colloquio diretto avuto da lei con Gesù e a riguardo delle “rivelazioni” a lei fatte dal Signore, che confermano in modo straordinario la “tradizione” - ininterrottamente “approvata” dalla Chiesa - della “miracolosa traslazione” della Santa Casa ad opera degli spiriti celesti (o “angeli”)?

Dal breve testo di Santa Caterina si può, infatti, dedurre:

·         il motivo della traslazione della Santa Casa (l'idolatria delle popolazioni locali);

·         la miracolosità della traslazione (avvenuta per il ministero degli angeli);

·         il trasporto a Tersatto, in Dalmazia (nel 1291);

·         il trasporto “in vari luoghi” (come in Ancona, località Posatora, nel 1295, per nove mesi, e altrove);

·         la collocazione stabile a Loreto tra il 1295 e il 1296 (con tre traslazioni “in loco”: nel punto ove si trova ora la "traslazione" è del 1296);

·         il motivo della scelta (perché “terre della Santa Chiesa”).

 

 

“LA VENUTA”

OSSIA LA TRASLAZIONE MIRACOLOSA DELLA SANTA CASA

E IL TRASPORTO “IN VARI LUOGHI”

(come rivelato da Gesù a Santa Caterina da Bologna)

SECONDO LA TRADIZIONE E LA RELIGIOSITA’ POPOLARE

 

            Qualche anno fa, il 23 dicembre, mi trovai per caso a passare per Cascia, dove sostammo qualche ora per attendere l’orario della corriera che da Roma ci portava a Loreto. Era freddo e nella conca stretta della patria di Santa Rita, e molto più nei circostanti monti, vi era la neve. Eravamo sul mezzogiorno, il cielo era limpido e un lucente sole riscaldava sensibilmente gli angoli riparati della piccola cittadina. In uno di questi angoli vidi un ragazzo sui dodici anni che si godeva appunto i bei raggi del sole. Osservai che aveva una mano fasciata. Con senso di umanità mi avvicinai a lui e gli chiesi: “Che cosa ci hai fatto alla mano?”. “Mi sono ferito la notte del “passaggio””, mi rispose. Non capii; e gli domandai che cosa era questo “passaggio” di cui parlava. Egli mi guardò con una certa meraviglia e mi disse: “Ma lei non sa che il 10 dicembre è IL PASSAGGIO della Madonna di Loreto?”.

            In realtà la Festa della Traslazione della Santa Casa in Umbria si chiama la Festa del PASSAGGIO, come nelle Marche si dice invece la Festa della VENUTA. Così è infatti che la tradizione popolare vuole che la Santa Casa PASSASSE per l’Umbria prima di venire nelle Marche. Anche in Umbria in realtà si fa gran festa per il 10 dicembre: verso le ore tre antimeridiane suonano le campane, la gente si alza, e, se non può andare in chiesa, recita le Litanie Lauretane. In fatto di tradizioni popolari, mi si dice che, mentre la traslazione nelle Marche si qualifica con la parola “VENUTA” e nell’Umbria con quella di “PASSAGGIO”, in qualche zona della Toscana si chiama “IL GRAN TRAGITTO”.

            Questa radicatissima tradizione popolare, in gran parte dell’Italia Centrale, fa veramente riflettere; e a ben considerare non è altro che la riconferma della prodigiosa Traslazione della Santa Casa di Nazareth a Tersatto presso Fiume (1291) e da Tersatto sul Colle dei Lauri, a Loreto, nel 1294 (o 1296?...). In tale data sul colle fortunato apparve una modestissima cappella, costruita in pietra rozzamente tagliata, che prima non c’era, e che i bravi e intelligenti Recanatesi (i Loretani allora non c’erano), per le verifiche fatte e per i prodigi avvenuti, qualificarono per la Casetta natale della Vergine Maria.

            Tale fatto avvenne e tale tradizione si formò non già in epoca preistorica e nemmeno nel primo oscuro medioevo, ma nel medioevo luminoso, e proprio contemporaneamente all’Alighieri, tanto che allusivi a Loreto sono ritenuti i versi:

In quel loco fu’ io Pier Damiano

E Pietro Pescator fu nella Casa

Di nostra Donna in sul lito adriano (adriatico)

(Paradiso, XXI).

            In quello scorcio del secolo XIII si avevano bene gli occhi aperti e la Chiesa era ben presente nelle Marche con i suoi Vescovi e con i suoi visitatori; e quindi un inganno tanto colossale – se il fatto della traslazione non esistesse – sarebbe stato impossibile.

            Da allora sorse il prodigio di Loreto: si forma una Città, ove nulla esisteva; milioni e milioni di pellegrini affluiscono, anche dall’Estero; Papi e principi si rendono pellegrini a Loreto; sorge un magnifico poema d’arte, di rara bellezza e forza; i prodigi sono all’ordine del giorno, ieri come oggi; un centinaio di Santi confermarono quello che il popolo pensa e crede; i Papi confermarono in pieno la verità della traslazione, anche con una liturgia speciale.

            E’ questo il miracolo di Loreto, che dura ormai da quasi sette secoli.

            Dinanzi a questo continuato grandioso fenomeno religioso si sono inchinati i geni della nostra letteratura, e di Loreto, con senso di venerazione, parlano tra gli altri, oltre Dante, il Tasso, l’Aleardi nei “Fuochi dell’Appennino” e nell’“Ave Maria”, il Carducci e il D’Annunzio.

            Il Tasso, dopo la sua prigionia di Ferrara, peregrinò a Loreto, sia per ringraziare la Vergine, sia per ottenere perdono dei suoi trascorsi e ci lasciò i bei versi: “Il tuo splendor m’affida, o chiara Stella (Maria) – Stella, onde nacque la serena Luce (Cristo), - Luce di non creato e sommo Sole, - Sol, che non seppe occaso, e me rappella – teco da lunghi orrori, e mi conduce – all’Alta Rupe (Loreto), ov’in marmorea mole – l’umil tua Casa il mondo onora e cole”.

            In quest’ultimo periodo il movimento loretano anziché affievolirsi si è andato rafforzando. A nulla hanno approdato i negatori recenti, tanto partigiani da non degnarsi nemmeno di venire a esaminare con i propri occhi il venerando documento archeologico della Santa Casa, che pur prescindendo dai documenti storici, contiene in sé i dati della propria identità.

            Ad aumentare il movimento Lauretano hanno concorso particolarmente due fatti: i pellegrinaggi dei Treni Bianchi, organizzati dall’UNITALSI dal 1936, ed il documento di Benedetto XV che nel 1920 dichiarava la Vergine Loretana PATRONA PRINCIPALE DELL’AVIAZIONE DI TUTTO IL MONDO.

            Il sacro fascino della Vergine Lauretana, celeste viaggiatrice per la prodigiosa traslazione, ha dei riflessi anche in D’Annunzio, che il 10 Dicembre 1937 scriveva al Generale Valle quanto segue: “Oggi, dieci dicembre, ricorre la Traslazione della Santa Casa di Loreto, che nel primo ardore della guerra fu da me proposta (sic!) al riconoscimento degli Aviatori e dichiarata Tutelare degli Aviatori, in guerra ed in pace. Sono certo che in tutti i miei fedeli compagni vige l’onoranza alla Vergine Alata, che “in Dalmatiam prius, deinde in Agrum Lauretanum translata fuit”… Io oso oggi, ricordarti la data miracolosa perché tu richiami i nostri Aviatori a mirare irraggiate di tanta gloria votiva le acque dell’Adriatico nostro in perpetuo”…

            Le parole di D’Annunzio – a parte la sua interpretazione – valgono come espressione di un’ondata spirituale verso la Vergine Bruna, che, anziché affievolirsi, sempre più aumenta.

            Ritornerà il 10 Dicembre; dall’Appennino al mare, o ovunque nelle Marche, nell’Umbria, nella Toscana, nelle Montagne d’Abruzzo e altrove si accenderanno alla vigilia i fuochi o “i focaracci”, come li chiamano qui; verranno alte Dignità Ecclesiastiche e Civili; verranno gli Avieri a rendere corteo d’onore alla loro Celeste Patrona; verranno decine di migliaia di pellegrini, grati e imploranti, che nella loro fede grande e sincera e ardente spesso strappano dalla Vergine Bruna il prodigio.

            Questa è la realtà di ogni anno. Che pensarne? E’ il miracolo di Loreto che si perpetua ormai da quasi sette secoli.

Padre ANGELO MARIA D’ANGHIARI

(Dal libro monumentale “IL SANTUARIO DI LORETO”, pp.127-129, edito dalla “Congregazione Universale della Santa Casa, Loreto, 1957)

 

IL VALORE DELLA VITA NASCOSTA DI MARIA

NELLA SANTA CASA DI NAZARETH

portata “miracolosamente” a LORETO per “il ministero degli angeli”

 

SAN LUIGI GRIGNION DA MONTFORT

Trattato della VERA DEVOZIONE A MARIA

(Introduzione)

 

            Per mezzo della Santissima Vergine Maria Gesù Cristo venne nel mondo, ancora per mezzo di lei deve regnare nel mondo.

            Maria visse tanto nascosta da essere chiamata dallo Spirito Santo e dalla Chiesa Alma Mater, Madre nascosta e riservata. Fu così profondamente umile da non avere, sulla terra, attrattiva più forte e continua che di nascondersi a se stessa e ad ogni creatura per essere conosciuta da Dio solo.

            Per esaudirla nelle richieste che gli fece di tenerla nascosta, povera e umile, Dio si compiacque di non rivelarla quasi a nessuna creatura nel concepimento, nella nascita, nella vita, nei suoi misteri, nella risurrezione e nell'assunzione. I suoi stessi genitori non la conoscevano e gli angeli si chiedevano spesso l'un l'altro: «Chi è costei». L'Altissimo infatti, l'occultava ai loro sguardi e, se lasciava trasparire qualcosa di lei, infinitamente di più era quanto teneva segreto.

            Dio Padre ha consentito che non facesse miracolo durante la vita, almeno di quelli strepitosi, benché gliene avesse dato il potere. Dio Figlio ha consentito che i suoi apostoli ed evangelisti ne parlassero pochissimo, e solo quanto era necessario per far conoscere Gesù Cristo, benché fosse la sua fedele Sposa.

