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 Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce,
ma non sai di dove viene e dove va:
così è di chiunque è nato dallo Spirito
(Gv.3,8)


Ancona
Domenica, 8
 maggio 2005

Mercoledì, 6 maggio 2012
(Una proposta di un Calendario Universale a partire dal Concepimento "reale" di Cristo)

 

 

8 MAGGIO

SUPPLICA ALLA MADONNA DEL ROSARIO DI POMPEI

 

 

 

 

 

Carissimo amico e carissima amica, questo Giornale Informatico "LA VOCE" http://www.lavocecattolica.it/lettere%20informative.htm  è un umile mezzo d'informazione e quindi è un semplice strumento di comunicazione sociale, pensato per illustrare tematiche religiose, spirituali e sociali, anche di quelle che in molti casi si preferisce non divulgare o mettere a tacere. La diffusione di articoli o notizie è una scelta dettata dall'obbedienza alla Volontà di Gesù, il Figlio di Dio e Figlio di Maria, e Salvatore del Mondo. Gesù disse: "Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura" (Mc.16,15) e "Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date" (Mt.10,8). Questo modesto contributo sulla Rete Internet è animato dalla convinzione che ognuno di noi ha il dovere di impegnarsi per far risplendere la Luce del bene in una società offuscata dalle tenebre del male.

A cura del Prof. GIORGIO NICOLINI - Via Maggini, 230 – 60127 ANCONA – Italia - Cellulare 338.2892353 - Tel. 071.83552 - Facsimile 178.4413104 – Conto Corrente Postale 13117056 - Posta Elettronica: giorgio.nicolini@poste.it- Siti della Rete Internet: www.lavocecattolica.it - www.lavoce.an.it - www.fuocovivo.org 


LE CONDIZIONI PER LA MORALITA'

DELL'ASTENSIONE "VIGILATA"

AL REFERENDUM

 

AL COMITATO "SCIENZA E VITA"

 

RISPOSTA E PROPOSTA

 

----- Original Message -----

From: Comitato Scienza e Vita

To: giorgio.nicolini@aruba.it

Cc: comitato legge 40

Sent: Saturday, May 07, 2005 3:18 PM

Subject: referendum

 

Gentile prof. Giorgio Nicolini,

 

    La ringraziamo per quanto ci scrive e per i suggerimenti che ci ha dato. In effetti, se ci fosse una comunicazione ufficiale e certa del raggiungimento del "quorum" sarebbe possibile andare a votare "NO".

    In concreto potrebbe, però, risultare difficile mobilitare il Lunedì tutte le persone che con la loro astensione avevano già espresso una loro chiara opposizione ai Referendum.

 

La salutiamo cordialmente ringraziandola per il suo sostegno,

 

il Comitato Nazionale Scienza e Vita

 

Da:=/font> La Voce [mailto:giorgio.nicolini@aruba.it]
Inviato: giovedì 24 =arzo 2005 10.14
A: 00000.COMITATO SCIENZA = VITA; 00003.GIOVANNI PAOLO II; La Voce
Oggetto: L'IRRAZIONALITA' DELL'ASTENSIONE A TUTTI I COSTI proposta per il prossimo =eferendum

 

 

LETTERA APERTA

AL COMITATO "SCIENZA E VITA"

 

 

Ancona, 23 marzo 2005

 

Spett. Comitato "Scienza e Vita",

    (chiedendo scusa di non sapere a chi mi rivolgo "personalmente")

    giustamente sostenete che "senza la Legge 40/2004" sulla Fecondazione Artificiale si torna al "far west" procreatico e volete impedirlo con la proposta dell'astensione generalizzata.

    Allora, visto che né i Vescovi né alcun altro vogliono porre in luce "i problemi morali" sotto specificati (e tutti validi!), faccio allora un'altra osservazione ulteriore, che forse ancora non è stata ben compresa.

    Se "il quorum" risultasse superato in qualunque ora del giorno in cui si voterà (alle 12.00, alle 15.00, alle 18.00, ecc.), come potrete impedire l'abrogazione della Legge 40 contro la probabilissima vittoria dei "Sì" se "tutti" vi asterrete dall'andare a votare "NO", anche dopo aver saputo che "il quorum" - prima della chiusura dei seggi - è stato superato nonostante l'astensione proposta?...

