LORETO: la nuova Nazareth

 “PROVE” STORICHE, ARCHEOLOGICHE E sCIENTIFICHE

SULLA MIRACOLOSA TRASLAZIONE DELLA SANTA CASA

IN PREPARAZIONE DELLA FESTA

DELLA TRASLAZIONE “MIRACOLOSA”

DELLA SANTA CASA DI NAZARETH A LORETO

del prossimo 10 dicembre 2005

 

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te;

tu sei benedetta fra le donne, e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.

Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

 

LETTERA INFORMATIVA

LA VOCE

www.lavocecattolica.it

Il vento soffia dove vuole e ne senti LA VOCE, ma non sai di dove viene e dove va:
così è di chiunque è nato dallo Spirito
(Gv.3,8)

“La Civiltà dell'Amore prevarrà nell'affanno delle implacabili lotte sociali, e darà al mondo la sognata trasfigurazione dell'umanità finalmente cristiana”

                                                                                 (Paolo VI, 25 dicembre 1975)

                                      

Ancona

Giovedì, 1° dicembre 2005

Domenica, 1° dicembre 2012

Una proposta di un "Calendario Universale" a partire dal Concepimento "reale" di Gesù Cristo, Figlio di Dio, in Maria Vergine

 

Carissimo amico e carissima amica, questo Giornale Informatico "LA VOCE" www.lavocecattolica.it/lettereinformative.htm  è un umile mezzo d'informazione e quindi è un semplice strumento di comunicazione sociale, pensato per illustrare tematiche religiose, spirituali e sociali, anche di quelle che talvolta si preferisce non divulgare o mettere a tacere. La diffusione di articoli o notizie è una scelta dettata dall'obbedienza alla Volontà di Gesù, il Figlio di Dio e Figlio di Maria, e Salvatore del Mondo. Gesù disse: "Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura" (Mc.16,15) e "Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date" (Mt.10,8). Questo modesto contributo sulla Rete Internet è animato perciò dalla convinzione che ognuno di noi ha il dovere di impegnarsi per far risplendere la Luce del Bene in una società offuscata dalle tenebre del male. Così anche Gesù insegnava: “Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”. (Gv.8,31-32). “Ama la verità; mostrati qual sei, e senza infingimenti e senza paure e senza riguardi. E se la verità ti costa la persecuzione, e tu accettala; e se il tormento, e tu sopportalo. E se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita, e tu sii forte nel sacrificio” [Biglietto scritto da San Giuseppe Moscati, il 17 ottobre 1922]

 

A cura del Prof. GIORGIO NICOLINI - Via Maggini, 230 – 60127 ANCONA – Italia

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TOTUS TUUS EGO SUM

 

LETTURA BIBLICA DEL GIORNO

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA (26,1-6)

In quel giorno si canterà questo canto nel paese di Giuda: "Abbiamo una città forte; egli ha eretto a nostra salvezza mura e baluardo. Aprite le porte: entri il popolo giusto che mantiene la fedeltà. Il suo animo è saldo; tu gli assicurerai la pace, pace perché in te ha fiducia. Confidate nel Signore sempre, perché il Signore è una roccia eterna; perché egli ha abbattuto coloro che abitavano in alto; la città eccelsa l'ha rovesciata, rovesciata fino a terra, l'ha rasa al suolo. I piedi la calpestano, i piedi degli oppressi, i passi dei poveri".

 

 

La difesa della NOSTRA fede cristiana

 

IL CORAGGIO DELLA VERITA’

PAOLO VI, discorso al Sacro Collegio del 18 maggio 1970

Oggi, una grande grazia noi dobbiamo implorare con fervore dallo Spirito Santo. L’ora che suona al quadrante della storia esige effettivamente da tutti i figli della Chiesa un grande coraggio, e in modo tutto speciale il coraggio della verità, che il Signore in persona ha raccomandato ai suoi discepoli, quando ha detto: «Che il vostro sì sia sì, il vostro no, no» (cfr. Mt.5,37). (…) Il coraggio della verità si impone più che mai ai cristiani, se vogliono essere fedeli alla loro vocazione di dare un’anima a questo mondo nuovo che si sta cercando. Che la nostra fede a Cristo sia senza incrinature, in questa nostra epoca contrassegnata, come quella di Sant’Agostino, da una vera «miseria e penuria di verità» (Serm.11,11; Miscellanea Agostiniana 1930, p.256). (…)

Il coraggio di proclamare la verità è anche la prima e indispensabile carità che i pastori di anime debbono esercitare. Non ammettiamo mai, anche sotto il pretesto della carità verso il prossimo, che un ministro del Vangelo annunci una parola puramente umana. Ne va di mezzo la salvezza degli uomini. (…) Noi vogliamo fare appello a tutti i pastori responsabili affinché alzino la loro voce quando è necessario, con la forza dello Spirito Santo (cfr. At.1,8), per chiarire ciò che è torbido, raddrizzare ciò che è distorto, riscaldare ciò che è tiepido, riconfortare ciò che è debole, illuminare ciò che è tenebroso. Questa, più che non mai, è l’ora della chiarezza per la fede della Chiesa.

 

 

LORETO: LA NUOVA NAZARETH

(Leone XIII, 23 gennaio 1894, Lettera Enciclica “Felix Lauretana Cives”)

 

            Il Papa Leone XIII, a tutti i cristiani che leggeranno questa Lettera, salute e Apostolica Benedizione. La fortunata Casa di Nazareth nella quale, mentre l’Angelo porgeva il saluto alla prescelta Madre di Dio, «il Verbo si è fatto carne», è giustamente considerata e venerata fra i più sacri monumenti della fede cristiana, come documentano i molteplici diplomi, atti, doni e privilegi dei Nostri Predecessori.

            Questa Casa, come narrano i fasti della Chiesa, non appena fu prodigiosamente trasportata in Italia, nel Piceno, per un atto di suprema benevolenza divina, e fu aperta al culto sui colli di Loreto, attirò immediatamente su di sé le pie aspirazioni e la fervida devozione di tutti, e le mantenne vive nel corso dei secoli. È il caso di ricordare i numerosi e splendidi pellegrinaggi che da ogni luogo vi si dirigono; la sontuosa Basilica sorta in quel luogo, resa insigne dalla bellezza delle opere d’arte e dal decoro del culto; LA NUOVA CITTA’ SORTA TUTTA INTORNO COME UN’ALTRA NAZARETH, e cresciuta sotto la protezione della Vergine.

            Accrebbero inoltre il carattere sacro del luogo e alimentarono la fiducia dei visitatori i molteplici e segnalati benefìci, pubblici e privati, che da quel luogo si sono riversati, come da una fonte perenne, e per mezzo dei quali Dio volle a tal punto esaltare l’invocato nome di Maria da dare compimento, in questo luogo, a quella famosa profezia: «Tutte le generazioni mi chiameranno beata». L’intramontabile riconoscenza di questi benefici, rivelata con attestati di continuo amore dai potenti e dagli umili, può essere vista, con gioia come una bellissima corona di gloria che ogni giorno fiorisce sul suo capo.

            A Noi che in altri tempi, mentre sostavamo devotamente in questa Santa Casa, abbiamo sperimentato i benefici della Madre divina, giunge assai gradito che, particolarmente per l’iniziativa e il lodevole zelo del Venerabile Fratello Vescovo di Recanati e di Loreto, sia stato suscitato negli animi il diffuso proposito di preparare una straordinaria solennità per il prossimo dicembre, mese in cui giunge al termine il sesto centenario da quando tale tesoro fu felicemente deposto in seno alla Chiesa.