            Maria è l'eccellente capolavoro dell'Altissimo, che se ne riservò la conoscenza e il possesso. Maria è la madre mirabile del Figlio, che prese piacere ad umiliarla e nasconderla nel corso della vita per assecondarne l'umiltà chiamandola donna, come un'estranea, quantunque la stimasse e l'amasse nel suo cuore al di sopra di tutti gli angeli e gli uomini. Maria è la fonte sigillata e la Sposa fedele dello Spirito Santo, dove lui solo può entrare. Maria è il santuario e il riposo della Santa Trinità, dove Dio si trova in modo magnifico e divino più che in qualsiasi altro luogo dell'universo, non eccettuata la sua dimora sui cherubini e serafini. A nessuna creatura, anche se purissima, è permesso entrarvi senza uno speciale privilegio.

            Affermo con i Santi che la divina Maria è il paradiso terrestre del nuovo Adamo, dove questi si è incarnato per opera dello Spirito Santo per compiervi imperscrutabili meraviglie. È il mondo di Dio, grande e divino, dove si trovano bellezze e tesori ineffabili. È la magnificenza dell'Altissimo, dove questi nascose, come nel proprio seno, il suo unico Figlio, ed in lui tutto quanto egli ha di eccellente e di più prezioso. Oh! quante cose grandi e nascoste ha fatto Dio onnipotente in questa creatura mirabile, come lei stessa dovette ammettere nonostante la sua profonda umiltà: «Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente». Il mondo non le conosce, perché ne è incapace e indegno.

            I Santi hanno detto cose meravigliose di questa santa città di Dio e, stando alle loro stesse testimonianze, non sono mai stati così eloquenti e felici, come quando hanno parlato di lei. Proclamano perfino che l'altezza dei suoi meriti, da lei innalzati fino al trono della divinità, non si può scorgere; la larghezza della sua potenza, estesa perfino sopra un Dio, non si può capire; infine, la profondità della sua umiltà e di tutte le sue virtù e grazie, pari ad un abisso, non si può sondare. O altezza incomprensibile, larghezza ineffabile, grandezza smisurata, abisso insondabile!

            Ogni giorno, da un capo all'altro della terra, nel più alto dei cieli, nel più profondo degli abissi, tutto proclama, tutto divulga l'ammirabile Maria. I nove cori degli angeli, le persone di ogni sesso, età, condizione, religione, buoni e cattivi e persino i demoni sono costretti volentieri o no a proclamarla beata, in nome della verità. Tutti gli angeli nei cieli - dice San Bonaventura - le cantano incessantemente: «Santa, santa, santa Maria, Vergine Madre di Dio». E milioni e milioni di volte, ogni giorno, le rivolgono il saluto angelico «Ave Maria...», mentre si prostrano dinanzi a lei e chiedono il favore d'essere onorati di un suo comando. «San Michele stesso - dice sant'Agostino -, benché principe di tutta la Corte Celeste, è il più zelante nel renderle e farle rendere ogni sorta di omaggi, sempre in attesa di avere l'onore di volare, ad un suo cenno, in soccorso di qualcuno dei suoi servi».

            Tutta la terra è piena della sua gloria, particolarmente fra i cristiani, dai quali è scelta quale patrona e protettrice di parecchi regni, province, diocesi e città. Quante cattedrali consacrate a Dio, sotto il suo nome! Non c'è chiesa che non abbia un altare in suo onore; non regione, non contrada, dove non si trovi qualcuna delle sue miracolose immagini, davanti alle quali si guarisce da ogni male e si ottiene ogni bene. Quante confraternite e congregazioni in suo onore! Quanti istituti religiosi sotto il suo nome da sua protezione!  Quanti confratelli e consorelle di tutte le pie associazioni, religiosi e religiose di tutti gli Ordini, pubblicano le sue lodi e annunciano le sue misericordie!

            Non c'è nemmeno un bambino che, balbettando l'Ave Maria, non la lodi. Non c'è un peccatore che, sebbene ostinato, non abbia in lei qualche scintilla di speranza. Non c'è neppure un solo demonio nell'inferno che, temendola, non la rispetti.

 

 

LA STORIA DELLA SANTA CASA

INCISA SUL RIVESTIMENTO MARMOREO

PER VOLERE DEL SOMMO PONTEFICE CLEMENTE VIII

All’interno del Santuario di Loreto, sul rivestimento marmoreo della Santa Casa (lato Nord-Est) si può leggere incisa la sottostante iscrizione di Papa Clemente VIII,  che “definisce” con tale attestazione e con la sua autorità apostolica sia l’autenticità della reliquia nazaretana che l’autenticità della miracolosità della traslazione angelica.

 

Ospite cristiano che qui venisti o per devozione o per voto, ammira la Santa Casa Loretana venerabile in tutto il mondo per i misteri divini e per i miracoli. Qui nacque Maria SS. Madre di Dio, qui fu salutata dall’Angelo, qui s’incarnò l’eterno Verbo di Dio. Questa gli Angeli trasferirono dalla Palestina, la prima volta in Dalmazia, a Tersatto, nell’anno 1291 sotto il pontificato di Nicolò IV. Tre anni dopo, nel principio del Pontificato di Bonifacio VIII, fu trasportata nel Piceno, vicino alla città di Recanati, in una selva, per lo stesso ministero angelico, ove, nello spazio di un anno, cambiato posto tre volte, qui ultimamente fissò la sede già da 300 anni. Da quel tempo commossi i popoli vicini di sì stupenda novità ed in seguito per la fama dei miracoli largamente divulgata, questa Santa Casa ebbe grande venerazione presso tutte le genti, le cui mura senza fondamenta, dopo tanti secoli, rimangono stabili e intere. Fu cinta da marmoreo ornato da Clemente VII l’anno 1534. Clemente VIII P.M. ordinò che in questo marmo fosse descritta una breve storia dell’ammirabile Traslazione l’anno 1595. Antonio M. Gallo Cardinale, Vescovo di Osimo e Protettore di Santa Casa, la fece eseguire. Tu, o pio pellegrino, venera con devoto affetto la Regina degli Angeli e la Madre delle grazie, affinché per i suoi meriti e preghiere, dal Figliolo dolcissimo, autore della vita, ti ottenga perdono delle tue colpe, la santità corporale e le gioie della eternità.

 

Nella notte della Veglia della “VENUTA MIRACOLOSA” della Santa Casa di Nazareth a Loreto, tra il 9-10 dicembre 2005, l’Arcivescovo di Loreto Mons. Gianni Danzi ha letto la seguente “parziale” preghiera inviatagli dal Santo Padre Benedetto XVI per l’occasione, mancante di una parte, che è stata omessa…

 

Testualmente, dalla trasmissione in diretta di TELEPACE, le parole e la preghiera di Mons. Gianni Danzi, Arcivescovo di Loreto:

 

Questa è parte della preghiera che Benedetto XVI ha fatto per la Madonna di Loreto perché la si reciti nel Santuario e nelle case:

 

Santa Maria, Madre di Dio, ti salutiamo nella tua casa.

         Qui l’arcangelo Gabriele ti ha annunciato che dovevi diventare la Madre del Redentore; che in te il Figlio eterno del Padre, per la potenza dello Spirito Santo, voleva farsi uomo.

         Qui dal profondo del tuo cuore hai detto: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto” (Lc.1,38). Così in te il Verbo si è fatto carne (Gv.1,14).

         Santa Madre del Signore, aiutaci a dire “sì” alla volontà di Dio anche quando non la comprendiamo. Aiutaci a fidarci della Sua bontà anche nell’ora del buio. Aiutaci a diventare umili come lo era il tuo Figlio e come lo eri tu. Proteggi le nostre famiglie, perché siano luoghi della fede e dell’amore; perché cresca in esse quella potenza del bene di cui il mondo ha tanto bisogno. Proteggi il nostro Paese, perché rimanga un Paese credente; perché la fede ci doni l’amore e la speranza che ci indica la strada dall’oggi verso il domani. Tu, Madre buona, soccorrici nella vita e nell’ora della morte. Amen.

 

NOTA ALLA PREGHIERA DEL PAPA BENEDETTO XVI,  parzialmente resa pubblica nella trasmissione in diretta di Telepace

In attesa di ricevere il testo intero”ufficiale” di questa preghiera del nuovo Sommo Pontefice, si segnala, in ogni caso, dal “testo parziale” trasmesso da Telepace, che il Santo Padre “riconosce” espressamente  che le Sante Pareti venerate a Loreto sono proprio la “Santa Casa” di Maria (“ti salutiamo nella tua casa”), cioè quella che era proprio a Nazareth. Perciò, anche nell’opinione del nuovo Sommo Pontefice, già dalle brevi parole fatte conoscere dell’intera preghiera, a Loreto non ci sono  delle semplici “sante pietre” portate dagli uomini e “riassemblate” e “ricostruite” a Loreto dagli uomini: perché, altrimenti non sarebbe più “la Santa Casa” come era “realmente” a Nazareth, ove avvenne l’annuncio dell’angelo a Maria e l’Incarnazione del Figlio di Dio…

 

 

+ CORRISPONDENZE CON “LA VOCE” *

 

Mi scuso con quanti mi scrivono e a cui non posso rispondere in tempi brevi a causa dell’impossibilità di gestire una corrispondenza talvolta troppo elevata. Per richieste di risposte urgenti si prega di utilizzare il telefono, per poter rispondere e parlare direttamente “a voce” (Tel. 071.83552 - Cell. 339.6424332). Ringrazio quanti mi hanno già scritto, a cui cercherò di rispondere appena possibile.         Prof. Giorgio Nicolini   -   giorgio.nicolini@poste.it

 

RIGUARDO ALLA “QUESTIONE LAURETANA”

 “Sia il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno”

(Mt.5,37)

… CONTINUANDO IL COLLOQUIO DELL’UDIENZA dell’8 novembre 2005 con l’Arcivescovo di Loreto …

ALLA VIGILIA DELLA FESTA DELLA TRASLAZIONE “MIRACOLOSA”

DELLA SANTA CASA DI NAZARETH A LORETO

 

 

SI PORTA A CONOSCENZA

LA LETTERA DI MONS. GIANNI DANZI,

ARCIVESCOVO DI LORETO,

AL PROF. GIORGIO NICOLINI

leggibile collegandosi all’Indirizzo Internet www.lavocecattolica.it/vescovo.loreto.htm

in riferimento alla

“DENUNCIA PUBBLICA” DELLE FALSIFICAZIONI STORICHE E DOCUMENTALI

OPERATE DAL DIRETTORE DELLA “CONGREGAZIONE UNIVERSALE DELLA SANTA CASA”

E DA ALTRI AUTORI

leggibile collegandosi all’Indirizzo Internet www.lavocecattolica.it/24novembre2005.htm

 

CON LA SUCCESSIVA RISPOSTA DEL PROF. GIORGIO NICOLINI

INVIATA AL SEGRETARIO DELL’ARCIVESCOVO MEDIANTE POSTA ELETTRONICA 

 

 

LA LETTERA DELL’ARCIVESCOVO DI LORETO

 

Mons. GIANNI DANZI

Arcivescovo Prelato di Loreto

Delegato Pontificio per il Santuario della Santa Casa

Loreto, 28 novembre 2005

Egregio Prof. Nicolini

            vengo a comunicarLe alcune considerazioni quale compimento  dell’incontro avuto con lei recentemente.