    In un caso del genere non vincerà sicuramente il "Sì" (come viene ripetutamente "previsto") dato che vi asterrete tutti dall'andare a votare "NO"?... Non sarà proprio la vostra astensione, in un caso del genere, che "rafforzerà" e "renderà più facile" la vittoria dei "Sì"?... 

    Il proporre, perciò, "L'ASTENSIONE GENERALIZZATA", senza precisare che bisogna però andare a votare tutti "NO" se "il quorum" ad un certo punto del giorno risultasse davvero superato nonostante l'astensione proposta, non è UN ANDARE CONTRO VOI STESSI E LO SCOPO DEL VOSTRO COMITATO(a cui mi associerei ben volentieri solo se proponeste questa seconda "clausola" tanto "LOGICA" ed "ELEMENTARE")?...

    Come potrete sperare di impedire l'abrogazione della "Legge 40" se, nonostante accadesse che "il quorum" ad un certo punto del giorno (o anche solo nell'ultima ora) risultasse davvero superato, tutti continuassero ad astenersi dall'andare a votare "NO"?....

    Una volta che "il quorum" risultasse davvero superato non è proprio andando a votare "tutti" "NO" che si potrà sperare di impedire una vittoria dei "Sì" e quindi si potrà IMPEDIRE L'ABROGAZIONE di una Legge che, pur non essendo "cattolica", tuttavia "salva" milioni e milioni di bambini?...

    Mi chiedo se in tutta questa vicenda referendaria dell'ASTENSIONE A TUTTI I COSTI, al di là dei problemi morali sotto precisati, SI USI ANCORA LA RAGIONE O NO.

    Chiedo umilmente "perdono" di quest'ultima espressione, ma non so più in quale altro modo riuscire a farmi capire.

    Auguro una Buona e Santa Pasqua.

 

Prof. GIORGIO NICOLINI
Posta Elettronica:
giorgio.nicolini@poste.it
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LA RISPOSTA

E LA PROPOSTA

 

Ancona, 7 maggio 2005

 

Gent. Comitato,

    ringrazio di cuore della risposta ricevuta, pur facendo umilmente presente che il mio messaggio è del 24 marzo 2005 e, nel frattempo avevo anche inviato Fax e telefonato, ma MAI HO RICEVUTO UNA RISPOSTA DA ALCUNO. Ed avevo anche inviato negli ultimi tre-quattro mesi decine di altri messaggi di RICHIAMO e di SUGGERIMENTI, oltre che al vostro Comitato, soprattutto alla Conferenza Episcopale Italiana, ad AVVENIRE, a RADIO MARIA e a tanti conduttori che vi trasmettono, all'OSSERVATORE ROMANO, a Vescovi, Sacerdoti, Deputati, Giornalisti, ecc., e - finché è vissuto Giovanni Paolo II - chiedendo un'Udienza (e l'avevo anche ottenuta, ma è "saltata" all'ultimo momento per il ricovero al "Gemelli") per "dirimere" il PROBLEMA MORALE, che è l'aspetto PIU' IMPORTANTE E VITALE DI TUTTI. Ma le cose, come sappiamo, per quanto riguarda Giovanni Paolo II, Dio le ha disposte diversamente.

    Anche al Card. Ratzinger (ora Benedetto XVI) avevo inviato degli appelli, venendo appositamente due volte in febbraio a Roma e presentandomi anche di persona presso "la Congregazione per la Dottrina della Fede" e riuscendo persino ad incontrarlo "di persona", il 23 febbraio scorso, e al quale (al "nuovo" amatissimo Benedetto XVI) potei consegnare "a mano" un'ultima petizione, che però forse l'ex-Card. Ratzinger non ha avuto il tempo di esaminare né di rispondervi.

    Ora cosa fare?... In realtà era già dall'inizio - come dissi telefonicamente al Segretario del Card. Ruini, all'inizio del mese di febbraio - che la proposta dell'astensione doveva essere associata al problema del possibile superamento del "quorum", dando l'AVVERTIMENTO che in tale caso era UN DOVERE GRAVISSIMO andare a votare NO. E la gente doveva essere preparata ed educata a questo "DISCERNIMENTO". Ma ora, con tutte le Chiese, le Associazioni ecclesiali e laicali, ed ogni altro ambiente pieni di manifesti dallo slogan "LA VITA NON PUO' ESSERE MESSA AI VOTI" e "SCEGLI DI NON ANDARE A VOTARE" come far capire "la clausola" dell'andare a votare NO se "il quorum" verrà raggiunto?...