            Ci sono ben noti i progetti e le opere a cui si è posto mano; essi già si trovano, per una munifica gara di emulazione, ad uno stadio di avanzata realizzazione, al fine di restituire alla Basilica il suo antico splendore e di renderla ancora più sontuosa. Mentre indirizziamo la meritata lode per queste opere e per i loro promotori, cogliamo l’occasione per stimolare una più sentita devozione dei fedeli per l’abitazione terrena della Sacra Famiglia e per i misteri che in essa si compirono.

            Comprendano tutti, e in primo luogo gli Italiani, quale particolare dono sia quello concesso da Dio che, con tanta provvidenza, ha sottratto la Casa ad un indegno potere e con significativo atto d’amore l’ha offerta ad essi. Infatti in quella beatissima dimora venne sancito l’inizio della salvezza umana, con il grande e prodigioso mistero di Dio fatto uomo, che riconcilia l’umanità perduta con il Padre e rinnova tutte le cose. E la materna sollecitudine della Chiesa ci invita a venerare tre volte al giorno questo mistero di infinita bontà e di gioia.

            Nella povertà di quella abitazione fiorirono gli esempi di vita domestica e coniugale, motivo di meraviglia per gli Angeli, alla cui imitazione Noi stessi, con insistenza, abbiamo cercato di richiamare e di uniformare tutte le famiglie, anche tramite un’Associazione istituita con tale finalità (la “Congregazione Universale della Santa Casa”; n.d.r.). Da quella stessa angusta, sacra dimora si riversarono nella Chiesa l’abbondanza della grazia divina e la forza della santità. Nello stesso luogo un gran numero di Santi sentì ardere, per la prima volta, il desiderio delle più alte virtù o trovò un incitamento alla perfezione.

            Ciò che per i nostri antenati, animati da profonda religiosità, costituì un vanto ed un conforto della fede, sprone e manifestazione di pietà, un mezzo efficace per implorare la misericordia divina, resti tale anche ai nostri giorni, proprio perché, a causa dei mutamenti e degli sconvolgimenti della società, non è possibile cercare un punto fermo di riferimento e un sollievo se non nella religione.

(Leone XIII, 23 gennaio 1894, Lettera Enciclica “Felix Lauretana Cives”)

 

 

LORETO

BALUARDO DELL’EUROPA CRISTIANA

PER LA “NUOVA EVANGELIZZAZIONE” nel tempo dell’“apostasia silenziosa”

Verso la Civiltà dell’Amore profetizzata da Paolo VI

“La Civiltà dell'Amore prevarrà nell'affanno delle implacabili lotte sociali, e darà al mondo la sognata trasfigurazione dell'umanità finalmente cristiana”

                                                                       (Paolo VI, discorso del 25 dicembre 1975)

                               

PREGHIERA PER LA SALVEZZA DELL’ITALIA E DELL’EUROPA

 

            Cuore Misericordioso di Gesù, per l’intercessione della Vergine Immacolata Lauretana, invocata come “Aiuto dei Cristiani”, ti rivolgiamo il grido della nostra speranza e della nostra implorazione più amorosa: salva la Tua Italia, salva la Tua Roma, salva la nostra Patria, salva la Tua Europa, in quest’ora di confusione, di errore, di orrore, di sbandamento e di decadimento.

            Tu sai tutto: conosci le rovine morali e spirituali, conosci il disordine civile e religioso, la disgregazione sociale, conosci il dramma e la tragedia delle Nazioni e dei Popoli di questo Continente, che fu Tuo, che è Tuo. Fa’ che non crolli questo baluardo della Tua Fede.

            Riaccendi, rianima, risuscita, consolida, o Cuore di Salvezza e di Redenzione, la coscienza più fedele, tutte le energie più buone, le forze più sane, le volontà più sante, contro tutte le forze del male.

            Schiaccia il Serpente, annienta il Maligno. Non cedergli le anime dei buoni e dei giusti, non permettergli la perdita dei cuori redenti dal Tuo Amore Appassionato, la sconfitta delle forze del bene.

            Non cedergli le conquiste della Tua Carità e del Tuo Sangue, dei Tuoi Apostoli, dei Tuoi Martiri, dei Tuoi Santi, della Tua Chiesa.

            Non lasciargli il trionfo in questa Terra di benedizione, in questo Continente sacro al Tuo Cuore e al Tuo Amore.

            Te ne supplichiamo, per la Bontà Materna della Mamma Celeste, Immacolata Sposa dello Spirito Santo, cui nulla rifiuti, e che hai posto Guida, Regina e Condottiera della Tua Chiesa e della Tua Società d’Amore.

            Amen.

 

Giovanni Paolo II

“ECCO L’ISPIRAZIONE CHE TROVO QUI A LORETO”

Il ricordo della vita nascosta di Nazareth evoca questioni quanto mai concrete e vicine all’esperienza di ogni uomo e di ogni donna. Esso ridesta il senso della santità della famiglia, prospettando di colpo tutto un mondo di valori, oggi così minacciati, quali la fedeltà, il rispetto della vita, l’educazione dei figli, la preghiera, che le famiglie cristiane possono riscoprire dentro le pareti della Santa Casa, prima ed esemplare “chiesa domestica” della storia… “Chiedo a Maria Santissima che la Casa di Nazareth diventi per le nostre case modello di fede vissuta e di intrepida speranza. Possano le famiglie cristiane, possano i laici apprendere da Lei l’arte di trasfigurare il mondo con il fenomeno della divina carità, contribuendo così ad edificare la civiltà dell’amore”… “Si tratta infatti di lavorare e collaborare perché sulla terra, che la Provvidenza ha destinato ad essere l’abitazione degli uomini, la casa di famiglia, simbolo dell’unità e dell’amore, vinca tutto ciò che minaccia questa unità e l’amore tra gli uomini… Poiché nella nostra difficile epoca, ed anche nei tempi che vengono, può salvare l’uomo soltanto il vero grande Amore! Solo grazie ad esso questa terra, l’abitazione dell’umanità, può diventare una casa: la casa delle famiglie, la casa delle nazioni, la casa dell’intera famiglia umana… che prepara i figli di tutta la terra all’eterna Casa del Padre nel Cielo”.

(Giovanni Paolo II, Loreto, 8 settembre 1979)

 

NELLA NOVENA DELL’IMMACOLATA

L’INSEGNAMENTO DEL GRANDE PONTEFICE BEATO PIO IX

SULLA “MIRACOLOSA TRASLAZIONE” DELLA SANTA CASA DI NAZARETH

E LA GRANDEZZA INCOMPARABILE DEL SANTUARIO DI LORETO

Bolla “Inter omnia” del 26 agosto 1852

 

“Fra tutti i Santuari consacrati alla Madre di Dio, l’Immacolata Vergine, uno si trova al primo posto e brilla di incomparabile fulgore: la veneranda ed augustissima Casa di Loreto. Consacrata dai divini misteri, illustrata dai miracoli senza numero, onorata dal concorso e dall’affluenza dei popoli, stende ampiamente per la Chiesa Universale la gloria del suo nome, e forma ben giustamente l’oggetto di culto per tutte le nazioni e per tutte le razze umane. (…) A Loreto, infatti, si venera quella Casa di Nazareth, tanto cara al Cuore di Dio, e che, fabbricata nella Galilea, fu più tardi divelta dalle fondamenta e, per la potenza divina, fu trasportata oltre i mari, prima in Dalmazia e poi in Italia. Proprio in quella Casa la Santissima Vergine, per eterna divina disposizione rimasta perfettamente esente dalla colpa originale, è stata concepita, è nata, è cresciuta, e il celeste messaggero l’ha salutata piena di grazia e benedetta fra le donne. Proprio in quella Casa ella, ripiena di Dio e sotto l’opera feconda dello Spirito Santo, senza nulla perdere della sua inviolabile verginità, è diventata la Madre del Figlio Unigenito di Dio (Beato Pio IX, Bolla “Inter omnia” del 26 agosto 1852).