            La tradizione del trasporto della Santa Casa da Nazareth a Loreto è un fatto storico e non di fede e, quindi, è oggetto di libera e responsabile ricerca da parte degli studiosi.

            Giovanni Paolo II, l’8 dicembre 1988, in una riflessione lauretana, ha affermato che le “tradizioni” sulla “miracolosa traslazione” della Santa Casa di Nazareth “sono tuttora oggetto di studio e di analisi da parte di storici e di mariologi”.

            Nella Lettera per il VII Centenario Lauretano, datata 15 agosto 1993, lo stesso pontefice ha dichiarato di lasciare, “come è doveroso, piena libertà alla ricerca storica di indagare sull’origine del Santuario e della tradizione lauretana”.

            Egli stesso, pur accogliendo esplicitamente o implicitamente la tradizione della Santa Casa di Nazareth a Loreto, mai ha fatto il minimo cenno al suo trasporto miracoloso per ministero angelico.

            Pertanto, ognuno è libero di argomentare e difendere la propria tesi e nessuno vieta che si possa ritenere l’antica tradizione della traslazione angelica, ma è altrettanto vero che nessuno può imporla come pensiero della Chiesa. Né si possono portare a prova del fatto miracoloso le visioni o le rivelazioni private di santi e di sante, le quali in ambito di critica storica non hanno valore probativo.

            Né si deve sottacere che la tradizione della traslazione angelica ha subìto una gravissima crisi alla fine del secolo XIX e agli inizi del XX, soprattutto con lo studio di Ulisse Chevalier (Notre Dame de Lorette – Etude historique critique, Paris 1906), la cui negazione del fatto miracoloso è stata accolta quasi universalmente dalla critica storica cattolica.

            L’ipotesi proposta dal Santuario di Loreto, tramite la Congregazione Universale della S. Casa, è basata su solide basi archeologiche, filologiche e storiche, ed è sempre stata approvata dalla rispettiva e competente autorità ecclesiastica, la quale, nei saggi di maggiore impegno scientifico, ha sempre fatto precedere una Presentazione firmata, come ognuno può constatare.

            Per altro, anche nelle sintesi più diffuse, sempre in primo luogo viene illustrata la tradizione antica e nobile del trasporto angelico della Santa Casa e poi viene proposta, solo e sempre come ipotesi, una diversa lettura critica dell’evento.

            Si può anche osservare che il cardinale Joseph Ratzinger, quand’era Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, in un’omelia tenuta a Loreto l’8 settembre 1991, tra l’altro disse: “La fede ci fa “abitare”, ma ci fa anche “camminare”. Anche su questo punto la Casa nazaretana conserva un insegnamento importante. Quando i crociati hanno trasferito le pietre della Casa nazaretana dalla Terra Santa qui sulla terra italiana, hanno fissato il nuovo posto della Casa sacra su una strada”.

            Questa affermazione assume un’autorevolezza maggiore se si considera che la citata omelia, insieme ad altri scritti lauretani – in vista di una pubblicazione, ormai di prossima divulgazione – è stata sottoposta all’augusta approvazione di Benedetto XVI, dopo la sua elezione a Sommo Pontefice.

            Alla luce di tali considerazioni posso ritenere che la Congregazione Universale della S. Casa e i responsabili del Santuario Lauretano si stiano comportando correttamente e in piena armonia con l’autorità ecclesiastica nelle sue più alte espressioni.

            Distinti saluti.

Mons. GIANNI DANZI

Arcivescovo-Delegato Pontificio di Loreto

 

Il testo originale è leggibile collegandosi all’Indirizzo Internet www.lavocecattolica.it/vescovo.loreto.htm

 

 

LA RISPOSTA “PUBBLICA”

DEL PROF. GIORGIO NICOLINI

IN OBBEDIENZA AD UNA OBBLIGAZIONE DI COSCIENZA

PER AMORE DELLA GIUSTIZIA

 

“Se il tuo fratello commette una colpa, và e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ti ascolterà, prendi con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà neppure costoro, dillo all'assemblea…” (Mt.18,15-17).

 

«Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la pone sotto un letto; la pone invece su un lampadario, perché chi entra veda la luce. Non c'è nulla di nascosto che non debba essere manifestato, nulla di segreto che non debba essere conosciuto e venire in piena luce. Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha sarà dato, ma a chi non ha sarà tolto anche ciò che crede di avere… Se uno ha orecchi per intendere, intenda!» (Lc.8,16-18; Mc.4,23).

 

Ciò che il Prof. Giorgio Nicolini aveva scritto a Mons. Angelo Comastri, Arcivescovo di Loreto,

nella Lettera del 1° novembre 2004

Il testo originale è leggibile collegandosi all’Indirizzo Internet www.lavocecattolica.it/lettera.mons.comastri.htm

e ricordato e ribadito allo stesso Padre Giuseppe Santarelli leggibile all’indirizzo Internet  www.lavocecattolica.it/17novembre2005.htm

…(omissis)…

“Per questo Le ho scritto sopra di poter avere da Lei un’Udienza personale, a motivo di “un vero problema di coscienza”, cioè al fine di poterLe “mostrare” e “dimostrare” quanto qui - e nel mio studio allegato - affermo “con gravità”, e che mi pone in un problema di coscienza non più dilazionabile, perché - debbo ancora qui aggiungere con sincero e profondo dolore e chiedendoLe umilmente “perdono” del mio ardire - se non cessa tale “arbitrio” dal Santuario Lauretano e venisse concesso ancora “l’imprimatur” a pubblicazioni con i contenuti “falsificati” sopra denunciati sarò, d’ora in avanti, “obbligato nella mia coscienza” - dopo l’avvenuta pubblicazione in Internet del mio scritto (per il quale tanti mi scrivono e mi chiedono ulteriori spiegazioni) - a dover “pubblicamente” “dimostrare” e “sconfessare” “punto per punto” “le falsificazioni” che vengono fatte passare “per vere” (in “buona fede” o “in mala fede”: giudicherà Dio!…) ormai da un ventennio (citando testi, e nomi e cognomi) e che sono state pubblicate da vari autori, ma soprattutto ad opera del Padre Giuseppe Santarelli, sia nel “Messaggio della Santa Casa” che in libri usciti dalla “Congregazione Universale della Santa Casa”. Ma se fossi costretto a ciò si metterebbe in cattiva luce il Santuario stesso e chi lo custodisce e si recherebbe anche maggiore scandalo presso “i fedeli”, che già in tanti, lungo gli anni, nel sentire talvolta le mie spiegazioni - ora pubblicamente leggibili in Internet -, talvolta mi hanno detto addolorati: ma dove sono i Superiori?perché danno “l’imprimatur”?… perché non lo impediscono?… Mi fu chiesto più volte negli scorsi anni anche di scrivere un libro di “confutazioni” al riguardo, ma io non ne ho mai avuto i mezzi finanziari per farlo né ho mai trovato appoggio in alcuno, né da parte di Case Editrici né da parte degli ambienti ecclesiali. Solo con l’avvento di INTERNET (che può raggiungere migliaia e milioni di persone in pochi istanti) mi è stato ora reso possibile in modo autonomo e a costi minimi (ma per le mie esigue possibilità sempre assai onerosi!) pubblicare tutto quanto ho già fatto e potrò continuare a fare in futuro. Negli anni passati mi sono solo potuto adoperare - con carità, umiltà e rispetto - presso lo stesso Padre Santarelli, a voce e per iscritto, perché “comprendesse” gli “errori” delle sue “documentazioni” e “argomentazioni” e cessasse dallo scrivere e pubblicare le sue “ipotesi” “false”, che “ha confuso” e “deviato” da tanti anni la Chiesa intera e la stessa opinione pubblica mondiale riguardo alla “questione lauretana”. Ma non sono stato da lui ascoltato”.

…(omissis)…

Il testo originale è leggibile collegandosi all’Indirizzo Internet www.lavocecattolica.it/lettera.mons.comastri.htm

e ricordato e ribadito allo stesso Padre Giuseppe Santarelli leggibile all’indirizzo Internet  www.lavocecattolica.it/17novembre2005.htm

 

 

IL MESSAGGIO DI RISPOSTA

INVIATO AL SEGRETARIO DELL’ARCIVESCOVO DI LORETO

(con aggiunte esplicative posteriori)

 

----- Original Message -----

From: giorgio.nicolini@poste.it

To: ….. (omissis) ….