    Personalmente "risolvo" questo problema "educando" tutti quelli che posso incontrare o che posso raggiungere (soprattutto con la Posta Elettronica, Internet, e le telefonate) a chiarire questa "eventualità" e ad essere "PRONTI" fino all'ultima ora ad andare a votare NO se "il quorum" risulterà superato in qualunque ora della Domenica 12 giugno o di Lunedì 13 giugno. I dati dell'affluenza alle urne sono stati sempre forniti dal Ministero dell'Interno, e saranno dati fino all'ultimo Telegiornale delle 13.30 di lunedì 13 giugno: e tali dati non sono FALSIFICABILI.

    RADIO MARIA (come anche già suggerii all'inizio di febbraio al Segretario del Card. Ruini) potrebbe fare da COLLEGAMENTO per tutta l'Italia, "educando" la gente allo stare "PRONTI" fino all'ultima ora e a dare l'AVVISO FINALE di andare TUTTI a votare NO se "il quorum" risultasse "davvero" superato ad un certo punto delle votazioni, se così davvero risultasse dai dati forniti "ufficialmente" dal Ministero dell'Interno e quindi NON FALSIFICATI.

    Poiché c'è in gioco la vita di milioni di bambini e, in realtà, TUTTA LA CIVILTA' FUTURA, bisogna fare TUTTO IL POSSIBILE per non disperdere un solo voto e quindi per riuscire a vincere il Referendum. Quando si è fatto tutto il possibile, non si è responsabili di ciò che avverrà e che non è dipeso dalle nostre volontà. Ma NOI DOBBIAMO AVER FATTO TUTTO IL POSSIBILE, SENZA AVER OMESSO NULLA.

    Anche nei dibattiti televisivi che si apriranno a breve, BISOGNA CHIARIRE E DIRE - proponendo l'astensione - che BISOGNA ESSERE PRONTI ad andare a votare NO se "il quorum" sarà superato prima della chiusura delle votazioni. Più gente lo saprà e lo capirà, più gente lo farà. Certuni che ho avvisato personalmente, mi hanno detto: "GRAZIE! NON CI AVEVO PENSATO!"... Allora facciamolo PENSARE a tutti quelli che ascolteranno e vogliono seguire la proposta dell'astensione. Poi ognuno risponderà di fronte alla propria coscienza di ciò che farà o non farà. Se qualcuno non la capirà (questa "clausola") nella sua coscienza non sarà responsabile di non aver fatto ciò che non aveva capito. Ma chi capirà lo farà: e UN SOLO VOTO IN PIU' potrebbe essere determinante per far vincere il NO, nel caso del superamento del "quorum".

    Non bisogna temere, al riguardo, le "irrisioni" degli avversari o le loro "provocazioni", come se tale "strategia" sia "anti-democratica" o faccia ricorso ai "sotterfugi": la vita va difesa in tutti i modi possibili e che sono "legittimi" e moralmente "leciti" e, in tal caso, persino "obbliganti": quindi, bisogna fare tutto ciò, senza badare al "rumore del mondo".

    In ultimo, bisogna PREGARE MOLTO il Signore, che - a questo punto della situazione - "il quorum" davvero non venga raggiunto, "SALVANDO" tutti da una responsabilità immensa. Il 13 giugno, oltrettutto, è un giorno dedicato alla Madonna di Fatima (commemorante l'apparizione del 13 giugno 1917). Affidiamo alla sua protezione questo Referendum, che sarà veramente un "bivio" storico... della "vita" e della "morte": "IO TI HO POSTO DAVANTI LA VITA E LA MORTE…" (Deut.30,15-20). "LA’ DOVE VUOI STENDERAI LA TUA MANO…" (Sir. 15,14-20). "DAVANTI AGLI UOMINI STANNO LA VITA E LA MORTE; A OGNUNO SARA' DATO CIO' CHE A LUI PIACERA'" ( Sir. 15,17).

    Per parte nostra, però, dobbiamo aver fatto TUTTO IL POSSIBILE per PREVEDERE TUTTO e aver offerto LA SOLUZIONE GIUSTA per ogni evenienza: ciò per non essere COLPEVOLI di una OMISSIONE, dovuta a IMPRUDENZA o a NEGLIGENZA.