 

LA DIVINA E PROVVIDENZIALE “PREPARAZIONE” NEI SECOLI

DEL PROFETIZZATO “TRIONFO DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA”

Nazareth-Tersatto-Ancona-LORETO: la Casa Nazaretana del “Concepimento Immacolato di Maria” viene dagli “angeli” miracolosamente trasportata “in vari luoghi” “prescelti” e infine collocata stabilmente a Loreto.

LOURDES: Maria rivela a Santa Bernadetta e conferma il suo “privilegio”: “Io sono l’Immacolata Concezione”, che avvenne nella Santa Casa di Nazareth.

FATIMA: Maria rivela ai tre pastorelli che Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al suo Cuore “Immacolato” per pervenire al compimento del suo predetto “trionfo” futuro.

Tersatto/LORETO-Ancona-MEDIUGORIE: Maria sta portando a compimento il futuro “trionfo” del suo Cuore Immacolato, “concepito” “Immacolato” nella Santa Casa di Nazareth (che ha “sostato” a Tersatto, Ancona e Loreto, luoghi da cui oggi “si deve” “necessariamente” passare o partire per andare a Mediugorie).

 

Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate…

… E disse loro: «Non capite ancora?».

 (Mc.8,18.21)

 

LE “PROVE” STORICHE, ARCHEOLOGICHE E SCIENTIFICHE

DELLE “MIRACOLOSE TRASLAZIONI”

DELLA SANTA CASA DI NAZARETH A LORETO

Tratto dal libro di Giorgio Nicolini

“LA VERIDICITA’ STORICA DELLA MIRACOLOSA TRASLAZIONE DELLA SANTA CASA DI NAZARETH A LORETO”

 

            Per “il miracolo” della traslazione della Santa Casa di Nazareth “in vari luoghi”, e infine a Loreto – per opera degli angeli del Cielo - , si potrebbe “quasi” dire la stessa cosa che già ebbe a dire San Simeone a Maria: “… è qui (…), segno di contraddizione” (Lc.2,34). Oggi molti dicono: “Smettete di parlare ancora della miracolosità della traslazione!...”. Ma ad essi si deve rispondere con le parole di Gesù nel Vangelo: “Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli». Ma egli rispose: «Vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre» (Lc.19,39-40). E sono proprio le pietre o, è meglio dire, “le Pareti di pietra” della Santa Casa di Loreto a “gridare”!... e gridano da oltre 700 anni!...

            E’ incalcolabile il numero di scritti e di libri che sono stati composti ovunque nel mondo, in 700 anni, sulla Santa Casa di Loreto: chi l’ha combattuta talvolta con virulenza (senza aver mai trovato alcun elemento vero per smentirla), chi l’ha difesa con ardore impareggiabile (a cominciare da tutti i Papi e tutti i Santi!...), documentandola in ogni modo.         E’ estremamente significativo, in proposito, come non ci sia mai stato neppure uno, tra i Papi e i Santi che ne hanno trattato, che abbia qualche volta smentito, o anche solo messo in dubbio, “la verità” delle “miracolose traslazioni”.

            Ma tutti costoro sono passati, come ognuno di noi passerà: ma la Santa Casa di Loreto è sempre lì! E’ essa stessa che “grida” con le sue “Sante Pareti di pietra” “la verità” riguardo alla sua autenticità, e al modo miracoloso con cui è arrivata a Loreto. La Santa Casa di Loreto, infatti, si difende da sé. Basta avere occhi per vedere. Tutti i detrattori e i falsificatori non sono mai riusciti ad abbatterla, mentre chiunque si accosta alle Sante Pareti della Santa Casa di Loreto e alla sua storia, con animo sgombro da pregiudizi e aperto alla verità, accoglie sempre con gioia e commozione tutti “i veri” studi storici, archeologici e scientifici che hanno sempre attestato concordemente “la verità” di quanto asserito dai “testimoni oculari” degli eventi accaduti oltre 700 anni fa e che è stato poi tramandato ininterrottamente dalla “tradizione” “orale” e “scritta”, presso tutti i popoli, e che è stata sempre “approvata” dalla Chiesa in un modo ininterrotto, da oltre sette secoli.

Riguardo agli studi archeologici e architettonici basti pensare all’insigne architetto, Federico Mannucci, incaricato dal Sommo Pontefice Benedetto XV di esaminare le fondamenta della Santa Casa, in occasione del rinnovo del pavimento, dopo l’incendio scoppiatovi nel 1921, che scrive e asserisce perentoriamente, nella sua “Relazione” del 1923, che è assurdo solo pensare” che il sacello possa essere stato trasportato “con mezzi meccanici” (Federico Mannucci, “Annali della Santa Casa”, 1923, 9-11), e rivelò che è sorprendente e straordinario il fatto che l’edificio della Santa Casa, pur non avendo alcun fondamento, situato sopra un terreno di nessuna consistenza e disciolto e sovraccaricato, seppure parzialmente, del peso della volta costruitavi in luogo del tetto, si conservi inalterato, senza il minimo cedimento e senza una benché minima lesione sui muri (Federico Mannucci, “Annali della Santa Casa”, 1932, 290).

L’architetto Mannucci dai suoi studi trasse, in sintesi, queste conclusioni:

 1  i muri della Santa Casa di Loreto sono formati con pietre della Palestina, cementati con malta ivi usata;

 2  è assurdo solo il pensare ad un trasporto meccanico;

 3  la costruzione della Santa Casa nel luogo ove si trova si oppone a tutte le norme costruttive ed alle stesse leggi fisiche.

            Quindi, si potrebbe dire, è già “un miracolo” il fatto stesso della attuale “sussistenza” delle Sante Pareti, che si reggono “contro” le stesse “leggi fisiche” e che nessuno “in modo umano” può aver edificato lì dove si trova.

Questo è il parere di un architetto, come anche di tanti altri che hanno esaminato nei secoli il sottosuolo della Santa Casa e la strada pubblica su cui “si è posata”. Come anche l’architetto Giuseppe Sacconi, che dichiarò di aver constatato che “la Santa Casa sta, parte appoggiata sopra l’estremità di un’antica strada e parte sospesa sopra il fosso attiguo”. Disse inoltre che, senza entrare in questioni storiche o religiose, bisognava ammettere che la Santa Casa non può essere stata fabbricata, come è, nel posto ove si trova (“Annali Santa Casa”, anno 1925, n.1).

Bisogna anche chiederci: per quale motivo “straordinario” (e difatti era proprio per un motivo “straordinario”!…) il Comune di Recanati, nel cui territorio era “traslata” la Santa Casa, non la fece “abbattere” o “spostare” dalla strada, quando i recanatesi stessi nel 1289 (cioè, pochi anni prima dell’arrivo della Santa Casa: ed è un documento ancora esistente) avevano emanato disposizioni, secondo le quali qualunque costruzione avesse occupato strade pubbliche doveva essere immediatamente abbattuta?  Nel caso della Santa Casa, al contrario, i recanatesi non solo “non la toccarono mai”, ma - lasciandola in mezzo alla strada (che veniva  così interrotta) - edificarono anche subito delle mura di sostegno alla Santa Casa stessa, nel timore che crollasse, mura che poi – secondo le testimonianze dell’epoca - “si discostarono da sole”!… E tutt’oggi le pareti della Santa Casa sono senza appoggi laterali, senza fondamenta, e con una parte sospesa sul vuoto di un fosso!…

Come è perciò possibile pensare (come scrivono certi “studiosi” di oggi) che i recanatesi - contro ogni legge fisica ed architettonica - possano aver edificato tre pareti in mezzo ad una loro strada principale di collegamento, violando le loro stesse leggi comunali, utilizzando delle pietre sconosciute nella regione marchigiana (e poi certificato essere provenienti dalla Palestina), usando una calce palestinese di oltre un millennio prima (e da dove prelevata?...), senza fare alcun fondamento alle pareti stesse, lasciando aperta la parete frontale, e poi – solo dopo alcuni anni – abbiano deciso di circondare queste tre “pareti” di un grosso muro di sostegno di veri mattoni locali (e questo muro con le ovvie e necessarie fondamenta!): muro però inutile, perché rimasto “misteriosamente” collocato ad una certa distanza, e quindi di nessun sostegno alle tre “Sante Pareti”… Non è tutto questo una assurdità evidente se si vuole credere che tutto ciò possa essere stata una semplice opera umana e si vuole escludere l’intervento soprannaturale?...