Sent: Thursday, December 01, 2005 5:34 PM

Subject: In riferimento alla lettera di Mons. Danzi

 

Ancona, 1° dicembre 2005

Carissimo Padre Stefano,

            faccio seguito a quanto ti ho già riferito stamane per telefono, per chiarire ulteriormente “il problema vero” che io ho sollevato presso Mons. Gianni Danzi (come a precedenti Autorità Ecclesiastiche) e che, dalla lettera pervenutami da Sua Ecc.za, con data 28 novembre 2005, risulta ancora del tutto “non compreso”. Egli infatti mi ha risposto su una questione della quale io non ho mai trattato.

            Mons. Danzi, infatti, mi ha risposto in riferimento alla “correttezza” degli operatori del Santuario, cosa che io non ho mai messo in discussione e che anch'io ho sempre riconosciuto come del tutto ineccepibile dal punto di vista “canonico” e “formale”.

            La mia “denuncia” però non riguarda tale aspetto. Infatti il “punctum dolens” riguarda proprio la concessione dell'IMPRIMATUR a testi che sono - e te lo confermo ancora con PIENA COSCIENZA DAVANTI A DIO - del tutto “falsificati” proprio dal punto di vista “storico” e persino “canonico” (cioè, la “falsificazione di documenti ecclesiali” come i pronunciamenti dei Papi) e che né Mons. Capovilla (all'origine) né Mons. Comastri (ultimamente) ebbero modo di vagliare in maniera accurata e con una specifica competenza storica personale. Essi concessero tali “imprimatur” “in totale buona fede”, cosa che invece manca - e lo dico con sincero dolore - nel Padre Santarelli.

            L'IMPRIMATUR delle Autorità Ecclesiastiche, caro Padre Stefano, garantisce soltanto il fatto che nei testi di Padre Santarelli (e di altri) non ci siano contenuti contro la fede e la morale; ma tale “imprimatur” non riguarda “la verità” dei documenti come tali, la cui responsabilità ricade solo sull'autore che li riporta. 

            E' ovvio che un Vescovo dovrebbe avere “l'avvertenza” di far fare una verifica più approfondita e coscienziosa quando un libro riporta delle “ipotesi” che si discostano “totalmente” dagli insegnamenti secolari dei Sommi Pontefici su un evento così “eccezionale” e “universale” come “la verità storica” delle “miracolose traslazioni della Santa Casa” di Nazareth: e in questo - perdonami la franchezza - c'è stata “leggerezza”. Come ci sarà ancora “leggerezza” anche da parte di Mons. Danzi se egli concedesse l'IMPRIMATUR agli stessi testi che io ho già “denunciato” anche a lui come “falsi” e che in questi mesi ho chiesto ripetutamente di poter avere la possibilità di dimostrargli, e che - comunque - farò in ogni caso, attraverso Internet, in OBBEDIENZA ALLA MIA COSCIENZA.

            Alcune “falsificazioni” - come in quella dei libretti che vengono offerti ai pellegrini all'ingresso del Santuario - le ho mostrate anche a te, e Le ho fornite anche a Mons. Danzi nei documenti che gli lasciai nell'Udienza dell'8 novembre scorso (come in altri testi fattigli pervenire nei mesi precedenti), ma forse egli non se ne è avveduto.

            Tutto ciò che ho fatto fino ad oggi è stata una “carità” continua verso il Padre Santarelli, verso i Vescovi e verso la Chiesa e che - credimi - è al di sopra delle mie forze, privo come sono di ogni mezzo…

            Vorrei che facessi presente a Mons. Danzi che non c'è alcuna polemica in tutto ciò che ho fatto, che faccio e che farò, ma solo ed esclusivamente L'AMORE PER LA VERITA', L'AMORE PER LA CHIESA, L'AMORE PER LA SALVEZZA DELLE ANIME, compresa quella di Padre Santarelli, che sulla “questione lauretana” è stato - e pesa bene la parola - UN FALSIFICATORE, anche se forse all'inizio fu “in buona fede”. Ma ora - dopo i miei diversi incontri personali e i molti scritti di “chiarimento” con lui - non può più dichiararsi “in buona fede”… Dicendo questo forse gli manco di rispetto?... O non lo sto forse - con tutta la carità - aiutando ad uscire da uno stato di “GRAVE PECCATO” CONTRO LA VERITA', di cui dovrà rendere conto davanti a Dio?...

            Il fatto che il Card. Ratzinger - che io stesso ebbi la gioia e la provvidenziale opportunità di poter incontrare e di poter brevemente parlarci “personalmente”, e di lasciargli una petizione sulla “questione lauretana” il 23 febbraio u.s., in Vaticano - … il fatto che egli abbia scritto nel 1991 quel riferimento al “trasporto” mediante “i crociati” è “del tutto sbagliato” dal punto di vista storico, perché “ingannato” - sempre in totale buona fede - proprio dagli scritti (“molto sofisticati”) del Padre Santarelli e da chi lo ha seguito nei suoi “falsi” studi storici. Se poi egli “confermasse” tale sua valutazione, ora, da Sommo Pontefice, sarebbe solo UN DOLORE IN PIU' che verrebbe dato alla Vergine Maria e al Signore Gesù, anche se - da parte dell’amatissimo Santo Padre – sarebbe ancora in “totale buona fede” e quindi “senza alcuna colpa personale”. E non è mancanza di rispetto ciò che scrivo, ma UN PROFONDO AMORE VERSO DIO, VERSO MARIA, VERSO LA CHIESA, VERSO IL PAPA, VERSO LA VERITA'.

            Il Papa è “infallibile” solo quando parla “ex-cathedra”, in questioni attinenti la fede e la morale e non nella “storiografia”. Lo stesso Benedetto XVI, per questioni ben più gravi, disse lo scorso 25 luglio in Val d’Aosta: “Nella storia della Chiesa, in forme diverse, ci sono sempre state questioni che ci tormentano realmente: cosa possiamo fare? (…) Vorrei rispondere che il Papa non è un oracolo, ed è infallibile in situazioni rarissime, come sappiamo… Ma tutti insieme vogliamo (…) affrontare i problemi attraverso la sofferenza, perché la sofferenza è la via della trasformazione e senza di essa nulla si trasforma. Questo è il significato della parabola del chicco di grano caduto in terra”.

            Il fatto che l’amatissimo e “dolce Cristo in terra”, il Sommo Pontefice Benedetto XVI, possa avere avuto dei “consiglieri” - come mi hai detto per telefono - che gli abbiano indicato di ribadire lo stesso discorso dell'omelia del 1991, vuole solo dire che anche tali consiglieri - evidentemente non sufficientemente competenti in materia - “si sono sbagliati” nel consigliarlo, senza giudicarne con ciò, in alcun modo, la loro soggettiva “buona fede”. Tuttavia se ciò avvenisse davvero (e spero vivamente di no!) arrecherebbe un grande danno alla “verità” sulla “questione lauretana”, come avevo tentato di informare Sua Santità con la mia Lettera del 19 giugno scorso, accompagnata da tante documentazioni inviategli.

            Scrissi infatti al Santo Padre, il 19 giugno scorso: «Volevo informarLa, in proposito, che proprio in questi giorni è uscito il nuovo numero de “Il Messaggio della Santa Casa” (l’organo ufficiale della “Congregazione Universale della Santa Casa”), che Le invio in allegato con la presente lettera, ove viene pubblicata l’Omelia che Lei tenne nella Basilica Lauretana l’8 settembre 1991, in occasione del gemellaggio della città bavarese di Altotting con Loreto. Tale Omelia, ora che Lei è il “Sommo Pontefice”, può avere - come è facilmente intuibile - una risonanza ingannevole (...), e può costituire “una pretestuosa conferma” riguardo alla “falsificazione storica” operata, di cui all’epoca Lei non era ancora a conoscenza, e che ora può indurre molti in errore... ».

            Stamane, in proposito, avevo parlato per telefono con il Segretario di Sua Santità Benedetto XVI, il quale mi ha detto che i miei scritti inviati al Santo Padre nel giugno scorso, a “dimostrazione correttiva” di quella Sua Omelia del 1991, non gli risultano essere pervenuti al Santo Padre: egli infatti riceve centinaia di lettere e di pacchi, ogni giorno, e, ovviamente, ora non può più occuparsi di tutto. Per “la questione lauretana” il Segretario mi ha perciò detto di rivolgermi solo ed esclusivamente al Vescovo di Loreto. Cosa che faccio - inutilmente - da anni e anni. Mi sono rivolto anche ad altri Vescovi e infine alla Conferenza Episcopale Marchigiana, attraverso il mio Vescovo di Ancona, il 16 marzo 2005. Ma ancora non mi è stato reso possibile “esporre” a nessuna Autorità Ecclesiastica “le falsificazioni” che denuncio, permanendo perciò “la confusione”. La potrò ottenere questa possibilità da Sua Ecc.za Mons. Danzi?...

            In ogni caso lo farò - se Dio me ne darà la forza e la salute (che non ho) - attraverso Internet, così come ti ho detto per telefono, nel giro di uno/due anni. In merito, ti ho già detto che due terzi dell'ultimo libro “LA SANTA CASA DI LORETO” (edizione 2003) del Padre Giuseppe Santarelli, Direttore della “Congregazione Universale della Santa Casa”, è del tutto “falsificato”, sia dal punto di vista storico che da quello documentale e a te ne avevo già anche indicate delle pagine intere in un nostro precedente incontro.

            A riguardo, in proposito, anche della lettera scrittami da Mons. Danzi essa non può non avere avuto “l'ispirazione” direttamente dal Padre Santarelli, perché in alcune espressioni ci sono dei riferimenti a delle obiezioni che può conoscere solo il Padre Santarelli, al quale le avevo fatte “personalmente” e che Mons. Danzi non poteva conoscere.

            Vorrei a tale riguardo che precisassi anche a Mons. Danzi che il riferimento a Ulisse Chevalier è assai infelice, perché quel canonico francese fu uno dei più acerrimi nemici della Santa Casa di Loreto, ove egli mai vi mise piede, ed operò anche lui una “falsificazione” e “in mala fede” della Storia Lauretana, e che è stata già lungamente e ampiamente confutata da successivi scrittori ecclesiastici, tanto che i Sommi Pontefici dell’epoca (come i Papi San Pio X, Benedetto XV e Pio XI) “ribadirono” - contro lo Chevalier – “la verità” delle “traslazioni miracolose” della Santa Casa.