    Gli aspetti morali, poi, li preciso ancor meglio nel messaggio sottostante spedito ieri ad un interlocutore e già esposti in tanti altri messaggi precedenti e consultabili in Internet all'indirizzo

http://www.lavocecattolica.it/lettere%20informative.htm di www.lavocecattolica.it

    A questo punto, c'è solo da confidare nell'aiuto di Dio e di Maria e nella collaborazione degli "uomini di buona volontà".

    Con gratitudine.

 

Prof. GIORGIO NICOLINI
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LE OBIEZIONI DI RENZO

 

 

----- Original Message -----

From: Renzo (.....)

To: gianni (.....) ; giorgio.nicolini@aruba.it ; giorgio.nicolini@poste.it ; lettere@avvenire.it

Sent: Thursday, May 05, 2005 6:35 PM

Subject: Re: L'IRRAZIONALITA' DELL'ASTENSIONE A TUTTI I COSTI proposta per il prossimo Referendum --

 

    Non credo che la CEI, prima di muoversi in situazioni così delicate, non abbia usato al meglio il raziocinio.

E l'aritmetica!

    La scelta di chiedere di essere un fronte compatto nell'astensione è dettato dalle statistiche sull'andamento dei referendum passati e se anche noi andiamo indietro con la memoria ci accorgeremo che il quorum è sempre stato raggiunto per poco o non raggiunto affatto.

    Ovviamente la cosa comporta dei rischi, ma sono infinitamente inferiori rispetto allo scegliere di andare a votare, perchè è fuori da ogni dubbio che siamo in minoranza sull'argomento (anche grazie all'incertezza all'interno del mondo cattolico e a quanti bocciano per partito preso ogni iniziativa di questo governo) e non faremo altro che dare una mano a raggiungere il numero di voti necessario per consegnare la vittoria al "sì".

    Concordo sul fatto che ci sia poca informazione e che non sia (ancora) stato diffuso il piano B per affrontare l'imponderabile: stare pronti la sera per andare a votare "no" se il quorum venisse con largo margine anticipatamente raggiunto (dico "largo" perchè è chiaro che gli exitpoll non sono mai esatti!!).

    Forse il ritardo nell'affrontare questo argomento potrebbe essere una scelta per non creare confusione tra gli anziani e per radicare il concetto dell'unità nell'astensionismo, che se non avesse una larga condivisione avrebbe risultati catastrofici.

    Credo anche che far girare una lunga e difficilmente leggibile e-mail col titolo "l'irrazionalità dell'astensione a tutti i costi" faccia ahimè il gioco del "Sì".

    Vorrei ricordare anche a chi è sensibile alle istituzioni che andare a votare per un referendum è un diritto ma NON un dovere, perchè non si risponde allo Stato ma ad una richiesta di un gruppo di cittadini che l'hanno promosso!

    La legge dello Stato c'è già e se non vado a votare significa che mi sta bene così e non voglio cambiarla.

"Siate candidi come colombe e furbi come serpenti...": usiamo la strategia.

 

    Saluti.

 

    Renzo S.

 


 

LA RISPOSTA

 

Ancona, 6 maggio 2005

 

Caro Renzo,

    La ringrazio dell'attenzione, ma mi permetto di farLe osservare che non ha compreso i miei testi. In allegato Le ri-invio una composizione più ordinata e, spero, per Lei più chiara, consultabile e prelevabile anche in www.lavocecattolica.it all'indirizzo http://www.lavocecattolica.it/19marzo.htm

    Le questioni che io pongo sono di natura "morale": cioè, un cristiano (come ogni uomo) deve sapere se ciò che fa è conforme alla Legge di Dio o no, cioè se è PECCATO o non lo è.

    Nel caso della proposta dell'ASTENSIONE A TUTTI I COSTI, priva cioè della "clausola inscindibile" dell'AVVERTIMENTO di andare a votare NO qualora "il quorum" sia superato prima della chiusura dei seggi, si accetta - e ciò non è moralmente lecito! - la possibilità di commettere UN PECCATO MORTALE DI OMISSIONE: infatti, se accadrà che "il quorum"  verrà superato durante il corso delle votazioni il mio "NON VOTO" potrebbe determinare la vittoria dei SI' e il conseguente genocidio.