Come sarà  stato possibile, inoltre, effettuare un “trasporto umano” delle “Sante Pareti”, “vagante” in mezzo Mediterraneo per cinque anni?… Tale “trasporto” – si scrive – potrebbe essere stato effettuato da dei supposti “crociati”, che però non sono “mai nominati” in nessun luogo e in nessun tempo e in nessun documento e in nessun reperto archeologico. Inoltre, con quali “mezzi” di allora trasportare delle pareti di una casa per cinque anni in tanti luoghi diversi? Anche con i mezzi di oggi sarebbe possibile?… Come “posarla”, poi, “dall’alto” (!) in mezzo a fitte selve (come a Tersatto, ed anche la zona lauretana, come era anticamente). Ed anche: come fu possibile “estrarre” le tre “Sante Pareti” dalle chiese sovrastanti che le custodivano?

            Non è inoltre possibile sostenere l’ipotesi dello “smontaggio” e “rimontaggio” delle “sante pietre”, perché “la malta” con cui sono murate è “scientificamente” accertato essere della Palestina, dei dintorni di Nazareth e inesistente nelle Marche e in Italia. Come hanno fatto i supposti “crociati”, o chi per loro, a smontare e rimontare continuamente le “pietre” per “ricostruire” le Sacre Mura in tanti luoghi diversi (almeno cinque), per più anni (tra il 1291 e il 1296), e utilizzando (“procuratasi” “come”, “dove” e “quando?…) una malta di origine palestinese di un’altra epoca (perché la Santa Casa fu costruita oltre 2000 anni fa!) e senza mai fare alcuna commistione con altre “malte locali”?… E come avranno fatto a non alterare minimamente - nella ricostruzione - la perfetta geometria della Casa, perfettamente combaciante con le dimensioni delle fondamenta rimaste a Nazareth e con la grotta antistante rimastavi?… E come avranno fatto quegli ipotetici “crociati”, nella collocazione finale e definitiva, a “ricostruirla” - come pure taluni hanno scritto - in poche ore notturne  (per non farsi “accorgere” dai recanatesi che l’avrebbero impedito!…), in mezzo ad una strada senza solida consistenza, senza fare fondamenta, e “riedificando” parte delle mura… sul vuoto di un fosso?!… Tutto ciò – come sopra evidenziato dall’architetto Mannucci e da altri studiosi – sarebbe potuto avvenire solo andando contro le stesse leggi fisiche ed architettoniche, per cui, se la traslazione della Santa Casa di Nazareth a Loreto non fosse avvenuta per “un vero miracolo” soprannaturale, sarebbe però necessario - per assurdo - dichiarare almeno che fu per “un vero miracolo” che degli uomini possano essere riusciti a tanto!...

Tutto quanto sopra esposto sommariamente - come si vede bene - è “un coacervo di assurdità” umanamente inspiegabili, ma “spiegabili” solo se si “accetta” la verità dell’evento soprannaturale.

Bisogna perciò rigettare fermamente una recente opinione, purtroppo molto diffusasi, secondo cui la Santa Casa sarebbe stata ricostruita dagli uomini con delle “sante pietre” prelevate dalla Casa di Nazareth di Maria. Invece, come sopra dimostrato, a Loreto ci sono state portate proprio “le pareti” (proprio le “tre pareti integre”!) della Santa Casa e non solo delle “pietre” con cui sarebbe stata “ricostruita” la Santa Casa a Loreto, che è cosa assolutamente e umanamente “impossibile”!...

Anche la Beata Anna Caterina Emmerich, nelle sue “Rivelazioni”, attesta che “le pareti (proprio “le pareti” e non solo “le pietre”!) della Santa Casa di Loreto sono assolutamente le stesse di Nazareth”: quindi, se a Loreto le pareti della Santa Casa sono “assolutamente” le stesse di Nazareth, tali pareti non possono essere state mai né “smontate” né “ricostruite”, in alcun modo e da nessuno!

Poiché non esiste in realtà nessuna documentazione che possa far ipotizzare un “trasporto umano” della Santa Casa (e alcune, proposte da certi studiosi, sono del tutto “false”), resta invece “vero” che le traslazioni furono “miracolose”, come sono “realmente” e “storicamente” documentate, e che sono state almeno “cinque”:

·        nel 1291 (il 10 maggio) a Tersatto (da cui è “ripartita” il 10 dicembre 1294),

·        nel 1295 per nove mesi ad Ancona in località “Posatora”,

·        verso la fine del 1295 (forse il 2 dicembre, secondo il Riera, uno studioso medievale) nella “selva della signora Loreta”,

·        nel 1296 prima sul campo di due fratelli,  

·        e poi sulla pubblica strada, sull’attuale collina ove poi sorse la Basilica e, attorno, la cittadina di Loreto.

Riguardo alle documentazioni sui fatti accaduti, esistevano anche degli scritti e testimonianze composti dai contemporanei, che oggi purtroppo in gran parte sono andate perdute, soprattutto a causa di incendi che hanno distrutto gli archivi storici di Tersatto e di Recanati. Ma esistono scritti e testimonianze posteriori che rimandano a quei documenti dell’epoca, visti e riportati da altri. Esiste, soprattutto, “la tradizione orale” ininterrotta, tramandata dai testimoni oculari dell’epoca, ed esistono ancor oggi diverse chiese e lapidi che ricordano gli eventi accaduti in quegli anni della fine del XIII secolo.

Le chiese, in modo particolare, ancor più dei “documenti scritti”, sono le più inoppugnabili “prove” della verità dei fatti che esse intendono celebrare, perché se esse sono state edificate e consacrate per ricordare gli “eventi miracolosi” delle traslazioni della Santa Casa di Nazareth ciò è stato possibile perché così hanno voluto i Vescovi dell’epoca, costituendo esse perciò una “approvazione ecclesiastica” inconfutabile da parte dei “testimoni oculari” più autorevoli: i Vescovi stessi dell’epoca, di varie località.

A Tersatto, ove esiste tutta una tradizione locale esattamente parallela a quella di Loreto, c’è un Santuario, risalente al XIII-XIV secolo, che ricorda proprio la sosta della Santa Casa in quel luogo per circa tre anni e mezzo. Anche una lapide, ancor oggi esistente, riporta questo fatto “storico”, essendovi scritto in essa: “Venne la Casa della Beata Vergine Maria da Nazarette a Tersatto l’anno 1291 allì 10 di maggio et si partì allì 10 di dicembre 1294”. Da tale lapide di Tersatto si deduce che la data di arrivo della Santa Casa nella zona di Recanati come oggi si celebra - il 10 dicembre 1294 - è stato un errore di interpretazione fatto da parte di un archivista di Recanati, Girolamo Angelita, che nel XVI secolo fissò erroneamente quella data come quella di arrivo nella zona recanatese, confondendola con quella di partenza da Tersatto. Infatti tale data (il 10 dicembre 1294) riguardava “la partenza” o “scomparsa” delle tre “Sante Pareti” della Santa Casa da Tersatto, da cui poi fu portata dagli angeli del Cielo “in vari luoghi”, secondo come Gesù stesso rivelò a Santa Caterina da Bologna in una apparizione mistica il 25 marzo 1440.