            Benedetto XV, in proposito, volle proprio proclamare la Vergina Lauretana “PATRONA DELL'AVIAZIONE” confermando “espressamente”, con la sua Autorità Apostolica, la “verità” “storica” della “traslazione miracolosa”, ad opera degli “angeli del Cielo”, che, “in volo”, portarono la Santa Casa “in vari luoghi”, e infine a Loreto. Tutto ciò costituisce un patrimonio inestimabile e ineludibile dell’intera Chiesa Cattolica, che è “dissacrante” smentire o abbandonare.

            Tieni anche presente che Ulisse Chevalier, con la sua grande raccolta di documenti fatta per tentare di abbattere “la verità” della presenza della Santa Casa di Nazareth a Loreto, e quindi di abbattere anche “la verità” della sua “miracolosa traslazione”, fece - al contrario di quanto asserisce Mons. Danzi - un grande servizio alla “causa lauretana”, poiché rese possibile il ritrovamento di documenti (per il periodo 1531-1900) altrimenti introvabili e dei quali ben 529 (cinquecentoventinove) risultarono, in realtà, “favorevoli” alla “verità” della “traslazione miracolosa” e quindi della “reale presenza” a Loreto della Santa Casa di Nazareth. Quelli “contrari”, invece, erano appena 6 (sei)!... (cfr. Clemens Henze, Andiamo a Loreto!, Marietti, 1954, pag.52).

            Come mi può scrivere, perciò, Mons. Danzi: Né si deve sottacere che la tradizione della traslazione angelica ha subìto una gravissima crisi alla fine del secolo XIX e agli inizi del XX, soprattutto con lo studio di Ulisse Chevalier (Notre Dame de Lorette – Etude historique critique, Paris 1906), la cui negazione del fatto miracoloso è stata accolta quasi universalmente dalla critica storica cattolica”?....

            Tutto ciò è “privo di ogni fondamento” ed è vero invece tutto il contrario!... E credo che di tutto ciò Mons. Danzi sia stato “male informato” proprio dal Padre Santarelli, perché nell’Udienza dell’8 novembre scorso, mi aveva dichiarato – alla tua presenza – che egli non aveva la conoscenza per una valutazione competente sulla “questione lauretana”.

            La verità, invece, è che si discusse a lungo, all’epoca, solo sull’autorizzazione concessa dal Maestro dei Sacri Palazzi al Canonico Ulisse Chevalier a proposito della pubblicazione della sua opera nel 1906. E’ da precisare, al riguardo, che il Maestro dei Sacri Palazzi si rifiutò sempre di concedere l’Imprimatur ufficiale, ma si accontentò solo di parole di compiacimento, dicendo che l’opera dello Chevalier non intaccava la devozione né la pietà dei fedeli in quanto che la credenza nella Traslazione miracolosa della Santa Casa non costituiva articolo di fede.

            Tuttavia subito il Segretario di Stato di San Pio X, il Card. Merry Del Val, si interessò della questione e in una lettera indirizzata ad un Sacerdote della Santa Casa così si esprimeva: “Per quanto concerne la recente pubblicazione del Can. Chevalier, l’intervento del Maestro dei Sacri Palazzi non è affatto piaciuto a Sua Santità. A questo proposito Sua Santità non ha nascosto a nessuno il dispiacere avutone e mi incarica di manifestarvelo pubblicamente; da tale premessa voi dedurrete facilmente che in questo caso, le parole del R. P. Maestro non possono mettere nessun ostacolo a ulteriori ricerche e a lavori di confutazione”.

            San Pio X rimase, perciò, assai addolorato per quello che venne definito “un ingiurioso attentato alla Santa Casa e alla fede semplice dei devoti della Madonna di Loreto”, e intervenne direttamente un mese dopo la pubblicazione del volume dello Chevalier, con il Breve “Cum sicut accepimus”, ove concesse nuovi favori ai pellegrini e agli iscritti alla “Congregazione Universale della Santa Casa” che zelano in tutto il mondo la devozione e l’onore della Vergine Lauretana dando anche opera ad abbellire sempre più il tempio che racchiude la Casa di Maria. Il Santo Pontefice estese pure l’Indulgenza Plenaria del 10 Dicembre al decimo giorno di ogni mese di tutto l’anno. Ciò fu una protesta silenziosa e un’efficace riparazione allo scandalo e allo scompiglio prodotti dal libro dello Chevalier.

            Inoltre, sotto il suo Pontificato, e precisamente il 1° agosto 1913, il Vescovo di Loreto Alfonso Maria Andreoli rilasciò il Decreto di fondazione del “Collegio di Difesa della Santa Casa”. Il Collegio fu fondato proprio allo scopo di opporsi all’ondata di scetticismo che cercava di scardinare le basi del mondo soprannaturale e che si era abbattuta anche sulla veneranda Tradizione Lauretana. Secondo lo Statuto “l’ufficio particolare dei difensori doveva essere la difesa storica, compiuta con la parola e con la penna, dell’antichissima e certa tradizione Loretana”.

            Ti riporto qui, in proposito, caro Padre Stefano, un testo del Padre Bartolomeo Maria Bechis, riportato in modo “letterale” (cioè, non sono “mie” parole, ma del suddetto Padre), confrontabile nell’originale agli indirizzi Internet www.lavocecattolica.it/libro.santuario.170.htm  e  www.lavocecattolica.it/libro.santuario.171.htm

            Il Padre Bartolomeo Maria Bechis, C.M., nello stupendo libro “monumentale” “IL SANTUARIO DI LORETO” (di pp.512, scritto in collaborazione tra 30 studiosi assai competenti e validissimo ancor oggi), scriveva a riguardo degli scritti dello Chevalier (cfr. pp.170-171): “E noi ci domandiamo, fin d’ora, con che pudore, scrittori che osano dirsi cattolici, ostentino poi tanta noncuranza, per non dire disprezzo, per l’unanime affermazione della Suprema Autorità della Chiesa di Cristo, i cui limiti non sta certo a noi definire, e che può certamente contare – anche per gli altri atti che non riguardano il depositum fidei – su di una speciale assistenza dello Spirito Santo; come questi autori, basandosi su argomenti, solo e sempre negativi e su documenti monchi, e interpretati con frasi isolate e quasi sempre in mala fede, giungano a tanta superba improntitudine di affermare con Gean Cuitton che nessun uomo accorto può più sostenere l’autenticità della Santa Casa e, con Henri Leclercq, che il libro dello Chevalier su Loreto è un’opera definitiva, e che d’ora in poi si è dispensati di leggere le produzioni letterarie, che senza dubbio continueranno a presentare la difesa di una leggenda in nome della storia” (cfr. pp.170-171 del Padre Bartolomeo Maria Bechis, C.M., nello stupendo libro “monumentale” “IL SANTUARIO DI LORETO”, edito dalla “Congregazione Universale della Santa Casa”, Loreto, 1957, avente l’IMPRIMATUR - in data 15 dicembre 1957 - di Mons. Gaetano Malchiodi, Vescovo titolare di Cana, 1° Vicario della Pontificia Amministrazione Lauretana (dal gennaio 1935).

            Non è perciò neanche vero ciò che mi scrive Mons. Danzi, riguardo al fatto che nessuno può imporre LA TRASLAZIONE MIRACOLOSA come “PENSIERO DELLA CHIESA”. Innanzitutto la “traslazione miracolosa” non è “imposta” dalla Chiesa (e quindi ognuno è “libero” di credervi o meno); tuttavia tale “evento miracoloso” è stato “approvato” “in modo solenne” dalla Chiesa, con regolari processi canonici, per secoli e secoli. Tutti i “pronunciamenti dei Papi” per 700 anni e tutte le “conferme” delle Congregazioni Vaticane competenti, fino alla istituzione della secolare LITURGIA DELLA MIRACOLOSA TRASLAZIONE del 10 dicembre, non sono forse “IL PENSIERO DELLA CHIESA”?... Quindi, la Traslazione “MIRACOLOSA” “è” “il pensiero della Chiesa”!... anche se non lo si può imporre. Semmai, al riguardo, non si può “imporre” il pensiero “contrario”!...

            Forse che non ha valore, nel caso della Liturgia della “Miracolosa Traslazione”, la LEX ORANDI EST LEX CREDENDI?... Non ho già spiegato tutto ciò nello scritto inviato all'amico Padre Marzio Calletti, Rettore della Basilica Lauretana, riguardo alla celebrazione anche del prossimo 10 dicembre, ove ci deve essere “sintonia” tra la Liturgia “approvata” dalla Chiesa, con una specifica Festa, e la sua “corretta” celebrazione da parte dei “responsabili” ecclesiastici, senza creare “confusioni” presso i fedeli?...

         Il testo originale è leggibile collegandosi all’Indirizzo Internet www.lavocecattolica.it/24novembre2005.htm

            In proposito, vorrei anche precisarti che Padre Marzio non ha “una responsabilità” come il Padre Santarelli, perché ho constatato nel colloquio personale che egli “soffre” per la situazione da me “denunciata”. Egli infatti “lascia” i libretti (con le “falsificazioni documentali”) nella Basilica, solo perché così “permette” l'Autorità Ecclesiastica responsabile, ma non credo che da parte sua egli ne sia favorevole.

            In ogni caso, ho fatto pervenire al Card. Francis Arinze, Prefetto della “Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti”, “la segnalazione” di tali “incongruenze” nella Basilica Lauretana, perché Sua Eminenza possa avere l’opportunità di conferire direttamente con Sua Ecc.za Mons. Danzi, per “chiarire” e “far rispettare” ciò che la Santa Chiesa “ha disposto” dal punto di vista liturgico riguardo alla celebrazione della “miracolosità” della Traslazione della Santa Casa e venga fatta cessare dalla Basilica Lauretana ogni “confusione” al riguardo.

            E’ poi “singolare” quanto Mons. Danzi ancora mi scrive: Né si possono portare a prova del fatto miracoloso le visioni o le rivelazioni private di santi e di sante, le quali in ambito di critica storica non hanno valore probativo”.