    In ogni caso, bisogna sempre aver chiaro e precisare che dal punto di vista della morale andare a votare "NO" non è mai peccato, anche se provocasse involontariamente il superamento del "quorum" e la vittoria dei "Sì", perché il peccato gravissimo lo commettono coloro che scrivono "Sì" e non coloro che scrivono "NO".

    Tuttavia la posizione della C.E.I. di voler impedire il raggiungimento del "quorum" con l'astensione è legittima e lecita, ma è moralmente sbagliato il modo con cui viene presentata la proposta. La C.E.I., infatti, propone l'astensione a tutti i costi, quindi di non andare a votare "mai", senza considerare il caso (che potrebbe realmente accadere) che "il quorum" venga superato ad un certo punto della giornata, nonostante l'astensione dei cattolici: in tal modo si favorisce - senza rendersene conto - la probabile o sicura vittoria dei "Sì". 

    Tale proposta dell'astensione - per essere moralmente "lecita" - deve perciò essere sempre accompagnata dall'altra importantissima precisazione che bisogna stare lungo tutto il corso dei due giorni delle votazioni sempre pronti ad andare a votare NO qualora "il quorum" venisse superato ad un certo punto delle votazioni. In tale caso, il non andare a votare NO costituirebbe UN GRAVISSIMO PECCATO DI OMISSIONE.

    Per un cristiano, per un cattolico, ciò che è prioritario da sapere è se ciò che si compie o che gli viene proposto di compiere è o no un peccato: e purtroppo la proposta di una ASTENSIONE GENERALIZZATA "permette" proprio la possibilità di compiere un peccato di omissione, senza neppure che i Cattolici se ne rendano conto.

    Per essere più chiari, Le faccio il caso pratico: se il lunedì 13 giugno, alle ore 10.00 o alle ore 12.00, dai dati Ufficiali del Ministero dell'Interno (quindi, NON FALSIFICABILI!) si verrà a sapere che "il quorum" è stato superato, se io - in quel momento - non sono pronto ad andare SUBITO A VOTARE "NO" compio una GRAVISSIMA OMISSIONE, perché non vado a "salvare" quei milioni di bambini che, vincendo probabilmente i SI', verranno uccisi. Quindi, in tal modo, vado contro il Comandamento che impone di NON UCCIDERE, che implica anche l'obbligo di IMPEDIRE DI UCCIDERE, quando se ne ha la possibilità. Un mio solo voto, un NO (a superamento del "quorum" avvenuto), potrebbe decidere la vittoria dei "NO" e impedire la vittoria dei "Sì".

    Questo "caso pratico" si potrebbe verificare realmente e io, dal punto di vista della Morale Cattolica, LO DEVO SAPERE SUBITO come risolverlo, per non commettere "quel" PECCATO DI OMISSIONE se "quel" caso si verificherà.

    Perciò non mi è lecito proporre UNA ASTENSIONE A TUTTI I COSTI, perché - senza la clausola dell'AVVERTIMENTO di cui sopra - io METTO IN TENTAZIONE LE PERSONE CHE MI ASCOLTANO, perché posso far COMMETTERE UN PECCATO DI OMISSIONE a coloro che seguissero "alla lettera" la proposta dell'ASTENSIONE A TUTTI I COSTI.

    In queste votazioni, come in ogni cosa, non c'è il problema prioritario di vincere un Referendum, ma c'è LO SCOPO SUPREMO DI NON PERDERE LA GRAZIA DI DIO, cioè se quanto faccio o non faccio può costituire UN PECCATO MORTALE. E fare un peccato non è mai lecito, neppure se - commettendolo - se ne ricavasse un bene.

    Spero adesso il mio pensiero sia più chiaro.

    Se gradisce ulteriori chiarimenti, mi può anche telefonare per parlarne "a voce".

    La saluto con viva cordialità.

 

Prof. GIORGIO NICOLINI
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8 MAGGIO

SUPPLICA ALLA MADONNA

DEL ROSARIO DI POMPEI

REGINA DELLE VITTORIE

 

 

Recitata nel Santuario di Pompei e in altre chiese
i giorni 8 maggio e prima domenica di ottobre.