Nella zona recanatese probabilmente la Santa Casa vi è giunta (secondo altri autori) forse il 2 dicembre 1295, o comunque alla fine di quell’anno. Ciò lo attesterebbe anche l’anno che ad Ancona è indicato come quello della “sosta” in quella città. Infatti ad Ancona è accertato in maniera indiscutibile che la Santa Casa si fermò anche lì, per nove mesi, su una collina prospiciente il porto, nell’anno 1295. E quindi è logico pensare che sia giunta nella zona recanatese alla fine di quell’anno. Tale località anconitana venne chiamata - come ancor oggi - “Posatora” (dal latino “posat et ora”), proprio in riferimento al fatto della Santa Casa che vi si era “posata” ed era stata ivi pregata dalla città. Esiste ancor oggi in tale luogo una Chiesa che ricorda quell’evento, e ove si custodiscono due lapidi. Una lapide era antichissima, risalente alla fine del XIII secolo o all’inizio del XIV secolo: essa, malauguratamente, è stata smarrita negli ultimi decenni per lavori di restauro della Chiesa, ma è testimoniata da più persone ancor oggi viventi, le quali ricordano chiaramente alcune parole che vi erano scritte in latino volgare antico “Quita futa reposata la Madona de Loreta… (e altro)”; cioè, “da qui è fuggita dopo essersi posata la Madonna di Loreta… (e altro)”. Un’altra lapide del XVI secolo, traduzione e copia di quella più antica, riporta ancor oggi: “In questa Selva/Qui posò la S(anta) Casa/Della madre di Dio/P(er) nove Mesi/MCCXCV”. Così anche vi è la testimonianza di un sacerdote anconitano dell’epoca, don Matteo, che lasciò uno scritto con la memoria di quell’evento miracoloso.

Ancor più probative dei documenti scritti, riguardo alla “verità” di tali fatti “miracolosi”, sono le tre chiese fatte costruire all’epoca dai Vescovi di Ancona: quella di Posatora (come scritto sopra), per onorare il luogo della sosta per nove mesi della Santa Casa su quella collina, quella di Barcaglione, tra Falconara ed Ancona (in ricordo del fatto che da quella collina fu “vista” dagli abitanti del luogo arrivare la Santa Casa “in volo” dal mare, proveniente da Tersatto) ed infine la Chiesa di “Santa Maria di Nazareth”, che è importantissima dal punto di vista storico, perché fu forse la prima in assoluto che venne edificata in contemporanea dei fatti miracolosi avvenuti e perché furono proprio i Vescovi di Ancona che, all’inizio del XIV secolo, vollero edificare tale Chiesa proprio accanto alla Cattedrale della loro città, per onorare “tutte le “traslazioni miracolose” avvenute (a Tersatto, ad Ancona e nella zona recanatese), e ove si compivano a tale scopo celebrazioni liturgiche pubbliche ed ufficiali in ricordo di tali “miracolose traslazioni”.

Esiste anche un’altra testimonianza indiscutibile, importantissima e ancor più probativa di tutto quanto già sopra esposto, e che “davvero” si può ritenere “risolutiva”: e riguarda la Basilica di “Santa Maria di Loreto” esistente a Forìo. Come si spiega, infatti,  che a Forìo, nell’isola d’Ischia (nel Mar Tirreno, davanti a Napoli), della gente di mare che frequentava il porto di Ancona per ragioni di commercio e di lavoro, presumibilmente dei pescatori, proprio nel 1295 (l’anno della sosta della Santa Casa in Ancona!) hanno riportato nella propria isola “immediatamente” la notizia di quanto stava accadendo in Ancona e nel suo entroterra, edificando “subito” - alla fine del XIII secolo, cioè pochi mesi o anni dopo il verificarsi dei “fatti” - un Santuario in onore delle “traslazioni miracolose della Santa Casa di Nazareth” in terra marchigiana?… Essi devono evidentemente aver sentito parlare, dagli abitanti  della città di Ancona, dei “fatti straordinari” che lì stavano accadendo e poi devono aver visto proprio loro stessi, con i loro occhi, “le tre pareti” della Santa Casa (o in Ancona o a Loreto), e forse possono persino aver visto le stesse “miracolose traslazioni” (avvenute in quell’anno “in vari luoghi”, fino al 1296), e hanno subito portato la notizia a Forìo ed edificato immediatamente un Santuario (prima ancora che si costruisse il Santuario stesso di Loreto). Tale Santuario, in onore e a ricordo delle “miracolose traslazioni”, è tutt’oggi esistente a Forìo ed anzi, recentemente, nel 1989, esso (assai ricco di arte, di storia e di devozione) è stato elevato anche al rango di “Basilica Minore”.

Non vedono certi “studiosi” “la contraddizione” “lampante” tra l’affermare che la “traslazione miracolosa” sarebbe un’amplificazione “leggendaria” dei secoli posteriori, mentre dalla Basilica costruita a Forìo alla fine del XIII secolo (oltre alle chiese di Ancona e di Tersatto), risulta al contrario e “indiscutibilmente” che i pescatori di Forìo hanno “immediatamente” (e proprio nel 1295!) riportato a Forìo, agli altri abitanti della loro cittadina, la notizia delle “traslazioni miracolose”, per “il ministero degli angeli”, avvenuta in Ancona o a Loreto? Se i pescatori di Forìo, approdati ad Ancona in quello stesso anno della traslazione, avessero saputo e constatato che si trattava di una “traslazione umana”, non avrebbero riferito “con naturalezza” questo fatto saputo dagli anconitani e da loro constatato direttamente?… Per quale motivo, invece, avrebbero riportato “la menzogna(perché sarebbe “tale”!…) che si trattava di “una traslazione miracolosa”?… Quale motivo avevano di “alterare il fatto storico” e addirittura “inventare” “un fatto soprannaturale”, quando tutti i contemporanei potevano facilmente recarsi ad Ancona o a Loreto (come poi realmente avvenne, come dimostrano tante monete dell’epoca ritrovate a Loreto nel sottosuolo della Santa Casa) ed accertarsi direttamente che “non era un fatto soprannaturale”, avendo modo di poter interrogare gli stessi “testimoni” del luogo, ancora tutti viventi?…

Di fronte a questa “prova” della Basilica costruita a Forìo, si dovrebbe comunque dire - se fosse vera “l’alterazione leggendaria” dei fatti - che “l’alterazione leggendaria” è “già” del 1295 e non certo di uno o due secoli dopo!… E’ “ragionevolmente” possibile questo?… Non è allora ancor più “evidentissimo” quanto “tutto” diventa “illogico”, “assurdo” ed “impossibile” se si contraddice “la verità” della “traslazione miracolosa”?…

Infine esiste ancor oggi la chiesetta della Banderuola, che ricorda la prima sosta della Santa Casa nella zona recanatese, in una selva di proprietà di una signora di nome Loreta (da cui il toponimo di “Loreto”), dietro l’attuale Stazione di Loreto. Esiste anche il ricordo del luogo del campo dei due fratelli (con una lapide commemorativa), accanto all’attuale Palazzo Apostolico sul colle laureano, ed esiste infine soprattutto la BASILICA DI LORETO, costruita appositamente sul luogo stesso dell’ultima traslazione miracolosa in mezzo ad una pubblica strada, e voluta – tale Basilica – dai Sommi Pontefici, che l’hanno protetta, venerata, e beneficata in ogni modo, in tutti i secoli, approvando “la verità storica” delle “miracolose traslazioni” e promuovendone anche il culto liturgico, con l’istituzione della Festa della Traslazione Miracolosa, il 10 dicembre di ogni anno.