            Ma le “rivelazioni” dei santi e delle sante sono “vere” o “no”?... Se sono vere è anche “vero” ciò che da tali “rivelazioni” viene “rivelato”. Non hanno un valore probativo “documentale” per chi non crede al “soprannaturale”, ma per “chi crede” è “probativo”!... La ricerca storica, da parte di “chi crede”, deve perciò privilegiare “l’approfondimento” e “la dimostrazione” della “verità” che tali “rivelazioni” fanno conoscere, e che sono state “approvate” dalla Chiesa. Che senso ha cercare di dimostrare che “non è vero” ciò che tali rivelazioni hanno “rivelato” che invece “è proprio vero!”… Non è una contraddizione radicale?...

            Se le “rivelazioni private” dei Santi e delle Sante sono “autentiche” (e sono “autentiche”!...) non si potrà mai trovare “qualcosa” - nell’ambito storiografico, archeologico e scientifico - che possa dimostrare che “non è vero” ciò che “le rivelazioni soprannaturali” hanno “rivelato” che invece “è proprio vero”!... Perché, quindi, il Padre Santarelli e tanti altri autori (“cattolici”) in questo ultimo trentennio hanno voluto dimostrare “a tutti i costi” (anche con “le falsificazioni”) che non è vero ciò che tali “rivelazioni” hanno fatto conoscere invece essere proprio “vero”?... Non è tutto ciò illogico e assurdo?...

            Non l’avevo già scritto nel mio libro “LA VERIDICITA’ STORICA DELLA MIRACOLOSA TRASLAZIONE DELLA SANTA CASA DI NAZARETH A LORETO”? Avevo scritto infatti (a pag.23): “Tutto ciò che non collima con tali “rivelazioni” (che sono però, ovviamente, solo di “fede umana” e non di “fede divina”) per me è comunque sicuramente “sbagliato” e “falso” già “alla radice”… E ciò perché se una realtà è “vera” in un modo (perché è stata così “rivelata” da Dio ai suoi Santi), non può essere vero il suo contrario. Né la scienza potrà mai contraddirla in alcun modo: al contrario, non potrà che avallarla!... E così è anche riguarda alla “veridicità storica” della “miracolosa traslazione” della Santa Casa di Nazareth a Tersatto (in Dalmazia), poi “in vari luoghi” (e quindi non solo a Tersatto e a Loreto) e, infine, a Loreto”.

            Non è vera, perciò, neanche l’affermazione di Mons. Danzi che “l’ipotesi proposta dal Santuario di Loreto, tramite la Congregazione Universale della Santa Casa, è basata su solide basi archeologiche, filologiche e storiche”. Tutte le documentazioni “secolari” - storiche, archeologiche, filologiche e scientifiche, oltre agli innumerevoli “miracoli divini” - dimostrano tutto il contrario!...

            In una intervista del 1979 il Padre Floriano Grimaldi, storico e archeologo e studioso della Santa Casa di Loreto, disse allo scrittore Renzo Allegri: “Tra il 1962 e il 1965 ho eseguito io stesso una serie di scavi archeologici sotto la Casa di Loreto, che hanno pienamente confermato i risultati già noti dalla tradizione. Si è ancora una volta constatato che la costruzione poggia sul terreno, senza fondamenta. I primi interventi delle autorità civili e religiose per conservare questa costruzione risalgono all’inizio del 1300, cioè pochi anni dopo che la casa era apparsa a Loreto. Sotto ciascuna delle pareti fu costruita, dall’esterno, una sottomurazione per dare loro stabilità. Alcuni anni dopo, poiché l’azione di logoramento progrediva, l’edificio fu interamente consolidato con un robusto muro, costruito tutto intorno e per l’intera altezza, ma a una certa distanza dalle pareti della Santa Casa. Questo modo di procedere dimostra che la devozione era rivolta non all’immagine sacra conservata nella casa, ma alla casa stessa. Come ho detto, sono in corso altre ricerche assai complicate come analisi geologiche e micropaleontologiche sulle pietre della casa. Quelle finora compiute hanno dato risultati positivi. Tuttavia non sono solo gli studi scientifici a dare la certezza di trovarci di fronte a un fenomeno soprannaturale. Ci sono altri elementi da prendere in considerazione, come il giudizio della Chiesa, dei Papi e i prodigi…”.

            In quanto al “santo” e “grande” Pontefice Giovanni Paolo II, mi scrive Mons. Danzi, Egli stesso, pur accogliendo esplicitamente o implicitamente la tradizione della Santa Casa di Nazareth a Loreto, mai ha fatto il minimo cenno al suo trasporto miracoloso per ministero angelico”.

            Il fatto che Giovanni Paolo II non abbia pronunciato quella parola specifica, cioè il trasporto “miracoloso” (e forse “proprio” per non creare “un contrasto” con quanto si faceva diffondere dalla Basilica Lauretana), ma che egli comunque lo abbia accolto “esplicitamente o implicitamente”, è come se l’avesse pronunciata. A tale proposito egli ha sviluppato discorsi teologici bellissimi e magistrali sulla Santa Casa di Loreto, della quale non parla mai di “sante pietre”, ma sempre di “Sante Pareti”, quelle “proprio” che erano a Nazareth, e che - egli scrisse - furono “testimoni” dell’Incarnazione del Figlio di Dio in Maria, al momento dell’Annunciazione, sconfessando perciò “esplicitamente” le “ipotesi” del Padre Santarelli riguardo alle “sante pietre” portate dagli uomini. Proprio nell’omelia nella Basilica Lauretana, del 10 dicembre 1994, per il VII Centenario della Traslazione Miracolosa, egli infatti disse: Le pareti della Casa (di Maria) udirono le parole dell’angelico saluto ed il successivo annuncio del progetto divino. Le pareti naturalmente non odono, perché non hanno vita, nondimeno sono testimoni di ciò che viene detto, testimoni di ciò che avviene al loro interno”.

            Inoltre egli ha inviato proprio a me, “immediatamente” e “personalmente”, la sua Benedizione Apostolica, appena gli è pervenuto il mio libro “LA VERIDICITA’ STORICA DELLA MIRACOLOSA TRASLAZIONE DELLA SANTA CASA DI NAZARETH A LORETO”, che nella Basilica Lauretana viene invece deliberatamente “rifiutato”.

            Ho anche motivo di ritenere, da una conversazione telefonica con il Segretario Mons. Stanislao Dziwisz, che l’amato e indimenticabile “santo” Pontefice, abbia accolto “con gioia” la mia pubblicazione. Per accertarsene basta telefonare a Mons. Stanislao Dziwisz, ora Arcivescovo di Cracovia.

            Riguardo, infine, alla “rassicurazione”: “Per altro, anche nelle sintesi più diffuse, sempre in primo luogo viene illustrata la tradizione antica e nobile del trasporto angelico della Santa Casa e poi viene proposta, solo e sempre come ipotesi, una diversa lettura critica dell’evento”.

            Nella realtà della Basilica Lauretana, la citazione negli scritti del “trasporto per ministero angelico” viene fatta dal Padre Santarelli per poterla più accentuatamente “smentire”. Infatti ciò che dal Padre Santarelli viene presentata come “ipotesi” appare in realtà come “la tesi”,  che - egli scrive - “si va sempre più confermando”, e che perciò contraddice e rinnega “in modo più subdolamente ed efficacemente penetrante” “la verità” del “trasporto per ministero angelico”, citato poco prima.

            C’è scritto, ad esempio, in uno dei libretti da me “denunciati” per le loro “falsificazioni”: “Secondo la tradizione, nel 1291, quando i crociati furono espulsi definitivamente dalla Palestina, le pareti in muratura della casa della Madonna furono trasportate “per ministero angelico”, prima in Illiria (a Tersatto, nell’odierna Croazia) e poi nel territorio di Loreto (10 dicembre 1294). Oggi, in base a nuove indicazioni documentali, ai risultati degli scavi archeologici a Nazaret e nel sottosuolo della Santa Casa (1962-65) e a studi filologici e iconografici, si va sempre più confermando l’ipotesi - ecco “l’accentuazione” più efficace e ingannatrice! - secondo cui le pietre della Santa Casa sono state trasportate a Loreto su nave, per iniziativa della nobile famiglia Angeli, che regnava sull’Epiro”.

            Tutto ciò è del tutto “falso” e di tale “falsificazione storica” e “falsificazione documentale” ne ho già ampiamente trattato e “provato” nel mio libro, anche in tuo possesso, dal titolo “LA VERIDICITA’ STORICA DELLA MIRACOLOSA TRASLAZIONE DELLA SANTA CASA DI NAZARETH A LORETO”.

            In parte tutto ciò è leggibile e abbondantemente “dimostrato” anche in Internet, all’indirizzo da tutti consultabile www.lavocecattolica.it/la.miracolosa.traslazione.html e a tali testi e “confutazioni” ti rimando.

 

Caro Padre Stefano,

            inviandoti questo scritto, ti chiedo anche la carità di stamparlo e consegnarlo a Mons. Danzi, riferendogli anche che la sua Lettera inviatami costituisce anche una “presa di posizione” “ufficiale” di cui non posso non tenerne conto nei miei scritti futuri e quindi mi riservo di farne l'uso che LA MIA COSCIENZA MI ISPIRERA' e MI OBBLIGHERA', compresa anche la sua pubblicazione e confutazione pubblica, qualora - ancora - tutte le mie istanze non venissero prese in considerazione.

            Resto perciò certo che Mons. Danzi vorrà concedermi “la possibilità” di esporgli in maniera AMPIA e DOCUMENTATA le “falsificazioni” da me denunciate, affinché possa prenderne visione e anche prendere gli opportuni “provvedimenti”.

            In questa speranza, ribadisco il mio sincero “rispetto” e la mia sincera “carità” verso tutti, chiedendo preghiere a te e a Mons. Danzi e allo stesso Padre Santarelli perché si pervenga TUTTI UNITI alla “OBBEDIENZA” alla VERITA': con libertà di studio, mai messa in discussione da nessuno, ma NELLA VERITA'. Che “libertà di studio” è “la falsità”?... La “libertà di studio” non è “libertà di falsità”!... persino autorizzata con “inconsapevole” “imprimatur”!... La “falsità” “documentale” è “peccato”!... e, nel caso specifico della “questione lauretana”, per la sua rilevanza universale e le rifrangenze spirituali di male provocato nei fedeli (oltreché nella ricerca storica), è “PECCATO GRAVE”!...