 

 

 

 

 

 

O augusta Regina delle Vittorie, o Sovrana del cielo e della terra, al cui nome si rallegrano i cieli e tremano gli abissi, o Regina gloriosa del Rosario, noi devoti figli tuoi, raccolti nel tuo tempio di Pompei (in questo giorno solenne), effondiamo gli affetti del nostro cuore e con confidenza di figli ti esprimiamo le nostre miserie.
Dal trono di clemenza, dove siedi Regina, volgi, o Maria, il tuo sguardo pietoso su di noi, sulle nostre famiglie, sull'Italia, sull'Europa, sul mondo. Ti prenda compassione degli affanni e dei travagli che amareggiano la nostra vita. Vedi, o Madre, quanti pericoli nell'anima e nel corpo, quante calamità ed afflizioni ci costringono.
O Madre, implora per noi misericordia dal tuo Figlio divino e vinci con la clemenza il cuore dei peccatori. Sono nostri fratelli e figli tuoi che costano sangue al dolce Gesù e contristano il tuo sensibilissimo Cuore. Mostrati a tutti quale sei, Regina di pace e di perdono.Ave Maria ...

È vero che noi, per primi, benché tuoi figli, con i peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù e trafiggiamo nuovamente il tuo cuore.
Lo confessiamo: siamo meritevoli dei più aspri castighi, ma tu ricordati che, sul Golgota, raccogliesti, col Sangue divino, il testamento del Redentore moribondo, che ti dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori.
Tu dunque, come Madre nostra, sei la nostra avvocata, la nostra speranza. E noi, gementi, stendiamo a te le mani supplichevoli, gridando: misericordia!
O Madre buona, abbi pietà di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri defunti, soprattutto dei nostri nemici e di tanti che si dicono cristiani, eppur offendono il cuore amabile del tuo Figliuolo. Pietà oggi imploriamo per le nazioni traviate, per tutta l'Europa, per tutto il mondo, perché pentito ritorni al tuo cuore.
Misericordia per tutti, o Madre di misericordia.

Ave Maria...

Degnati benevolmente, o Maria, di esaudirci! Gesù ha riposto nelle tue mani tutti i tesori delle sue grazie e delle sue misericordie.
Tu siedi, coronata Regina, alla destra del tuo Figlio, splendente di gloria immortale su tutti i cori degli angeli. Tu distendi il tuo dominio per quanto sono distesi i cieli, a te la terra e le creature tutte sono soggette. Tu sei l'onnipotente per grazia, tu dunque puoi aiutarci. Se tu non volessi aiutarci, perché figli ingrati ed immeritevoli della tua protezione, non sapremmo a chi rivolgerci. Il tuo cuore di Madre non permetterà di vedere noi, tuoi figli, perduti. Il bambino che vediamo sulle tue ginocchia e la mistica corona che miriamo nella tua mano, ci ispirano fiducia che saremo esauditi. E noi confidiamo pienamente in te, ci abbandoniamo come deboli figli tra le braccia della più tenera fra le madri, e, oggi stesso, da te aspettiamo le sospirate grazie.

Ave Maria...

Un'ultima grazia noi ora ti chiediamo, o Regina, che non puoi negarci (in questo giorno solennissimo). Concedi a tutti noi l'amore tuo costante e in modo speciale la materna benedizione.
Non ci staccheremo da te finché non ci avrai benedetti. Benedici, o Maria, in questo momento il Sommo Pontefice. Agli antichi splendori della tua corona, ai trionfi del tuo Rosario, onde sei chiamata Regina delle Vittorie, aggiungi ancor questo, o Madre: concedi il trionfo alla religione e la pace all'umana società. Benedici i nostri vescovi, i sacerdoti e particolarmente tutti coloro che zelano l'onore del tuo Santuario. Benedici infine tutti gli associati al tuo tempio di Pompei e quanti coltivano e promuovono la devozione al santo Rosario.
O Rosario benedetto di Maria, catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo di amore che ci unisci agli angeli, torre di salvezza, negli assalti dell'inferno, porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più.
Tu ci sarai conforto nell'ora dell'agonia, a te l'ultimo bacio della vita che si spegne.
E l'ultimo accento delle nostre labbra sarà il nome tuo soave, o Regina del Rosario di Pompei, o Madre nostra cara, o Rifugio dei peccatori, o Sovrana consolatrice dei mesti.
Sii ovunque, benedetta, oggi e sempre, in terra e in cielo. Amen.

Salve Regina ....