Di fronte a queste, e ad altre innumerevoli “prove” storiche, archeologiche e scientifiche, che non è possibile qui riportare - e che rimando al mio libro “LA VERIDICITA’ STORICA DELLA MIRACOLOSA TRASLAZIONE DELLA SANTA CASA DI NAZARETH A LORETO” e ai testi che gradualmente verranno pubblicati nel Sito Internet www.lavocecattolica.it/santacasa.htm - si deve concludere con le parole del “grande” SAN PIETRO CANISIO (Dottore della Chiesa), grande difensore della Santa Casa e della verità delle sue “traslazioni miracolose”: “Ma che vado io discorrendo intorno alle glorie di questa Santa Casa? Posso conchiudere con le parole del Patriarca Giacobbe: Terribile è questo luogo, è la Casa stessa di Dio e la Porta del Cielo! Perciò esortiamo tutti quanti i fedeli, quanti sono sinceramente cristiani, perché – memori della loro salvezza e non ingrati alla divina misericordia, la quale non desiste mai dal proteggerci – vogliano con la più grande devozione e pietà visitare, onorare e venerare questa abitazione di Maria, soggiorno di Cristo, talamo dello Spirito Santo, tesoro di ogni grazia, eterno monumento della Divina Misericordia, e comune difesa dei meschini, per rendere ogni grazia a Dio immortale, che schiuse questo asilo alla umana debolezza”.

Per approfondire questi argomenti, nel mio Sito Internet www.lavocecattolica.it è stata aperta anche una sezione interamente dedicata alle “miracolose traslazioni della Santa Casa di Nazareth” (all’indirizzo diretto www.lavocecattolica.it/santacasa.htm) , nella quale saranno gradualmente pubblicate tutte le documentazioni storiche, archeologiche, scientifiche, le approvazioni dei Papi e le rivelazioni mistiche dei Santi, attestanti “LA VERITA’ STORICA DELLE MIRACOLOSE TRASLAZIONI DELLA SANTA CASA DI NAZARETH A LORETO”, “… affinché per l’incuria degli uomini, che di solito offusca anche le cose più insigni, non sia cancellato il ricordo di un fatto così meraviglioso, come scrisse il Beato Giovanni Battista Spagnoli nel “riportare” (dalle antiche documentazioni) la storia delle “miracolose traslazioni” della Santa Casa di Nazareth.

 

Prof. GIORGIO NICOLINI

 

 

+ CORRISPONDENZE CON “LA VOCE” *

 

Mi scuso con quanti mi scrivono e a cui non posso rispondere in tempi brevi a causa dell’impossibilità di gestire una corrispondenza talvolta troppo elevata. Per richieste di risposte urgenti si prega di utilizzare il telefono, per poter rispondere e parlare direttamente “a voce” (Tel. 071.2801766 o Cell. 338.2892353). Ringrazio quanti mi hanno già scritto, a cui cercherò di rispondere appena possibile.         Prof. Giorgio Nicolini   -   giorgio.nicolini@poste.it

 

 

 “Sia il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno”

(Mt.5,37)

APPELLO ALL’ARCIVESCOVO DI LORETO

Sua Ecc.za Mons. GIANNI DANZI

… (omissis) …

IL TESTO INTERO DELL’APPELLO E’ LEGGIBILE COLLEGANDOSI ALL’INDIRIZZO INTERNET

www.lavocecattolica.it/10novembre2005.htm

 

APPELLO AL DIRETTORE DELLA “CONGREGAZIONE UNIVERSALE DELLA SANTA CASA”

Padre GIUSEPPE SANTARELLI

… (omissis) …

IL TESTO INTERO DELL’APPELLO E’ LEGGIBILE COLLEGANDOSI ALL’INDIRIZZO INTERNET

www.lavocecattolica.it/17novembre2005.htm

 

APPELLO AL RETTORE DELLA “BASILICA DELLA SANTA CASA”

Padre MARZIO CALLETTI

… (omissis) …

IL TESTO INTERO DELL’APPELLO E’ LEGGIBILE COLLEGANDOSI ALL’INDIRIZZO INTERNET

www.lavocecattolica.it/24novembre2005.htm

 

 

alcune TESTIMONIANZE

(con autorizzazione alla pubblicazione)

 

 

--- Original Message --- 

From: carlo(…)@tiscali.it  -

To: giorgio.nicolini@poste.it

Sent: Tuesday, September 07, 2004 1:39 PM –

Subject: Ringraziamento

           

            Sono una persona di 59 anni, maceratese.

Ricordo che da bambino (anni Cinquanta), facendo visita al santuario di Loreto, i frati raccontavano del trasporto degli angeli, della mancanza delle fondazioni, ed altre cose; ma pressati dalla curiosità relativa ai fatti narrati se dovessero essere ritenuti certi, concludevano dicendo che era una "leggenda", e chi voleva la poteva credere.

Circa venti anni fa, in una visita al Santuario, ricordo di avere ascoltato da un frate la spiegazione del trasporto fatto da trasportatori di nome Angeli; trasporto di reliquie eseguito in un’epoca in cui molto ci si teneva...

Poi ho avuto informazione degli studi eseguiti dall'architetto Monelli circa la natura ed il tipo dei materiali impiegati nelle mura della Santa Casa; un approccio scientificamente importante e valido per molte spiegazioni relative alla provenienza.   

Quanto ho potuto ora leggere con attenzione è significato per me "tradizione" della chiesa, che è supportata da numerosi fatti storici con anche l'intervento di Santi e Beati (cioè di Dio!).

Ringrazio di cuore perché mi è piaciuto molto.

Per poter parlare occorre non essere ignoranti, ma conoscere.

Anche io considero bene che nulla è impossibile a Dio, e mi piace quando riesco a vedere il Suo filo conduttore nelle cose. Quella di oggi è stata per me una rivelazione storica ed al tempo stesso scientifica e di fede, utile per essere illuminato e contento della presenza di Dio tra gli uomini. Grazie.

Carlo Rinaldelli (Macerata)

 

--- Original Message --- 

From: achille(…)@hotmail.com  

To: giorgio.nicolini@poste.it

Sent: Tuesday, September 07, 2004 5:51 PM - Subject: Santa Casa

 

Egregio e, mi consenta, caro Professore,

            sono rimasto letteralmente INCANTATO non solo dai contenuti della Sua ampia lettera sulla Santa Casa, peraltro alcuni già in mia conoscenza, quanto dal tenore delle sue argomentazioni che ho trovato fondatissime e pertinentissime. Purtroppo - o, chissà? per fortuna - non sono più giovanissimo e mi trovo a vivere in un ambiente ecclesiale dove tutto è ipotrofico e relativistico.

            Ci si vergogna - A TANTO SI E’ ARRIVATI! - a difendere la santa Fede e la santa Tradizione Cattolica. Quei pochi che azzardano a rompere questo cerchio diabolico sono alcuni laici, tipo Messori e tipo Lei.

            Grazie alla Sua lettera mi sono ritrovato come d’incanto nel periodo felicissimo della mia infanzia, quando si era santamente fieri di essere Cattolici, quando si spiegava la Fede attraverso la ragione, poiché si diceva - e giustamente - che la Fede supera ma non contraddice alla ragione, quando si faceva un vanto - sì un vanto, e perché no? - di possedere ed esibire la Santa Casa e la SACRA Sindone - ora non più sacra, chissà perché? - e, persino nell'ultima chiesetta di periferia, povera e di legno, si svolgevano liturgie che incantavano persino gli angeli: era il tempo delle conversioni e delle vocazioni.

            Poi è venuta la cosiddetta “primavera dello spirito”: sarà ma io sento un gran gelo addosso... ...

            Di nuovo GRAZIE e che Dio la remuneri per lo zelo che ha per la sua casa (in tutti e due i sensi).

 

Achille Togna (Roma)

 

 

----- Original Message -----

From: Franco D.P.

To: giorgio.nicolini@poste.it

Sent: Friday, November 04, 2005 10:43 PM

Subject: Guida Spirituale di Loreto... su Santa Casa di Nazaret...!