            Al tempo di San Pio X si scrisse, come ti ho riportato sopra, che “intaccare” “la verità” della “presenza” della Santa Casa di Nazareth a Loreto e “la verità” della sua “miracolosa Traslazione” era “un ingiurioso attentato alla Santa Casa e alla fede semplice dei devoti della Madonna di Loreto”. Non si comprende più questo “attentato” “grave” che viene inferto alle “fede semplice” dei devoti, di cui tanti me lo hanno attestato personalmente?...

            Voglio concludere esprimendoti, al riguardo, gli stessi sentimenti che animavano San Paolo nello scrivere ai Corinzi: "Vi ho scritto in un momento di grande afflizione e col cuore angosciato, tra molte lacrime, però non per rattristarvi, ma per farvi conoscere l'affetto immenso che ho per voi" (2^Cor.2,4).

            Forse ti invierò ulteriori precisazioni in merito a tutto quanto ti ho scritto sopra. In ogni caso ti sarò grato se vorrai darmi “un cenno” di aver consegnato questa mia Lettera, che ti invio mediante la Posta Elettronica, a Mons. Danzi ed anche, se ti è possibile, al Padre Santarelli.

            Qui concludo con una bella poesia di Torquato Tasso (1544-1595), che scrisse - nell’occasione di una sua visita alla Santa Casa di Loreto (siamo ancora nel XVI secolo!) - quella che era “la reale credenza universale” di quei secoli, vicinissimi all’evento miracoloso della “traslazione angelica”:

Qui gli Angeli innalzarono il Santo Albergo,

che già Maria col Santo Figlio accolse,

e il portar sovra i nembi e sovra l’acque.

Miracol grande a cui sollevo ed ergo

la mente che altro obbietto a terra volse,

mentre dai suoi pensier oppressa giacque.

Questo è quel monte che onorar ti piacque

delle tue sante mura,

Vergine casta e pura

el Re dei regi…

 

            Ti saluto con gratitudine ed amicizia, nella “vigile” protezione della Vergine Immacolata Lauretana, a cui tutti sempre umilmente e devotamente ci affidiamo.

 

Prof. GIORGIO NICOLINI
Via Maggini, 230 – 60127 ANCONA – Italia
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Posta Elettronica: giorgio.nicolini@poste.it

Siti della Rete Internet: www.lavocecattolica.it www.fuocovivo.org

 

 

Ancona, 6 dicembre 2005

Caro Padre Stefano,

poiché stamane mi hai riferito telefonicamente che non mi verrà reso possibile ottenere una nuova Udienza con Mons. Danzi in cui io possa esporgli - seppure in breve - le principali FALSIFICAZIONI del Padre Giuseppe Santarelli ed egli possa, di conseguenza, prendere gli opportuni provvedimenti, ti comunico - dopo averne chiesto consiglio, avere consultato la mia “coscienza” ed avere pregato - di avere inoltrato alla “Congregazione per la Dottrina della Fede” e alla “Congregazione per il Culto Divino” (e, per conoscenza, al Segretario del Santo Padre e all’amato Mons. Angelo Comastri) la “denuncia canonica” riguardante “il delitto di falso” in ambito ecclesiastico, in conformità al can. 1389 e 1391 del Codice di Diritto Canonico, ove è scritto in modo molto chiaro:

Può essere punito con giusta pena, a seconda della gravità del delitto: chi redige un documento ecclesiastico falso, o ne altera uno vero, lo distrugge, lo occulta, o si serve di un documento falso o alterato; chi si serve in materia ecclesiastica di un altro documento falso o alterato; chi asserisce il falso in un documento ecclesiastico pubblico.

In proposito ti riporto qui la sintesi delle principali denunce pubbliche, già formulate con Lettera Aperta al Padre Santarelli e sempre leggibile all’indirizzo Internet www.lavocecattolica.it/17novembre 2005.htm

 

“… affinché per l’incuria degli uomini, che di solito offusca anche le cose più insigni,

non sia cancellato il ricordo di un fatto così meraviglioso…”

(Beato Giovanni Battista Spagnoli, sulla “miracolosa traslazione”)

 

Ancona, 17 novembre 2005

 

Al Rev.do Sac.

Padre GIUSEPPE SANTARELLI

Direttore della “Congregazione Universale della Santa Casa”

 

Caro Padre Giuseppe Santarelli,

            la scorsa domenica Le ho portato, nella Sede della “Congregazione Universale della Santa Casa, una Lettera, insieme a vario materiale documentativo, a Lei noto.

… (omissis) …

IL TESTO INTERO DELLA LETTERA APERTA AL PADRE GIUSEPPE SANTARELLI

Direttore della “Congregazione Universale della Santa Casa”

E’ LEGGIBILE COLLEGANDOSI ALL’INDIRIZZO INTERNET

www.lavocecattolica.it/17novembre2005.htm

… (omissis) …

            In questi ultimi 25 anni dalla “Congregazione Universale della Santa Casa” sono usciti libri e articoli a profusione propagante (da parte Sua e da parte di altri autori) la “nuova ipotesi” riguardo ad una presunta “scoperta” di “documenti” che attesterebbero un “trasporto umano” di “semplici pietre” “prese” dalla Santa Casa di Nazareth e che negano quindi l’una e l’altra “verità”: cioè, la “Traslazione Miracolosa” e la presenza a Loreto della “Santa Casa” come essa era a Nazareth (cioè, le “tre pareti integre”). Questa “ipotesi” (sempre dichiarata tale) è però oggi proposta dalla Basilica Lauretana ormai come una “verità indiscussa” e non si parla ormai più della “Traslazione Miracolosa”, che viene invece relegata al ruolo di “leggenda popolare”.

… (omissis) …

            Nel Suo principale libro “LA SANTA CASA DI LORETO”  (edizione del 2003), che ha dato origine alla “falsa ipotesi” del trasporto umano della Santa Casa, Lei svolge una vasta e sistematica trattazione volta a voler dimostrare, davvero “a tutti i costi”, tale Sua “nuova ipotesi” del “trasporto umano”, con l’intento esplicito, da Lei scritto alla fine del libro (cfr. pag.485), “Qui si è cercato di dimostrare che il materiale del nucleo originario della Santa Casa, in tutto o in parte, può considerarsi nazaretano e che il trasporto miracoloso può essere ritenuto un’amplificazione letteraria successiva”.

            Tuttavia, gli “ignari” ed “inesperti” lettori del Suo libro non possono verificare in alcun modo che una molteplicità di documentazioni ed argomentazioni da Lei riportate ed esposte nel Suo libro - a “dimostrazione” delle Sue “ipotesi” - sono talvolta del tutto “prive di fondamento” (cfr. le pagine 235-297) e non raramente sono “alterate” e “manipolate”, e perciò “falsificate”, cambiandone il senso originario e l’intenzione autentica degli autori delle “documentazioni” da Lei riportate, che invece, nella realtà del documento “autentico”, sconfessano totalmente le Sue “false” “ipotesi”.

            Ciò lo documenterò in modo particolareggiato nel mio Sito Internet www.lavocecattolica.it, ove ho aperto una sezione interamente dedicata alle “MIRACOLOSE TRASLAZIONI DELLA SANTA CASA DI NAZARETH” e che, gradualmente, arricchirò di testi e documenti che “comprovano” “la verità” di ciò che è stato sempre insegnato dalla “vera” “tradizione”, approvata dalle Supreme Autorità della Chiesa per secoli e secoli, e avallata da “prove” storiche, archeologiche e scientifiche ormai incontestabili.

            In proposito, persino ad alcuni Papi, come Paolo II e Leone X (cfr. le pagine 366-369), Lei “stravolge” le parole dei testi delle loro “Bolle Papali”, facendo dire ad essi ciò che pensa Lei e non ciò che essi, insigniti della Suprema Autorità Apostolica, hanno “realmente” “affermato” e “scritto”, confermando da parte loro – quali “Vicari di Cristo” – sia “l’autenticità” della “Santa Casa” come anche delle “Miracolose Traslazioni” di essa, mentre Lei fa credere il contrario.

            Anche ai più importanti e antichi autori attestanti “la Tradizione Storica” - come il Beato Giovanni Battista Spagnoli, il Teramano, il Ricci, ed altri ancora - Lei fa loro dire il contrario di quanto essi hanno “realmente” scritto. Essi parlano “solo” e “soltanto” delle “traslazioni miracolose”, per “il ministero angelico” (gli “angeli” del Cielo!...), mentre Lei - con contorte argomentazioni e “stravolgendo” il senso delle loro parole e dei loro scritti - fa credere ai lettori che essi abbiano parlato di una “traslazione” della Santa Casa avvenuta “per mare”, mediante “la nave”, e non per “il ministero angelico” (cfr. le pp.369-400). Così ugualmente fa nel citare innumerevoli “icone” (cfr. le pagine 401-472).

            Poiché così è (e lo dimostrerò punto per punto!), il Suo libro come può allora essere definito un libro “storico”?... In realtà, il Suo libro “LA SANTA CASA DI LORETO”, è invece un libro che opera una autentica “falsificazione storica”!... E con questa “falsificazione storica” Lei - al di là sicuramente delle Sue “buone” intenzioni iniziali - ha ottenuto il solo risultato di “confondere” e “far smarrire” all’intera Chiesa “la verità” della “Traslazione Miracolosa” della Santa Casa e “l’autenticità” stessa della “reliquia nazaretana”. Siamo ormai giunti al punto che – negli anni recenti – in tale “smarrimento” siano potuti “incappare” (pur in totale buona fede) persino “eminenti” e “sante” personalità ecclesiastiche… e che nulla ormai “sembra” che si voglia fare - da parte delle Autorità Ecclesiastiche - per “ripristinare la verità”!...