LA STORIA DELLA MADONNA DEL ROSARIO VENERATA A POMPEI

La Madonna del Rosario ha un culto molto antico, risale all’epoca dell’istituzione dei domenicani (XII secolo), i quali ne furono i maggiori propagatori. La devozione della recita del rosario, chiamato anche salterio, ebbe larga diffusione per la facilità con cui si poteva pregare; fu chiamato il vangelo dei poveri, che in massima parte non sapevano leggere, perché faceva in modo di poter pregare e nello stesso tempo meditare i misteri cristiani senza la necessità di leggere su un testo. I misteri contemplati nella recita del rosario sono quindici, cinque gaudiosi, cinque dolorosi, cinque gloriosi. Giovanni Paolo II ha aggiunto i cinque misteri della Luce. 
Alla protezione della Vergine del S. Rosario, fu attribuita la vittoria della flotta cristiana sui turchi musulmani, avvenuta a Lepanto nel 1571. A seguito di ciò il papa s. Pio V (1504-1572), istituì dal 1572 la festa del Santo Rosario, alla prima domenica di ottobre, che poi dal 1913 è stata spostata al 7 ottobre.
Il culto per il Santo Rosario ebbe un’ulteriore diffusione dopo le apparizioni di Lourdes del 1858, dove la Vergine raccomandò la pratica di questa devozione. La Madonna del Rosario, ebbe nei secoli una vasta gamma di raffigurazioni artistiche, quadri, affreschi, statue, di solito seduta in trono con il Bambino in braccio, in atto di mostrare o dare la corona del rosario; la più conosciuta è quella in cui la corona viene data a Santa Caterina da Siena e a San Domenico Guzman, inginocchiati ai lati del trono. Ed è uno di questi quadri che ha dato vita alla devozione tutta mariana di Pompei; a questo punto bisogna parlare dell’iniziatore di questo culto, il beato Bartolo Longo.
L’avvocato Bartolo Longo nacque a Latiano (Brindisi) il 10 febbraio 1841, di temperamento esuberante, da giovane si dedicò al ballo, alla scherma e alla musica; intraprese gli studi superiori in forma privata a Lecce; dopo l’Unità d’Italia, nel 1863, si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza nell’Università di Napoli.
Fu conquistato dallo spirito anticlericale che in quegli anni dominava nell’Ateneo napoletano, al punto da partecipare a manifestazioni contro il clero e il papa. Dubbioso sulla religione, si lasciò attrarre dallo spiritismo, allora molto praticato a Napoli, fino a diventarne un celebrante dei riti. In seguito, ebbe contatti con il dotto domenicano padre Radente, che con i suoi consigli e la sua dottrina, lo ricondusse alla fede cattolica e alle pratiche religiose. Intanto il 12 dicembre 1864 si era laureato in Diritto, ritornò al paese natío e prese a dedicarsi ad una vita piena di carità e opere assistenziali; rinunziò al matrimonio, ricordando le parole del venerabile Emanuele Ribera redentorista: “Il Signore vuole da te grandi cose, sei destinato a compiere un’alta missione”. Superati gli indugi, abbandonò la professione di avvocato, facendo voto di castità e ritornò a Napoli per dedicarsi in un campo più vasto alle opere di beneficenza; qui incontrò il beato padre Ludovico da Casoria e la beata Caterina Volpicelli, due figure eminenti della santità cattolica dell’800 napoletano, i quali lo consigliarono e indirizzarono ad una santa amicizia con la contessa Marianna De Fusco.
Da qui, il beato Bartolo Longo ebbe una svolta decisiva per la sua vita; divenne compagno inseparabile nelle opere caritatevoli, della contessa che era vedova, inoltre divenne istitutore dei suoi figli e amministratore dei beni. La loro convivenza diede adito a parecchi pettegolezzi, pur avendo il beneplacito dell’arcivescovo di Napoli cardinale Sanfelice; alla fine decisero di sposarsi nell’aprile 1885, con il proposito però di vivere come buoni amici, in amore fraterno, come avevano fatto fino allora. La contessa De Fusco era proprietaria di terreni ed abitazioni nel territorio di Pompei e Bartolo Longo come amministratore si recava spesso nella Valle; vedendo l’ignoranza religiosa in cui vivevano i contadini sparsi nelle campagne, prese ad insegnare loro il catechismo, a pregare e specialmente a recitare il rosario.