 

Pace e Bene in Cristo e Maria, caro prof. Giorgio Nicolini,

            come è triste vedere scritto su di un documento spirituale di Loreto tale affermazione: “Si va sempre più confermando l'ipotesi secondo cui le pietre della Santa Casa sono state trasportate a Loreto su nave, per iniziative della nobile famiglia Angeli... trasmise a lui una serie di beni dotali, fra i quali compaiono con spiccata evidenza: “le sante pietre portate via dalla casa della Nostra Signora la Vergine Maria di Dio” (pg.2).

            Per coloro che non hanno avuto la fortuna di potere leggere il suo Meraviglioso e Bellissimo libro, che ne sarà di loro... a riguardo della Santa Traslazione!?

            Perché Lei con i suoi studi e i responsabili della Santa Casa di Loreto si è così distanti...!

            Dopo avere letto il Suo libro io e la mia famiglia ci siamo recati a Loreto: è stata mia moglie a farmi notare questo particolare... “molto particolare”.

            Grazie a Lei e a i Suoi studi.

                                             Franco Di Pietrantonio

 

----- Original Message -----

From: DeMarini Stefania

To: giorgio.nicolini@poste.it

Sent: Friday, November 25, 2005 1:45 PM

Subject: Grazie

 

            Sono una semplice donna, invalida. La mia famiglia era originaria delle Marche Mombaroccio (Ps). La mia mamma era devotissima della Madonna di Loreto. Credo che nel 1925 abbia partecipato ad un Congresso Eucaristico nella Basilica, e mi raccontava che la Santa Casa era sollevata da terra tanto che si poteva mettere una mano sotto. Recandomi anch’io a Loreto ho potuto vedere che l’altare e l’attuale costruzione non mettono in evidenza la cosa. Forse era solo una pia illusione? Inoltre mi ha insegnato la devozione alle mille “Ave Maria” da recitare in ginocchio dalla mezzanotte all’alba del 15 agosto per ottenere una grazia. Mi piacerebbe sapere l’origine di questa devozione che in casa nostra ha sempre funzionato…         

            Io credo come mi hanno insegnato che veramente la Santa Casa abbia “volato” e quando ho letto il riferimento alla famiglia Angeli come spiegazione mi sono proprio arrabbiata.

            Grazie per quello che fa.

Stefania De Marini

 

----- Original Message -----

From: Giorgio Nicolini

To: DeMarini Stefania

Sent: Friday, November 25, 2005 8:29 PM

Subject: Le pareti "sospese"

 

Gent.ma Stefania,

    per risponderLe in maniera più semplice e veloce mi sarebbe utile avere il Suo numero telefonico e fornirLe "a voce" le spiegazioni che mi richiede; oppure, se lo desidera, mi telefoni Lei, liberamente, quando vuole, ai numeri sottoindicati.

    In ogni caso, qui Le preciso - per chiarezza - che la Santa Casa non è sollevata da terra, ma ha una parte "sospesa sul vuoto" di un fosso laterale della strada su cui gli "angeli" (quelli del Cielo!) l'hanno posata miracolosamente. Inoltre, alla base di alcuni punti delle Sante Pareti (poiché sono "posate" sulla strada e senza fondamenta), ci sono delle zone ove effettivamente ci può passare una mano, proprio perché le “Sante Pareti” a Nazareth sono state “sradicate” o “divelte” dalle fondamenta “in modo miracoloso”, lasciando una “irregolarità” tra “le pietre” rimaste nelle fondamenta di Nazareth e “la base” delle “Pareti” giunte a Loreto e “posate” sulla pubblica strada e… sul vuoto di un fosso. Tutto ciò attesta ancor più la miracolosità del fatto.

     Riguardo alla famiglia “Angeli” dell’Epiro che avrebbe fatto “il trasporto umano”, si tratta - in riferimento alla Santa Casa di Loreto - di un “vero” “falso”, perché non ha nessuna relazione con la storia di Loreto, come ho già ampiamente dimostrato nel mio libro “LA VERIDICITA’ STORICA DELLA MIRACOLOSA TRASLAZIONE DELLA SANTA CASA DI NAZARETH A LORETO”.   (…)      

    Se me ne dà il permesso, pubblicherei il Suo messaggio nella mia LETTERA INFORMATIVA "LA VOCE", a migliore chiarezza anche per altri.

     Sperando di risentirla e ringraziandoLa del Suo sostegno, Le invio i più cordiali saluti ed auguri di ogni bene, sotto la protezione della Immacolata Vergine Lauretana.

 

Prof. GIORGIO NICOLINI

Tel. 071.2801766 – Cell. 338.2892353

----- Original Message -----

From: DeMarini Stefania

To: 'Giorgio Nicolini'

Sent: Saturday, November 26, 2005 2:32 PM

Subject: R: Le pareti “sospese”

 

Gent.mo Prof. Nicolini,

        abito a Genova, sono diventata disabile motoria per una serie di patologie. Ripensando a quanto mi raccontava la mamma…“Sai, a Roma c’è la Basilica di Santa Maria Maggiore: la statua della Madonna volge il dito verso Loreto ad indicare che è lì “la Maggiore”. Non ho mai verificato l’attendibilità, ma mi sembra curioso. Tengo a dirLe che la famiglia era di umili origine contadine, ma il nonno “viveva in mezzo a frati, sacerdoti e amministrava una parrocchia per un Monsignore”; era - dicono – una persona di gran Fede. Questo per dirLe che le notizie trasmessemi non venivano certo da fonte laica…!!

            Pubblichi pure la mia “e-mail” se crede che questo possa essere utile. Grazie ancora.

            Quando si sente nel cuore “la spinta” per una causa del genere solo lo Spirito Santo può soffiare nel modo giusto.

Stefania De Marini

 

 ----- Original Message -----

From: Francesco Dal Pozzo

To: Giorgio Nicolini

Sent: Friday, November 25, 2005 7:21 PM

Subject: LA VOCE del 24 novembre


Carissimo Giorgio,

            leggendo l'ultimo numero de LA VOCE, all'oggetto, con tutte le perorazioni e lettere lì richiamate e/o riportate, e tutte sempre garbatissime, in particolare quella al Padre Santarelli, pur nella loro oggettiva e - oserei dire - scandalosa serietà ... (…omissis...)

            A questo punto, con la ricorrenza lauretana del 10 dicembre ormai alle porte, i tempi mi paiono farsi davvero stretti, e tale ricorrenza potrebbe anche, dopotutto, costituire per tutti i tuoi interpellati una IMPERDIBILE OCCASIONE...

            Resto dunque più che mai saldo, “in torretta”, a scrutare e... pregare!

                                                       Avv. Prof. Francesco Dal Pozzo 

 

IL CORAGGIO DELLA VERITA’

PAOLO VI, discorso al Sacro Collegio del 18 maggio 1970

Oggi, una grande grazia noi dobbiamo implorare con fervore dallo Spirito Santo. L’ora che suona al quadrante della storia esige effettivamente da tutti i figli della Chiesa un grande coraggio, e in modo tutto speciale il coraggio della verità, che il Signore in persona ha raccomandato ai suoi discepoli, quando ha detto: «Che il vostro sì sia sì, il vostro no, no» (cfr. Mt.5,37). (…) Il coraggio della verità si impone più che mai ai cristiani, se vogliono essere fedeli alla loro vocazione di dare un’anima a questo mondo nuovo che si sta cercando. Che la nostra fede a Cristo sia senza incrinature, in questa nostra epoca contrassegnata, come quella di Sant’Agostino, da una vera «miseria e penuria di verità» (Serm.11,11; Miscellanea Agostiniana 1930, p.256). (…)

Il coraggio di proclamare la verità è anche la prima e indispensabile carità che i pastori di anime debbono esercitare. Non ammettiamo mai, anche sotto il pretesto della carità verso il prossimo, che un ministro del Vangelo annunci una parola puramente umana. Ne va di mezzo la salvezza degli uomini. (…) Noi vogliamo fare appello a tutti i pastori responsabili affinché alzino la loro voce quando è necessario, con la forza dello Spirito Santo (cfr. At.1,8), per chiarire ciò che è torbido, raddrizzare ciò che è distorto, riscaldare ciò che è tiepido, riconfortare ciò che è debole, illuminare ciò che è tenebroso. Questa, più che non mai, è l’ora della chiarezza per la fede della Chiesa.