            Tuttavia Lei stesso, nel Suo libro sopra citato, scrive anche, riguardo all’ipotesi del “trasporto umano”: “Questo discorso, ovviamente, è svolto soltanto su un piano ipotetico, non essendoci documenti espliciti in materia…” (cfr. pag.297). Infatti è proprio così… Eppure il Suo libro è “pieno” di documenti “manipolati” e “stravolti”, che vengono citati come se costituissero “l’esplicita” “ dimostrazione” della “verità” delle Sue “false ipotesi”!...

            Sta di fatto che attualmente le Sue “ipotesi” (“false”) sono divenute “la verità ufficiale” del Santuario Lauretano, pur “non essendoci documenti espliciti in materia”, come Lei stesso ha dichiarato nel Suo libro. Invece, delle autentiche “prove” storiche, archeologiche e scientifiche e delle “approvazioni” della Chiesa non se ne parla più in alcun modo: tutto viene “occultato” a Loreto!...

… (omissis) …

IL TESTO INTERO DELLA LETTERA APERTA AL PADRE GIUSEPPE SANTARELLI

Direttore della “Congregazione Universale della Santa Casa”

E’ LEGGIBILE COLLEGANDOSI ALL’INDIRIZZO INTERNET

www.lavocecattolica.it/17novembre2005.htm

… (omissis) …

            Restando certo di una Sua positiva risposta a questo mio umile “appello” Le assicuro che non ho mai cessato di pregare per Lei e resto certo anche del Suo contraccambio, presso la “vera” “Santa Casa” di Maria, “veramente” trasportata dagli “angeli del Cielo”, per volere di Dio e di Maria: quella “Santa Casa”, in cui Lei ogni giorno ha l’inestimabile grazia di potersi recare a pregare.

            Con sincero e deferente ossequio, La saluto nella carità di Cristo”.

Prof. GIORGIO NICOLINI

           

 

IL CORAGGIO DELLA VERITA’

PAOLO VI, discorso al Sacro Collegio del 18 maggio 1970

Oggi, una grande grazia noi dobbiamo implorare con fervore dallo Spirito Santo. L’ora che suona al quadrante della storia esige effettivamente da tutti i figli della Chiesa un grande coraggio, e in modo tutto speciale il coraggio della verità, che il Signore in persona ha raccomandato ai suoi discepoli, quando ha detto: «Che il vostro sì sia sì, il vostro no, no» (cfr. Mt.5,37). (…) Il coraggio della verità si impone più che mai ai cristiani, se vogliono essere fedeli alla loro vocazione di dare un’anima a questo mondo nuovo che si sta cercando. Che la nostra fede a Cristo sia senza incrinature, in questa nostra epoca contrassegnata, come quella di Sant’Agostino, da una vera «miseria e penuria di verità» (Serm.11,11; Miscellanea Agostiniana 1930, p.256). (…)

Il coraggio di proclamare la verità è anche la prima e indispensabile carità che i pastori di anime debbono esercitare. Non ammettiamo mai, anche sotto il pretesto della carità verso il prossimo, che un ministro del Vangelo annunci una parola puramente umana. Ne va di mezzo la salvezza degli uomini. (…) Noi vogliamo fare appello a tutti i pastori responsabili affinché alzino la loro voce quando è necessario, con la forza dello Spirito Santo (cfr. At.1,8), per chiarire ciò che è torbido, raddrizzare ciò che è distorto, riscaldare ciò che è tiepido, riconfortare ciò che è debole, illuminare ciò che è tenebroso. Questa, più che non mai, è l’ora della chiarezza per la fede della Chiesa.

 

 

PROFEZIE

San Luigi Orione fin dal 1921 profetizzava: "Il tempo viene ed è suo. Io sento appressarsi una grande giornata, la giornata di Dio!... Cristo viene ed è vicino: Cristo si avanza. Il secolo XIX è stato il secolo delle unità politiche, delle unità nazionali, ma io vedo un'altra grande unità: la più grande unità morale si va formando, nessuno la fermerà. Io vedo l'umanità che si va unificando in Cristo: non ci sarà che un corpo, che uno spirito, che una Fede. Vedo dai quattro venti venire i popoli verso Roma. Vedo l'Oriente e l'Occidente riunirsi nella Verità e nella Carità che è Cristo, vivere la vita di Cristo e formare i giorni più belli della Chiesa. Il mondo ne ha bisogno e Gesù viene: sento Cristo che si avanza. Sarà una mirabile ricostruzione del mondo nuovo: non sono gli uomini che la preparano, ma la Mano di Dio".

 

(Una profezia di Paolo VI, all’Angelus del 5 dicembre 1976)

esortiamo PURE voi, figli carissimi,

a cercare quei “segni dei tempi”

che sembrano precedere un nuovo avvento di Cristo fra noi.

Maria, la portatrice di Cristo, ci può essere maestra,

anzi ella stessa l’atteso prodigio

 

L'ALBEGGIARE DI UN NUOVO GIORNO

 "Volgendo lo sguardo verso il futuro, aspettiamo fiduciosi l'albeggiare di un nuovo Giorno. Quanti operano agli avamposti della Chiesa sono come le sentinelle sulle mura della Città di Dio, alle quali noi chiediamo: "SENTINELLA, QUANTO RESTA DELLA NOTTE?" (Is.21,11), ricevendo la risposta: "SENTI? LE TUE SENTINELLE ALZANO LA VOCE, INSIEME GRIDANO DI GIOIA, PERCHE' VEDONO CON I LORO OCCHI IL RITORNO DEL SIGNORE IN SION" (Is.52,8). La loro testimonianza generosa in ogni angolo della terra annuncia che "in prossimità del Terzo Millennio della Redenzione, Dio sta preparando una grande primavera cristiana, di cui si intravede l'inizio" (Una “profezia” del “santo” Pontefice Giovanni Paolo II, Enc. "Redemptoris Missio", n.86).

 

Messaggio da Mediugorie del 25 novembre 2005, di Maria “Regina della Pace”

(“l’atteso prodigio” profetizzato da Paolo VI)

"Cari figli, anche oggi vi invito: pregate, pregate, pregate fino a che la preghiera non diventi vita. Figlioli, in questo tempo in modo particolare prego davanti a Dio affinché vi doni il dono della fede. Solo nella fede scoprirete la gioia del dono della vita che Dio vi ha donato. Il vostro cuore sarà gioioso pensando all’eternità. Io sono con voi e vi amo con amore tenero. Grazie per aver risposto alla mia chiamata".

 

ALLA FINE IL MIO CUORE IMMACOLATO TRIONFERA’

 

 

LORETO

BALUARDO DELL’EUROPA CRISTIANA

PER LA “nuova evangelizzazione” nel tempo dell’“apostasia silenziosa”

Verso la Civiltà dell’Amore profetizzata da Paolo VI

“La Civiltà dell'Amore prevarrà nell'affanno delle implacabili lotte sociali, e darà al mondo la sognata trasfigurazione dell'umanità finalmente cristiana”

                                                                       (Paolo VI, discorso del 25 dicembre 1975)

 

PREGHIERA PER LA SALVEZZA DELL’ITALIA E DELL’EUROPA

 

            Cuore Misericordioso di Gesù, per l’intercessione della Vergine Immacolata Lauretana, invocata come “Aiuto dei Cristiani”, ti rivolgiamo il grido della nostra speranza e della nostra implorazione più amorosa: salva la Tua Italia, salva la Tua Roma, salva la nostra Patria, salva la Tua Europa, in quest’ora di confusione, di errore, di orrore, di sbandamento e di decadimento.

            Tu sai tutto: conosci le rovine morali e spirituali, conosci il disordine civile e religioso, la disgregazione sociale, conosci il dramma e la tragedia delle Nazioni e dei Popoli di questo Continente, che fu Tuo, che è Tuo. Fa’ che non crolli questo baluardo della Tua Fede.

            Riaccendi, rianima, risuscita, consolida, o Cuore di Salvezza e di Redenzione, la coscienza più fedele, tutte le energie più buone, le forze più sane, le volontà più sante, contro tutte le forze del male.

            Schiaccia il Serpente, annienta il Maligno. Non cedergli le anime dei buoni e dei giusti, non permettergli la perdita dei cuori redenti dal Tuo Amore Appassionato, la sconfitta delle forze del bene.

            Non cedergli le conquiste della Tua Carità e del Tuo Sangue, dei Tuoi Apostoli, dei Tuoi Martiri, dei Tuoi Santi, della Tua Chiesa.

            Non lasciargli il trionfo in questa Terra di benedizione, in questo Continente sacro al Tuo Cuore e al Tuo Amore.

            Te ne supplichiamo, per la Bontà Materna della Mamma Celeste, Immacolata Sposa dello Spirito Santo, cui nulla rifiuti, e che hai posto Guida, Regina e Condottiera della Tua Chiesa e della Tua Società d’Amore.

            Amen.

 

 

PER CONTRIBUIRE A RIPRISTINARE LE RADICI CRISTIANE IN EUROPA

LEGGI E FAI CONOSCERE I SITI INTERNET SOTTOINDICATI

www.fuocovivo.org/MOVIMENTO/INDEXMOVIMENTO.htm

www.lavocecattolica.it/santacasa.htm

 

NON OPPORSI AD UN ERRORE  VUOL DIRE APPROVARLO

NON DIFENDERE LA VERITA’  VUOL DIRE SOPPRIMERLA

(Sentenza del Papa San FELICE III – anni 483-492)

 

 

AVVERTENZE

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A cura del Prof. GIORGIO NICOLINI - Via Maggini, 230 – 60127 ANCONA – Italia

Tel./Fax 071.83552 - Cell. 339.6424332

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SI AUTORIZZA E SI RACCOMANDA LA DIFFUSIONE DI QUESTI TESTI

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Diffondete la buona stampa tra le persone vostre amiche e conoscenti. La buona stampa entra anche nelle case dove non può entrare il sacerdote, è tollerata persino dai cattivi. Presentandosi non arrossisce, trascurata non si inquieta, letta, insegna la verità con calma, disprezzata, non si lamenta (San Giovanni Bosco)

 

 

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ALLA FINE IL MIO CUORE IMMACOLATO TRIONFERA’

 

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