Una pia suora Maria Concetta de Litala, gli donò una vecchia tela raffigurante la Madonna del Rosario, molto rovinata; restauratala alla meglio, Bartolo Longo decise di portarla nella Valle di Pompei e lui stesso racconta, che nel tratto finale, poggiò il quadro per trasportarlo, su un carro, che faceva la spola dalla periferia della città alla campagna, trasportando letame, che allora veniva usato come concime nei campi.
Il 13 febbraio 1876, il quadro venne esposto nella piccola chiesetta parrocchiale, da quel giorno la Madonna elargì con abbondanza grazie e miracoli; la folla di pellegrini e devoti aumentò a tal punto che si rendeva necessario costruire una chiesa più grande. Bartolo Longo su consiglio anche del vescovo di Nola, Formisano che era l’Ordinario del luogo, iniziò il 9 maggio 1876 la costruzione del tempio che terminò nel 1887. Il quadro della Madonna, dopo essere stato opportunamente restaurato, venne sistemato su un trono splendido; l’immagine poi verrà anche incoronata con un diadema d’oro, ornato da più di 700 pietre preziose, benedetto da papa Leone XIII. La costruzione venne finanziata da innumerevoli offerte di denaro, proveniente dalle tante Associazioni del Rosario, sparse in tutta Italia, in breve divenne centro di grande spiritualità come lo è tuttora, fu elevata al grado di Santuario, centro del sacramento della confessione di milioni di fedeli, che si accostano alla Santa Comunione tutto l’anno.
Il beato Bartolo Longo istituì per le opere sociali, un orfanotrofio femminile, affidandone la cura alle suore Domenicane Figlie del Rosario di Pompei, da lui fondate; ancora fondò l’Istituto dei Figli dei Carcerati in controtendenza alle teorie di Lombroso, secondo cui i figli dei criminali sono per istinto destinati a delinquere; chiamò a dirigerli i Fratelli delle Scuole Cristiane.
Fondò nel 1884 il periodico “Il Rosario e la Nuova Pompei” che ancora oggi si stampa in centinaia di migliaia di copie, diffuse in tutto il mondo; la stampa era affidata alla tipografia da lui fondata per dare un’avvenire ai suoi orfanelli; altre opere annesse sono asili, scuole, ospizi per anziani, ospedale, laboratori, casa del pellegrino.
Il santuario fu ampliato nel 1933-39, con la costruzione di un massiccio campanile alto 80 metri, un poco isolato dal tempio, Nel 1893 Bartolo Longo offrì a papa Leone XIII la proprietà del santuario con tutte le opere pompeiane, qualche anno più tardi rinunziò anche all’amministrazione che il papa gli aveva rimasto; l’interno è a croce latina, tutta lavorata in marmo, ori, mosaici dorati, quadri ottocenteschi, con immensa cripta, il trono circondato da colonne, sulla crociera vi è l’enorme cupola di 57 metri tutta affrescata.
Il fondatore, morì il 5 ottobre del 1926 e come da suo desiderio fu sepolto nella cripta, in cui riposa anche la contessa De Fusco.
Aveva trovato una zona paludosa e malsana, a causa dello straripamento del vicino fiume Sarno, abbandonata praticamente dal 1659. Alla sua morte lasciò una città ripopolata, salubre, tutta ruotante attorno al Santuario e alle sue numerose opere, a cui poi si affiancò il turismo per i ritrovati scavi della città sepolta dall’eruzione del Vesuvio.
È sua l’iniziativa della supplica, da lui compilata, alla Madonna del Rosario di Pompei che si recita solennemente e con gran concorso di fedeli, l’8 maggio e la prima domenica di ottobre.
Bartolo Longo è stato beatificato il 26 ottobre 1980 da papa Giovanni Paolo II. Il santuario è basilica pontificia e come Loreto è sede di un vescovo (prelatura) con giurisdizione su Pompei.

Autore di questo testo: Antonio Borrelli


 

 

 

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Libro di 100 pagine di robusta carta patinata, tutte a colori e tutte illustrate, con elegante grafica adatta anche per bambini, illustrante - con prove documentali del tutto inedite – la verità storica delle “cinque traslazioni miracolose” della Santa Casa di Nazareth avvenute “in vari luoghi” e infine sul colle di Loreto: “traslazioni miracolose” avvenute tra il 1291 e il 1296, “approvate” “ufficialmente” nella loro “veridicità storica” da tanti Papi, per sette secoli. Il libro contiene anche il testo della “benedizione” di Giovanni Paolo II, spedita in data 11 gennaio 2005 all’autore del libro dal “santo” Pontefice.

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