 

 

PROFEZIE

San Luigi Orione fin dal 1921 profetizzava: "Il tempo viene ed è suo. Io sento appressarsi una grande giornata, la giornata di Dio!... Cristo viene ed è vicino: Cristo si avanza. Il secolo XIX è stato il secolo delle unità politiche, delle unità nazionali, ma io vedo un'altra grande unità: la più grande unità morale si va formando, nessuno la fermerà. Io vedo l'umanità che si va unificando in Cristo: non ci sarà che un corpo, che uno spirito, che una Fede. Vedo dai quattro venti venire i popoli verso Roma. Vedo l'Oriente e l'Occidente riunirsi nella Verità e nella Carità che è Cristo, vivere la vita di Cristo e formare i giorni più belli della Chiesa. Il mondo ne ha bisogno e Gesù viene: sento Cristo che si avanza. Sarà una mirabile ricostruzione del mondo nuovo: non sono gli uomini che la preparano, ma la Mano di Dio".

 

(Una profezia di Paolo VI, all’Angelus del 5 dicembre 1976)

esortiamo PURE voi, figli carissimi,

a cercare quei “segni dei tempi”

che sembrano precedere un nuovo avvento di Cristo fra noi.

Maria, la portatrice di Cristo, ci può essere maestra,

anzi ella stessa l’atteso prodigio

 

L'ALBEGGIARE DI UN NUOVO GIORNO

 "Volgendo lo sguardo verso il futuro, aspettiamo fiduciosi l'albeggiare di un nuovo Giorno. Quanti operano agli avamposti della Chiesa sono come le sentinelle sulle mura della Città di Dio, alle quali noi chiediamo: "SENTINELLA, QUANTO RESTA DELLA NOTTE?" (Is.21,11), ricevendo la risposta: "SENTI? LE TUE SENTINELLE ALZANO LA VOCE, INSIEME GRIDANO DI GIOIA, PERCHE' VEDONO CON I LORO OCCHI IL RITORNO DEL SIGNORE IN SION" (Is.52,8). La loro testimonianza generosa in ogni angolo della terra annuncia che "in prossimità del Terzo Millennio della Redenzione, Dio sta preparando una grande primavera cristiana, di cui si intravede l'inizio" (Una “profezia” del “santo” Pontefice Giovanni Paolo II, Enc. "Redemptoris Missio", n.86).

 

Messaggio da Mediugorie del 25 novembre 2005, di Maria “Regina della Pace”

(“l’atteso prodigio” profetizzato da Paolo VI)

“Cari figli, anche oggi vi invito: pregate, pregate, pregate, fino a che la preghiera non diventi vita. Figlioli, in questo tempo in modo particolare prego davanti a Dio affinché vi doni il dono della fede. Solo nella fede scoprirete la gioia del dono della vita che Dio vi ha donato. Il vostro cuore sarà gioioso pensando all’eternità. Io sono con voi e vi amo con amore tenero. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

 

ALLA FINE IL MIO CUORE IMMACOLATO TRIONFERA’

 

 

 

 

PER CONTRIBUIRE A RIPRISTINARE LE RADICI CRISTIANE IN EUROPA

LEGGI E FAI CONOSCERE I SITI INTERNET SOTTOINDICATI

www.fuocovivo.org/MOVIMENTO/INDEXMOVIMENTO.htm

www.lavocecattolica.it/santacasa.htm

 

NON OPPORSI AD UN ERRORE  VUOL DIRE APPROVARLO

NON DIFENDERE LA VERITA’  VUOL DIRE SOPPRIMERLA

(Sentenza del Papa San FELICE III – anni 483-492)

 

 

AVVERTENZE

Questo messaggio viene inviato a modo di "corrispondenza personale" a circa 7700 indirizzi di Posta Elettronica presenti nella mia Rubrica Privata o Lista di contatti. Tali indirizzi provengono o da richieste esplicite di iscrizione o da contatti personali avuti o da indirizzi segnalati da altri in quanto persone interessate o da elenchi e servizi di pubblico dominio o pubblicati in Internet e talvolta risultano registrati anche per errore, a causa di messaggi prodotti da “virus informatici” che ne hanno generato automaticamente ed erroneamente l’iscrizione, come talvolta mi è stato segnalato. In ottemperanza della Legge 175 del 31/12/1996, per la tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali, in ogni momento è possibile modificare o cancellare i dati presenti nella mia Rubrica Privata. Nel caso le comunicazioni inviate a modo di “LETTERA INFORMATIVA”, sotto il titolo "LA VOCE", non fossero di tuo interesse, o ti fossero pervenute per errore, sarà possibile la cancellazione del tuo indirizzo informandomi telefonicamente o mediante un messaggio di Posta Elettronica a giorgio.nicolini@poste.it specificando l'indirizzo o gli indirizzi di Posta Elettronica da rimuovere, e avente come oggetto del messaggio:  "RIMUOVETEMI". Mi sarebbe gradito conoscere anche la motivazione dell'eventuale richiesta di "rimozione", per avere modo, se gradito, di chiarire meglio - a livello individuale - i contenuti di quanto viene inviato mediante la Posta Elettronica e che non fossero condivisi. Mi scuso, in ogni caso, dell'eventuale disturbo arrecato e ringrazio per la tua gentile attenzione. Mi scuso anche con quanti mi scrivono e a cui non posso rispondere in tempi brevi a causa dell’impossibilità di gestire una corrispondenza troppo elevata. Per risposte urgenti si prega di utilizzare il telefono (Tel. 071.2801766 o Cell. 338.2892353), per poter parlare direttamente “a voce”. Si prega anche quanti mi scrivono di precisare subito se desiderano che le loro corrispondenze siano pubblicate ed eventualmente in quale forma (cioè, firmate con nome e cognome, oppure solo in forma anonima). Ringrazio per quanti mi hanno già scritto, a cui cercherò di rispondere appena possibile.

A cura del Prof. GIORGIO NICOLINI - Via Maggini, 230 – 60127 ANCONA – Italia

Cellulare 338.2892353 – Telefono 071.2801766 – 071.83552 - Facsimile 178.4413104 – Conto Corrente Postale 13117056

Posta Elettronica: giorgio.nicolini@poste.it - Siti della Rete Internet: www.lavocecattolica.it -www.lavoce.an.it - www.fuocovivo.org

 

SI AUTORIZZA E SI RACCOMANDA LA DIFFUSIONE DI QUESTI TESTI

AD ALTRI INDIRIZZI DI POSTA ELETTRONICA E L'INSERIMENTO IN SITI DELLA RETE INTERNET

Diffondete la buona stampa tra le persone vostre amiche e conoscenti. La buona stampa entra anche nelle case dove non può entrare il sacerdote, è tollerata persino dai cattivi. Presentandosi non arrossisce, trascurata non si inquieta, letta, insegna la verità con calma, disprezzata, non si lamenta (San Giovanni Bosco)

 

 

Se non desideri ricevere LA VOCE

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giorgio.nicolini@poste.it

con oggetto: RIMUOVETEMI

 

 

Questi testi e quelli precedenti sono prelevabili agli indirizzi Internet

www.lavocecattolica.it

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